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Mercato italiano dell'auto 2025: mancano all’appello 400.000 auto. Vediamo perché

Pubblicato 19 dicembre 2025

Il settore resiste ma non si rinnova, procedendo a rilento rispetto agli altri Paesi europei: nel 2025 si stimano poco più di 1,5 milioni di nuove auto vendute.

Mercato italiano dell'auto 2025: mancano all’appello 400.000 auto. Vediamo perché

SITUAZIONE STABILE

Si avvia verso una chiusura senza particolari scossoni, né in positivo né in negativo, il 2025 dell’automobile in Italia: non c’è stato un crollo, ma nemmeno segnali di una sperata ripartenza. Dopo anni segnati da pandemia, crisi delle forniture, inflazione e rialzo dei tassi, il settore appare in una sorta di equilibrio precario, con le vendite che tengono seppur a livelli piuttosto bassi. I dati dell’Unrae raccontano un settore che resiste, ma che fatica a rinnovarsi, stretto tra redditi limitati, regole sempre più stringenti e una transizione energetica che nel nostro Paese procede più lentamente che nel resto d’Europa.

400MILA AUTO IN MENO DAL 2019

mercato italiano 2025 unrae 1

Nei primi 11 mesi del 2025, le immatricolazioni di auto nuove si fermano a 1,418 milioni di unità, con un calo del 2,4% rispetto al 2024. È però importante confrontare l’anno in corso con il 2019, l’ultimo anno significativo perché precedente allo scoppio della pandemia di Covid: rispetto a quell’anno, l’immatricolato è inferiore di oltre il 20%, che in numeri diventano circa 400.000 auto nuove in meno rispetto all’era pre-Covid. Secondo le stime dell’Unrae, la chiusura del 2025 dovrebbe attestarsi intorno a 1,52 milioni di unità, mentre il 2026 è previsto in lieve recupero, ma senza un vero ritorno ai volumi storici. 

SEMPRE IMPORTANTE

mercato italiano 2025 unrae

L’auto continua a essere il pilastro della mobilità nazionale, con oltre il 60% dei percorsi coperti con l’automobile privata. Crollato nel periodo pandemico, il trasporto pubblico recupera solo parzialmente, mentre crescono gli spostamenti a piedi e quelli attraverso la micromobilità, pur rimanendo marginali. Il calo delle vendite non corrisponde quindi a una minore richiesta di mobilità individuale, ma questo si traduce sempre meno spesso nell’acquisto di una nuova vettura. L’Unrae spiega questo fenomeno non solo con il mero aumento dei prezzi: in cinque anni, osserva l’associazione che rappresenta le case automobilistiche estere attive in Italia, il potere d’acquisto reale degli italiani è cresciuto di circa tre punti percentuali, ma nello stesso periodo il mercato auto ha perso quasi il 19%.

QUASI 30 ANNI PER RINNOVARE IL PARCO

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La conseguenza diretta di un mercato che ristagna è l’invecchiamento del parco circolante. Nel 2025 in Italia circolano oltre 40,5 milioni di autovetture, quasi tre milioni in più rispetto al 2019. L’età media ha raggiunto i 13 anni e ben il 58% delle auto, pari a 23,7 milioni di unità, ha più di dieci anni. Ancora più significativo il dato sulle vetture ante Euro 4, che superano gli 8,6 milioni e rappresentano oltre un quinto del totale. Il ciclo stimato di sostituzione arriva così a 27 anni, un valore che rende evidente quanto il rinnovo del parco sia ormai rallentato, con ricadute negative su sicurezza stradale, consumi ed emissioni.

L’USATO VA MEGLIO

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Parallelamente cresce il mercato dell’usato, che ha numeri migliori di quello del nuovo e nel 2025 fa registrare una crescita del 2,5%. Tuttavia, sommando le auto nuove e le usate, il mercato complessivo resta sotto di quasi il 9% rispetto al 2019, con circa 347.000 passaggi in meno nell’anno. Il rapporto tra usato e nuovo si ferma a 2 contro 1 (2 auto usate ogni auto nuova), un valore inferiore a quello dei principali mercati europei, segno che anche il ricambio attraverso il mercato secondario è meno dinamico rispetto ad altri Paesi.

