Alla fine del 2024, l’Audi ha presentato AUDI (tutto maiuscolo): un marchio destinato a sviluppare una nuova famiglia di auto elettriche in collaborazione con il colosso Saic da vendere nel mercato cinese.
Le vetture dell’AUDI - la berlina E5 Sportback e la suv E7X - sono totalmente diverse da quelle del brand principale: per l’estetica, per le tecnologie e anche per l’assenza dei quattro anelli, emblema di tutte le auto della casa di Ingolstadt.
I due modelli avrebbero dovuto essere venduti unicamente in Cina, ma l’importatore Auto Cina ha iniziato a vendere alcuni esemplari in Germania: la E5 Sportback costa infatti 59.980 euro, mentre la più grande E7X parte da 72.900 euro.

Per quanto l’arrivo nel Vecchio Continente incrementi notevolmente il prezzo delle due vetture (in Cina la berlina parte dal corrispettivo di circa 26.300 euro e la suv da 34.400 euro), si tratta comunque di cifre estremamente concorrenziali rispetto a quelle della gamma elettrica ufficiale dell’Audi.
Ciò nonostante il prezzo pubblicizzato da Auto China non comprenda l’adattatore di ricarica, l’omologazione per l’Europa, la garanzia e il pacchetto di assistenza di 2 anni e la consegna (prevista nel giro di 6-9 mesi dall’ordine), per i quali bisogna aggiungere ulteriori 8.750 euro. Così l’AUDI E5 Sportback viene costare un totale di 68.730 euro. Al prezzo totale bisogna infine aggiungere l’Iva del 22%, portando la cifra finale a 83.850 euro.
Per fare un confronto con la versione più simile venduta in Europa, l’S6 Sportback e-tron quattro, lunga 4 cm in più rispetto alla berlina senza gli anelli ma con quasi 300 CV in meno (503 contro 787 CV), in Italia apre il listino a 99.500 euro, quindi 15.650 euro in meno della “cugina” cinese.

Chi fosse tentato di acquistare un’AUDI cinese e guidarla sulle nostre strade deve però sapere che va incontro a dei rischi. Difficilmente la casa tedesca offrirà assistenza o supporto per eventuali problemi e anche trovare i pezzi di ricambio potrebbe essere un problema e richiedere lunghi tempi di attesa.
Inoltre i sensori dei sistemi di assistenza sono tarati sulle strade cinesi e ciò potrebbe causare comportamenti anomali, falsi allarmi o disattivazioni improvvise sulle strade europee. Anche il sistema multimediale e le app di bordo sono native per la Cina e in Europa si rischia l’inutilizzabilità delle sim integrate, dei servizi cloud, della navigazione e dei comandi vocali.
A livello più alto, l’Audi (quella con i quattro anelli) potrebbe intraprendere un’azione legale per fermare la vendita dei modelli cinesi. Il Gruppo Volkswagen ha già dimostrato in passato tolleranza zero verso le importazioni parallele non autorizzate dalla Cina: in casi analoghi (come avvenuto per le Volkswagen ID.6 cinesi importate in Germania), il costruttore è ricorso ai giudici, portando al sequestro e persino alla rottamazione forzata delle vetture.
















