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La Jeep compie 80 anni

Pubblicato 15 luglio 2021

Casa automobilistica ricca di storia, la Jeep celebra il suo compleanno guardando sì al passato, ma soprattutto gettando le basi per il futuro.

La Jeep compie 80 anni

NATA PER LA GUERRA, CRESCE NELL’AVVENTURA - Jeep è un marchio che appartiene alla ristretta élite di quelli globali. Conosciuta in tutto il mondo, nasce nel bel mezzo del più sanguinoso conflitto che la storia ricordi: la Seconda Guerra Mondiale. È infatti 15 luglio 1941 quando la Willys-Overland Co. firma un contratto con il Dipartimento di guerra degli Stati Uniti per la produzione del suo primo veicolo militare. Il marchio di fabbrica Jeep fu registrato nel 1943 e deriva dal soprannome che i soldati diedero al compatto quanto robusto veicolo a trazione integrale. Finita la guerra molte Jeep invasero i paesi come surplus militare e la cavalcata del marchio, simbolo di avventura in qualsiasi condizione di clima e strada, ebbe inizio. 80 anni dopo possiamo sentire da Christian Meunier, ceo del marchio, le strade che Jeep percorrerà nei prossimi anni: “Stiamo ampliando il nostro portafoglio, ad esempio con la Jeep Grand Cherokee L a 3 file di sedili, e stiamo gettando le basi per la nostra presenza nel segmento dei suv premium con le nuove Wagoneer e Grand Wagoneer. Il prossimo tassello di questa gamma di prodotti sarà la nuova Jeep Grand Cherokee (qui per saperne di più), che per la prima volta avrà la tecnologia plug-in-hybrid 4xe. Jeep persegue con convinzione la visione di un futuro elettrificato”.

ANIMA GREEN - Meunier ha dichiarato che l’impegno è fare di Jeep il marchio più “green” ed emozionante nel mondo dei suv, un proclama non da poco. L’elettrificazione della gamma Jeep consentirà di viaggiare in elettrico puro in città e disporre di tutte le capacità off-road del Marchio, migliorate dall’elettrico, in un silenzio quasi assoluto. Jeep ha voluto riassumere in 12 passaggi chiave la sua storia, mettendo al primo posto proprio la tecnologia 4xe. La trazione mista, con il motore elettrico al posteriore, non inficia ad esempio le capacità riassunte nella dicitura Trail Rated: batteria ed elettronica sono infatti sigillate ermeticamente e in maniera impermeabile. Altra tappa di una storia futura è quella segnata dalle Wagoneer e Grand Wagoneer (qui per saperne di più), che promettono la tradizione, il lusso e la qualità Jeep in vetture per otto passeggeri. Meno recente, e probabilmente ascrivibile almeno in parte a Sergio Marchione, è poi l’espansione globale dovuta anche alla compatta Jeep Renegade e alla nuova Gladiator, il pick-up Jeep. I nuovi impianti hanno permesso a clienti in Brasile, India e Cina di mettersi al volante di una Jeep.

TRAZIONE UBIQUA E NUOVI MODELLI - È il 1999 quando si introduce la trazione Quadra-Trac II, in grado di ripartire la coppia non solo fra l'asse posteriore e quello anteriore ma anche sui due lati. L’unione di Quadra-Trac con i differenziali autobloccanti Vari-Lock ha dato poi vita al sistema Quadra-Drive. Altra pietra miliare di Jeep è stata l’introduzione della prima Jeep Grand Cherokee ZJ al Salone Internazionale dell’Auto di Detroit nel 1992. È il presidente di Chrysler, Bob Lutz, un vero car guy, a guidare la prima Grand Cherokee ZJ, dalla linea di produzione di Jefferson fino alla vetrata della Cobo Hall, sfondata per rappresentare il carattere del nuovo modello. Riavvolgendo il nastro arriviamo ancora più indietro nel tempo, a quel 1986 nel quale arriva la Jeep Wrangler. Anche se esteticamente simile alla CJ-7, è molto diversa ‘dentro’ per offrire più comfort, maneggevolezza e un baricentro ribassato. Il 5 agosto 1987 è invece la data nella quale American Motors Corporation viene venduta a Chrysler Corporation, con il marchio Jeep che entra nella divisione Jeep/Eagle di Chrysler.

