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Ispezione UE alla sede della BMW

20 ottobre 2017

L’ispezione rientra nelle indagini europee sull’esistenza di un “cartello” dei costruttori tedeschi.

Ispezione UE alla sede della BMW

VISITA SENZA PREAVVISO - Lunedì 16 ottobre degli ispettori della Commissione europea hanno compiuto una visita alla sede della BMW di Monaco di Baviera. La Commissione ha tenuto a sottolineare che non si è trattato di un vero e proprio atto inquisitorio, ma resta il fatto che gli ispettori sono sicuramente andati a Monaco per verificare qualcosa e a chiedere informazioni. E l’operazione è stata compiuta a sorpresa, senza preavvisare la casa automobilistica, proprio come si fa nelle perquisizioni. La missione è stata attivata dalla Direzione per la concorrenza nell’ambito di una inchiesta a proposito di attività di cartello praticate dalle case costruttrici tedesche: Volkswagen, Audi, Porsche, Daimler (Mercedes) e BMW (qui per saperne di più).

NOTIZIE UFFICIALI - La Commissione europea ha comunicato l’effettuazione dell’ispezione presso “un costruttore tedesco in relazione alle indagini che la Commissione ha avviato nel luglio scorso a proposito di presunte attività di cartello da parte delle case automobilistiche tedesche”. Il comunicato della Commissione non ha fatto il nome della casa interessata, ma successivamente all’annuncio la BMW ha ammesso di avere ricevuto la visita degli ispettori UE. Gli ispettori hanno fatto la loro visita accompagnati dai colleghi dell’Autorità tedesca per la concorrenza. E va anche detto che questo tipo di iniziativa non significa ancora che la azienda interessata (in questo caso la BMW) sia indagata per attività contrarie alla libera concorrenza, ma rappresenta una fase preliminare di una eventuale messa sotto accusa. 

DI CHE COSA SI TRATTA - Si saprà più avanti che cosa è emerso dalle ispezioni e se la BMW sarà messa sotto inchiesta, al momento ciò che si sa è quel che fu scritto dai giornali tedeschi nell’estate scorsa, e cioè che la Commissione europea era stata raggiunta da sospetti circa il comportamento delle case in questione. Secondo le indiscrezioni di stampa, i cinque costruttori sono sospettati di aver concordato con regolarità gli step di sviluppo dei vari componenti, mettendosi anche d’accordo sui prezzi. Ciò per non dar luogo a una corsa senza limiti all’innovazione, ipotesi che avrebbe avuto costi pesanti per tutti.  

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Ritratto di Claus90
22 ottobre 2017 - 13:39
Cosa risaputa del cartello tedesco fanno bene ad indagare ma credo che il sistema sia così contaminato e pieno di interessi che si metterà tutto a tacere.
Ritratto di GuidoFiatDal19xx
22 ottobre 2017 - 21:53
confermo, è solo pe fare scena.
Ritratto di hulk74
23 ottobre 2017 - 09:58
Hanno sempre condiviso i piani industriali e le tecnologie, ma la cosa illegale erano i presunti "ricatti" ai fornitori
Ritratto di Carlo959
23 ottobre 2017 - 12:54
Non vedo cosa possa esserci di strano (o irregolare), in linea di principio, nella concezione di una road map di sviluppo dei modelli tecnologicamente e cronologicamente congiunta - le Case 'si parlano' abitualmente e da sempre ( o quasi) su queste o anche ulteriori tematiche, e ci mancherebbe...sarebbe quasi sciocco il non farlo, quindi i tedeschi, in questo senso, se lo fanno più di altri sono a mio avviso anche più lodevoli. L'articolo resta sul vago, non avendo info più precise ("si saprà più avanti..."), però è molto probabile che la cosa riguardi quanto viene ricordato da Hulk74.
Ritratto di GuidoFiatDal19xx
23 ottobre 2017 - 20:07
Hai perfettamente ragione solo che se fosse fatto in Italia si chiamerebbe MAFIA ed a cavalcare l'onda, oltra ai puristi nostrani ci sarebbe tutta la stampa a dire italiani soliti furbi. 2°) Ha ragione anche hulk74 a dire che serve a strapazzare i fornitori.
Ritratto di Carlo959
23 ottobre 2017 - 21:46
Un po' pregiudiziale, a dir il vero - perlomeno in rapporto a quello che intendevo io (del resto, atteggiamenti "mafiosi" ce ne possono essere, e di fatto se ne trovano, dovunque, però è pur vero sia che "la storia" è nata sostanzialmente da noi che anche che siamo proprio noi stessi a continuare a dare antropologicamente ragione a quanti tendono a metterci addosso questo cliché...) In ogni caso, per dirla con una battuta (ma non troppo), da noi qualcosa del genere non potrebbe darsi, stante una situazione automotive radicalmente diversa...
Ritratto di marcoluga
23 ottobre 2017 - 22:56
È passato tanto tempo ma ricordo bene il discorso che mi fece un mio cliente che fabbricava componenti per auto. Mi disse che era ancora proprietario dell'azienda era perché aveva cominciato a farsi clienti le aziende automobilistiche tedesche. Altri imprenditori meno accorti, accontentandosi di fornire la Fiat, avevano perso l'azienda. Un altra volta racconto come la Fiat mandava sul lastrico i fornitori per poi "salvarli" assorbendoli. Altro che i cartelli dei tedeschi!
Ritratto di Carlo959
24 ottobre 2017 - 11:21
Capitato anche a me di "sentirla" in giro. Credo sia accaduto, in qualche caso, di fornitori legati in via esclusiva, da noi necessariamente con Fiat, negli anni trascorsi. Oggi, se sai il fatto tuo, a parte lo stare alla larga da qualsiasi rapporto strettamente univoco con il cliente, grazie alla specializzazione delle competenze tieni bene la piazza e sono i produttori a venirti a cercare.