Per Cappellano (foto qui sopra), “la nostra forza è il fatto di avere 11 marchi con più di 60 modelli e fra 2025 e 2026 lanciamo 25 nuovi prodotti e tecnologie. Il piano strategico sarà presentato nella prima metà dell'anno e ho molta fiducia dell’attitudine che vedo all'interno di Stellantis, ma fuori dal gruppo - prosegue Cappellano - la situazione è più preoccupante. C'è un disallineamento tra le regole dell'Unione Europea, i bisogni dei automobilisti e dei costruttori.”
Per Cappellano, “a dicembre l'Unione Europea ha fatto alcuni passi per risolvere questo problema, ma non basta, perché l'industria e i clienti chiedono una risoluzione veloce. Dal 2019, in Europa si sono persi tre milioni di veicoli nuovi ogni anno, e questa è l'unica Regione del mondo che non è tornata ai livelli pre-pandemici. Del resto, in questi ultimi due anni in pratica è scomparso qualsiasi tipo di offerta di prodotti che costino meno di 15.000 euro. E questo è uno dei motivi per cui il mercato si sta restringendo.”
“Le auto da città, quelle del segmento A, in pratica stanno scomparendo e i veicoli commerciali hanno perso l’8% nel 2025. Ciò che è stato annunciato qualche settimana fa non ha risolto i problemi: l'urgenza rimane, e non c’è traccia della flessibilità che l'associazione dei costruttori (l’Acea) e l'industria in generale stanno chiedendo. Inoltre, non c'è un'indicazione chiara di cosa succederà, mentre l'industria si basa su investimenti a lungo termine. Penso che l'Europa debba decidere se vuole mantenere questa tendenza o se vuole prendere decisioni serie che si adattino ai bisogni dei clienti e dell'industria.”

Rafforzare la presenza sui segmenti A e B è un tema importante per noi. Sono le auto più abbordabili e abbiamo due marchi come Fiat, ma anche Citroen, che si basano da sempre proprio su questo tipo di veicoli. Ci preoccupiamo per il fatto che le imposizioni tecnologiche facciano crescere il costo di queste vetture, riducendo la possibilità di comprarne una. Di quei tre milioni di auto nuove “scomparse” negli ultimi anni, la maggior parte si trovano proprio in queste categorie.”
“Stellantis ha 11 marchi e la mia priorità è lavorare sulla diversità, rinforzando le peculiarità di ciascun marchio in rapporto a quello che vogliono i clienti. Ci sono marchi che vanno bene in tutta Europa e altri legati a un Paese specifico, con una storia e una personalità forte. Da questo punto di vista penso che in un certo senso tutte le nostre aziende siano di successo, perché coprono diversi segmenti di clienti.”
Certo, guardando ai numeri non è sempre così, ma per Cappellano “il 2025 è stato un anno di transizione, con nuovi modelli arrivati nella seconda parte dell’anno. Credo che ora dobbiamo guardare avanti, ma non sono preoccupato: vedo un atteggiamento positivo anche da parte dei concessionari e abbiamo i prodotti. Sono ottimista rispetto al 2026: ci sono sempre alti e bassi.”
Quanto ai diversi tipi di motore, per Cappellano “per ridurre le emissioni non può esserci solo l’elettrico. Devono esserci soluzioni di ibrido, dei vari tipi. Altrimenti, il rischio è che scompaiano le auto a prezzo accessibile o che aumenti la dipendenza dell'industria europea da tecnologie che non sono ancora europee, come le batterie o i semiconduttori.
L'Unione deve decidere cosa vuole fare nel futuro. Credono che l'industria sia importante per l'Europa o no? Questa è la domanda. Quindi, all’Ue, per prima cosa chiedo un po' di flessibilità in modo da rendere più facile raggiungere i target per le emissioni e renderli anche meno severi, o dare dei crediti per esempio alle piccole vetture, che di per sé sono uno strumento per decarbonizzare.”

“E poi, c’è l'urgenza. Non basta dire che nel 2030 avremo regole meno severe. Il 2030 è molto lontano, il problema è oggi. Abbiamo in Europa 250 milioni di veicoli che sono più vecchi di 10 anni, e ogni anno questa flotta diventa più vecchia. Perché non incentiviamo il rinnovo con un po’ di flessibilità? Questo contribuirebbe molto di più alla decarbonizzazione che non, per esempio, imporre target di veicoli elettrici totalmente lontani dalla realtà di oggi. Finora, le regole non si sono adattate ai bisogni degli automobilisti.”
ll 2025 è stato un anno difficile per l'industria dell’auto in Italia. Ma è normale, per Cappellano, perché “abbiamo una produzione di veicoli commerciali e di auto di segmento A, proprio quelle più in crisi nel 2025. Ma è anche vero che per noi il 2025 è stato di transizione. Abbiamo lanciato la Fiat Hybrid 500 a Mirafiori, la nuova Jeep Compass a Melfi e nel 2026 lanceremo due nuovi modelli.”




































































































