CI PERDE ANCHE LO STATO - “La pausa estiva trova il settore auto con 230.000 vetture perse rispetto allo scorso anno e lo stato con 1,5 miliardi di euro di mancato introito Iva (rispetto a un anno medio da 2.000.000 di vetture), conseguenze di una serie di leggi inefficaci per le finanze dello stato, come il superbollo e l’aumento delle Imposte provinciali di trascrizione, ma devastanti per il mondo dell’auto”. Sono queste le parole che Jacques Bousquet, presidente dell'Unrae, l'associazione delle case automobilistiche estere in Italia, usa per commentare i dati di immatricolazione del mese di luglio, diffusi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel mese appena concluso le registrazioni di nuove auto hanno subito una flessione del 21,4%: 108.826 pezzi contro i 138.445 dello stesso periodo dello scorso anno. Un risultato che porta i primi 7 mesi dell’anno in calo del 19,9% a 923.739 unità.
CRESCE IL GAS, MA NON L'USATO - Con il continuo rincaro dei carburanti, a luglio si è registrata una forte crescita delle immatricolazioni di vetture alimentate a gas, a scapito dei carburanti tradizionali, ovvero benzina e gasolio. Per quanto riguarda il Gpl, la cui rete di distribuzione sul territorio nazionale è più estesa di quella del metano, c'è stato un incremento del 160% che ha portato a raggiungere una quota di mercato del 10%. Il metano, invece, si ferma solo al 3,5%. In quadro economico così depresso, non può fare eccezione neanche il mercato dell'usato, fino all'anno scorso in crescita. A luglio i passaggi di proprietà sono calati del 6,7% con 355.811 trasferimenti: da gennaio è in calo del 11% con 2.477.188 vetture usate, rispetto ai primi sette mesi dell'anno scorso.
TUTTI MALE- Spostando l'attenzione ai costruttori, in casa Fiat si respira un'aria pesante: tutti i marchi sono in calo, compresa la Jeep (-40%), che da quando è passata sotto la gestione del gruppo torinese ha visto una crescita a doppia cifra. La Lancia chiude luglio con un calo del 27,3%: da inizio anno con 48.506 vetture consegnate le immatricolazioni si sono ridotte del 12,9%. Peggio va l'Alfa Romeo che è tornata a sprofondare con sole 3.258 nuove auto registrate, in calo del 32,6% rispetto allo stesso mese del 2011: da gennaio a luglio le immatricolazioni sono scese del 31,4%. Male anche la Fiat, giù del 16,7% a luglio (23.954 auto) e del 20% da inizio anno con 192.114 vetture complessivamente.
POCHISSIMI SEGNI “PIÙ” - Tra i cosiddetti costruttori generalisti, sono davvero pochi quelli che possono vantare di aver incrementato le immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2011. Tra questi la Honda (+43,5%) grazie alla nuova Civic, la coreana Kia (+34,8%), che può fare affidamento sul lancio commerciale della nuova Cee'd, la Subaru (+8,8%), e la Mazda (+1,8%). Dopo la crescita dei mesi precedenti è in calo la Hyundai (-5,7%), che, insieme alla Citroën (-8,6%), è l'unica casa a non subire riduzioni a doppia cifra. Per tutti gli altri è un bagno di sangue: si va dal -80% della DR Motor al -15,2 della Peugeot. Nell'ordine ci sono: Mitsubishi (-70,7%), Daihatsu (-60,9%), Dacia (-41,7%), Renault (-37,8%), Skoda (-37,6%), Seat ( -34,2%), Ford (-31,2%), Suzuki (-31,1%), Opel (-27,7%), Nissan (-22,6%), Chevrolet (-21%), Toyota (-20,9%) e Volkswagen (-17,8%).
IN FLESSIONE ANCHE LE “PREMIUM” - A luglio anche i costruttori di auto “di prestigio” hanno risentito del pesante calo delle immatricolazioni. Se si esclude la sola Land Rover che registra un +107% grazie alle vendite della nuova Evoque, tutti gli altri hanno accusato il colpo. Audi (-8,1%) e BMW (-8,9%) limitano i danni, ma per gli altri il tonfo è di quelli che fanno male: nell'ordine troviamo, Volvo (-45,1%), Jaguar (-33,7%), Mercedes e Lexus (-33,3%), Porsche (-33,2%) e Mini (-30,9%).
































































































