Giunta alla terza generazione, la Mazda CX-5 è cresciuta nelle dimensioni, aumentando la sua lunghezza di 12 cm, fino a 469 cm. Di 12 cm aumenta anche il passo, che arriva così a 281,5 cm. Tutto ciò, insieme a misure leggermente più abbondanti anche in larghezza e in altezza, si traduce in uno spazio maggiore per le gambe e la testa dei passeggeri posteriori (che accedono all’abitacolo più facilmente grazie alle portiere più ampie).
Nei sedili posteriori laterali lo spazio non manca: anche i passeggeri più alti possono contare su una buona libertà per gambe e testa. Il posto centrale è leggermente meno confortevole, a causa del tunnel della trasmissione e dell’imbottitura più rigida della seduta, ma resta comunque abbastanza comodo anche per viaggi non troppo brevi.
È cresciuto anche il bagagliaio, che offre ora 583 litri in configurazione cinque posti (+61 litri): inoltre il vano di carico è più lungo e più alto, facilitando il trasporto di oggetti ingombranti.

Ma i miglioramenti, sulla nuova Mazda CX-5 non si vedono solo in termini di spazio. Anche l’ambiente interno registra un netto passo in avanti, con uno stile ricercato e allo stesso tempo semplificato rispetto a prima. Con l’obiettivo di incarnare il principio del “Ma”, un pilastro fondamentale dell’estetica giapponese che valorizza lo spazio, l’equilibrio e l’armonia, l’abitacolo della crossover risulta ordinato e spazioso.
Tra gli elementi più evidenti spicca il grande display centrale di 15,6 pollici, che scende a 12,9 pollici nelle versioni meno accessoriate. Il sistema multimediale utilizza Android Automotive e integra funzioni avanzate, tra cui l’intelligenza artificiale di Google, come Gemini. Anche la strumentazione è ora completamente digitale, con uno schermo da 10,25 pollici.
La Mazda CX-5 abbandona quasi del tutto i comandi fisici: anche il “clima” si gestisce attraverso il grande display centrale. Di serie è presente un sistema audio con 8 altoparlanti, mentre le versioni più ricche possono contare sull’impianto Bose a 12 altoparlanti, studiato appositamente per la crossover giapponese.

Tutte le Mazda CX-5 hanno un quadro strumenti completamente digitale di 10,25 pollici, che garantisce al guidatore la possibilità di visualizzare in modo chiaro e personalizzabile le informazioni chiave, tra cui lo stato dei sistemi di assistenza alla guida, le indicazioni del navigatore e la riproduzione multimediale. A ciò si aggiunge un head-up display di 10 x 3 pollici che proietta le informazioni sul parabrezza. I pulsanti sulle razze del volante sono invece di tipo capacitivo: una soluzione a metà strada tra i tasti tradizionali e quelli touch.

Materiali e finiture sono stati scelti per garantire solidità nel tempo e creare un ambiente interno elegante, equilibrato e accogliente. Le superfici più soggette al contatto quotidiano sono realizzate in nero, così da nascondere meglio eventuali segni di usura, come quelli lasciati dai jeans o da altri tessuti: un dettaglio che dimostra l’attenzione di Mazda all’utilizzo reale dell’auto.
Gli interni variano a seconda dell’allestimento: si parte dal rivestimento in tessuto nero della versione Prime-Line, si passa ai materiali effetto pelle (neri oppure bicolore nero e bianco) dell’Exclusive-Line, fino ad arrivare alla vera pelle (disponibile in nero o in tonalità tan) riservata alla più ricca Homura.
Proprio su quest’ultima debutta anche un nuovo sistema di illuminazione ambientale integrato nei pannelli delle porte anteriori, con sette colori selezionabili, pensato per rendere l’atmosfera più rilassante e accogliente. A completare l’ambiente, sulle versioni Exclusive e Homura è previsto il tetto panoramico, che aumenta la luminosità e la percezione di spazio, rendendo l’abitacolo ancora più arioso e premium.

Ricca la dotazione di sistemi di assistenza alla guida. Tra le novità spicca il Proactive Driver Assist, una soluzione piuttosto insolita per Mazda, da sempre orientata a privilegiare il coinvolgimento diretto del conducente. Questo dispositivo contribuisce a rendere più dolci le decelerazioni: quando si solleva il piede dall’acceleratore, interviene con una leggera frenata automatica, per esempio in avvicinamento a una curva, per rendere la marcia più fluida e controllata.
Debutta inoltre un sistema di sicurezza capace di arrestare autonomamente la vettura e accostarla sul lato destro della strada nel caso in cui il guidatore non reagisca agli avvisi del monitoraggio dell’attenzione o sia colto da un malore, aumentando così la protezione di tutti gli occupanti.

















