COMPATTA O PREMIUM? PURCHÉ SIA JEEP - È il 1979, il mondo sperimenta una crisi energetica ed è in quella contingenza che nasce l’idea di 4x4 compatto. La Jeep Cherokee XJ vede la luce nel 1984 e la sua scocca portante permette dimensioni molto più compatte del del suo predecessore pur con un abitacolo che conserva il 90% dello spazio interno. Di tutt’altra impostazione era invece la Jeep Wagoneer del 1963, considerato dalla casa il primo SUV premium che abbina la trazione integrale con la trasmissione automatica. Equipaggiata come un’automobile di fascia alta, la Wagoneer cambia la percezione del pubblico verso i veicoli a trazione integrale. Andando a ritroso nel Tempo di 10 anni arriviamo a quel 1953 nel quale si svolge il primo raduno Jeep. Svolto a Georgetown in California con 55 veicoli e 155 partecipanti, è considerato il Granddaddy di tutti gli eventi dedicati alle 4x4. L’evento, organizzato da Mark Smith, dimostra la convivialità e il senso di appartenenza dei possessori di veicoli Jeep.

IL PRIMO SUV, LA PRIMA 4X4 DI MASSA - Arriviamo al primo dopoguerra, quel 1946 nel quale Willys-Overland presenta la prima station wagon con carrozzeria interamente in acciaio - la Willys Wagon. Tre anni dopo la Wagon evolve e diventa 4x4, caratteristica che la fa definire da Jeep “il primo SUV”. 7 posti, grandi capacità di traino e spiccate doti fuoristradistiche la rendono un modello di successo, rimasto sulla breccia per quasi 20 anni, un vero record. La guerra è finita da poco e nel 1945 la CJ-2A è la prima 4x4 ad essere proposta come  prodotto di massa ad uso civile ad essere offerto al pubblico come. Questa Jeep utilizza la stessa architettura della MB militare ma diverse migliorie, come il portellone posteriore pieghevole, la ruota di scorta montata lateralmente e i fari anteriori più grandi. Arriviamo così a quel 1941 nel quale Willys-Overland diventa il principale fornitore del veicolo militare per il governo statunitense. Prodotta in oltre 350.000 esemplari fino al 1945, la piccola quanto tetragona fuoristrada militare Jeep MB combatte in tutti i campi di battaglia e rappresenta la base per la Jeep CJ civile, la vettura dalla quale tutto è iniziato.





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Ritratto di Oxygenerator
15 luglio 2021 - 08:27
Quella rossa nella foto, è l’unica che mi sia piaciuta. Era bellissima, ma, molto, molto problematica. A livello di motore e di rumore delle plastiche interne. Ma le si poteva perdonare tutto. Era bellissima.
Ritratto di katayama
15 luglio 2021 - 19:28
Una Jeep Cherokee XJ bianca con fascioni neri a contrasto e Stacy, bionda e assai carina figlia d’un generale dell’US Army di stanza in Texas, di ceppo germanico, evidente anche in lei. Era la sua auto, lei da poco trasferitasi in Illinois per motivi di studio, con quella targa che da quella parti fa effettivamente strano, che strappa quasi un sorriso. Il primo date lungo la Magnificent Mile di Chicago: appuntamento alla Cheesecake Factory, proprio sotto l’Hancock Tower. Mi fece da personal shopper, per scherzo. Alla fine d’un intero pomeriggio che in realtà poneva altro al centro delle reciproche attenzioni, comprai solo una cintura. Quell’auto divenne presto famigliare anche all’addetto alla guardiania del college in cui stavo. Dal suo gabbiotto in legno di quercia, una sorta di piccolo checkpoint in mezzo alla fitta boscaglia, la vecchia guardia azionava ormai automaticamente l’apertura della sbarra non appena la vedeva: lei e la sua Jeep, riconoscibile, tra l’altro, per le enormi gomme tassellate a scritte bianche, assai comuni laggiù, decisamente meno lì al nord. Preferivo però uscire con la mia Buick, nera, coupé, sì. Marginali e fuggenti fotogrammi di vite e di auto, per chi ne ha vissute e per chi, forse ancora, ne vivrà, chissà.
Ritratto di Arreis88
15 luglio 2021 - 20:28
Le Jeep degli anni a cavallo tra vecchio e nuovo millennio erano le migliori. Tra le pochissime auto (intendo fino ad oggi) a potersi davvero definire Sport Utility Vehicle. Piccola e personalissima nota, mai più trovati sedili comodi come quelli delle Grand Cherokee serie ZJ e soprattutto WJ.
Ritratto di Quello la
16 luglio 2021 - 14:53
Belle, belle, belle. (Quasi) tutte molto belle.