Si avvicina il momento del debutto della nuova Audi A2 e-tron, che sarà svelata a settembre, prima dell’esordio davanti al pubblico al Salone di Parigi. Dopo averla vista con poche camuffature sulle strade danesi (qui la notizia), la casa di Ingolstadt ufficializza alcune delle caratteristiche tecniche della sua compatta elettrica, annunciando che sarà l’Audi più efficiente mai realizzata.
La variante da 190 CV del nuovo modello, con il pacchetto Efficiency, fa infatti registrare un consumo di energia di 12,8 kWh su 100 km, grazie a un’aerodinamica particolarmente curata, che consente di ottenere un coefficiente di resistenza (Cx) di 0,24.
Oltre alle forme della carrozzeria (frontale con spigoli smussati, linea del tetto concava e sezione posteriore ben definita), nella vettura ci sono altri accorgimenti che favoriscono la penetrazione aerodinamica e quindi l’autonomia: tra questi ci sono le feritorie in corrispondenza degli archi passaruota, la presa d’aria adattiva frontale, il sottoscocca interamente carenato e i cerchi specifici.

Il costruttore tedesco non ha ancora svelato la capacità della batteria di trazione, limitandosi ad annunciare che la nuova Audi A2 e-tron utilizzerà un’unità al litio-ferro-fosfato (LFP). Questa è sviluppata secondo l’architettura “cell‑to‑pack”, che prevede il fissaggio diretto delle celle all’involucro dell’accumulatore anziché nei tradizionali moduli, in modo da aumentare la capacità e la densità energetica mantenendo dimensioni contenute.
Le batterie LFP, spiega l’azienda, non richiedono terre rare, offrono una lunga durata e possono essere ricaricate abitualmente fino al 100% senza penalizzazioni funzionali. Inoltre, grazie alla curva di tensione più stabile, garantiscono valori elevati anche con stato di carica ridotto, assicurando una potenza in uscita più costante.

La chimica LFP è solo uno degli elementi che contribuiscono all’efficienza complessiva dell’Audi A2 e‑tron. I principali vantaggi deriverebbero dall’interazione ottimizzata tra batteria, gestione termica, elettronica di ricarica e software. Un esempio significativo è il sistema di raffreddamento evoluto, che porta l’efficienza della ricarica tramite wallbox all’89,6% e che dovrebbe tradursi in minori perdite energetiche e in una strategia operativa stabile nel tempo. La vettura è predisposta per la ricarica bidirezionale e la “pila” è quindi in grado di alimentare dispositivi esterni o supportare l’impianto domestico.






























