INVESTITURA - Sergio Marchionne, numero uno del gruppo FCA, ha partecipato questa mattina all’evento di presentazione alla stampa della nuova Alfa Romeo Giulia (nelle foto), berlina dal piglio sportivo nella quale l’azienda ha riposto grandi aspettative. Non a caso l’amministratore delegato si è espresso con termini lusinghieri e annunciando possibili novità sotto il profilo industriale: Marchionne ha lasciato intendere che lo stabilimento campano di Pomigliano d’Arco può essere coinvolto nel cosiddetto “piano Alfa Romeo” qualora le vendite dell’azienda fossero incoraggianti.
INVESTITO OLTRE 1 MILIARDO - Il top manager ha detto che a suo avviso la Giulia “è una bellissima macchina, la migliore auto fatta dal gruppo negli ultimi dodici anni. Ha un motore pazzesco”. Marchionne e i vertici dell’Alfa Romeo non hanno fornito le previsioni di vendita pur anticipando che la produzione sarà a regime non prima del 2017: da questa data la berlina sarà venduta in 100 paesi al mondo. Ha ricordato la portata dell’investimento sostenuto: la Giulia e la sua base meccanica sono costate all’azienda 1 miliardo di euro. Marchionne ha confermato l’arrivo di una versione ibrida ricaricabile, attesa però a 2018 inoltrato.
ANCHE A POMIGLIANO? - Prima di allora verranno lanciati una suv (che potrebbe chiamarsi Stelvio, rivale delle Audi Q5 e BMW X3) ed un terzo modello, che potrebbe essere una suv di lunghezza maggiore. Questi due prodotti sono inclusi nel “piano Alfa Romeo”, ovvero il programma di rilancio che l’azienda ha elaborato nel 2014 e la cui completa esecuzione è prevista entro fine 2018-20: la Giulia è il primo degli otto modelli a venire introdotto sul mercato. “Il secondo modello del piano Alfa, la suv, è di fatto già in fase avanzata e arriverà sul mercato entro la fine dell'anno” ha spiegato Marchionne a Il Sole 24 Ore. “Entro fine 2017 vedrete la terza vettura”. Il manager ha aggiunto che “se l'Alfa avrà successo, Cassino potrebbe non bastare e la produzione potrebbe tornare anche a Pomigliano. Se il successo sarà ancora maggiore, anche a Mirafiori”.
LE CORSE RESTANO IN DUBBIO - Marchionne è stato invece più tiepido circa le ipotesi di un ritorno dell’Alfa Romeo nel mondo delle competizioni, auspicato da una larga fetta di appassionati ma ritenuto troppo dispendioso in termini economici e tecnici. Il manager, sempre al Il Sole 24 Ore, ha spiegato che la vettura ed il progetto “dovranno essere in grado di ripagare l'investimento”. L’amministratore delegato dell’Alfa Romeo, Harald Wester, ha aggiunto che in ogni caso che “dovrà essere un evento con visibilità globale”.