CRESCE L’IBRIDO, MALE LE ELETTRICHE

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Sul fronte delle motorizzazioni, il 2025 conferma un cambiamento strutturale, con le ibride non ricaricabili che conquistano quasi la metà del mercato, arrivando al 44,5% delle immatricolazioni, grazie soprattutto alle mild hybrid. Le auto a benzina mantengono una quota rilevante, mentre le diesel scendono a livelli mai visti prima, con appena il 5,6% tra i privati e il 9,4% complessivo. Le elettriche pure si attestano al 5,8% e le plug-in al 6,2%, portando la quota complessiva delle vetture ricaricabili al 12%, un valore ancora modesto nel confronto europeo. Nei primi mesi del 2025, la quota di BEV negli altri Paesi europei è stata superiore al 21%. Per l’Unrae, il legame con il reddito è evidente: dove il PIL pro capite più elevato la diffusione delle auto elettriche è molto più rapida. A questo si aggiungono incentivi discontinui, una fiscalità poco favorevole e una diffusa incertezza dei consumatori.

EMISSIONI LONTANE DAGLI OBIETTIVI

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Il ritardo nell’elettrificazione si riflette anche sulle emissioni: nel 2025 la CO2 media delle nuove immatricolazioni in Italia resta attorno ai 115 g/km, un valore superiore alla media UE e distante dai target sempre più stringenti fissati per il periodo 2025–2029. Il dato è ancora più significativo se si considera che le auto vendute in Italia sono mediamente più leggere rispetto alla media europea, segno che è soprattutto la composizione del mix di alimentazioni a penalizzare il risultato finale. Secondo l’Unrae, il nodo principale non è tecnologico, ma strategico. Senza misure stabili, una fiscalità più coerente, un piano infrastrutturale credibile e una comunicazione meno ideologica, il rischio è che il mercato resti intrappolato in una lunga fase di stagnazione.



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Ritratto di CR1
21 dicembre 2025 - 09:01
Eurostat - Annual full-time adjusted salary
Ritratto di forfElt
21 dicembre 2025 - 09:18
Allora stavamo semplicemente a parlare di cose diverso. (come ho già sopra specificato) Il mio focus era sulle immatricolazioni auto 2019-2025
Ritratto di Santhiago
21 dicembre 2025 - 10:46
È inutile girarci intorno, dire che "il problema non è solo quello". Dovere ammetterlo, sì, il problema è proprio solo quello : i prezzi spropositati. Inutile raccontarsi che il potere d'acquisto degli italiani sia cresciuto del 3% (in disaccordo con altri studi, peraltro), assolutamente inutile, se i prezzi delle auto sono cresciuti del 30-40%.
Ritratto di Shinji76
21 dicembre 2025 - 12:30
Sono tutte uguali...sto cercando un auto, scarto un modello...me ne trovo altri 25 di marche diverse che montano lo stesso motore e hanno le stesse caratteristiche (stessi pregi e sopratutto stessi difetti)...
Ritratto di 19andrea81
22 dicembre 2025 - 09:50
Il diesel si vende meno ma non così come ci fa vedere questo grafico. Prima di tutto vende meno perché l'hanno tolto da quasi tutte le auto, PERÒ sembra meno perché quasi tutte le diesel in vendita sono mild hybrid o anche PHEV diesel quindi immatricolate ibride. Se davvero si vuole svecchiare il parco auto nazionale si deve "aiutare" la gente a comprare QUELLO CHE VUOLE E CHE HA SENSO per la gente ma allo stesso tempo è anche la vera transizione green. Quindi propongo di abolire il passaggio di proprietà se si rottama un'auto vecchia e si acquista una macchina ibrida usata,quella vera no inutile mild hybrid. Perché fare questo? PERCHÉ CHI GUIDA UNA DIESEL FINO A EURO5 NON HA SOLDI PER UNA MACCHINA NUOVA E NON HA UN GARAGE PER RICARICARE LA EV!
Ritratto di Ultimojedi
22 dicembre 2025 - 21:53
Io guidavo una diesel euro5 e non ho un garage per caricare la Tesla, ma ho approfittato degli incentivi e adesso giro a zero spese in città e a pari col gasolio in autostrada. La rata mensile è pari a quanto spendevo di riparazioni + bollo. Poi se fate 3000 km/anno ditelo che l'auto non vi serve e non ne parliamo più.
Ritratto di 19andrea81
22 dicembre 2025 - 23:03
Gli incentivi non ci sono più. Poi se mettono bollo e superbollo per le EV,ciao ciao Tesla in Italia
Ritratto di Ultimojedi
22 dicembre 2025 - 23:47
Sicuro, nel 2035. Sta finendo il 2025, però. Gli incentivi torneranno, tranquillo. Non so quantificare gli importi, ma torneranno.
Ritratto di 19andrea81
23 dicembre 2025 - 11:54
Io sono sempre stato contrario agli incentivi,se un prodotto è valido, competitivo ed è la migliore scelta per il acquirente allora quel prodotto vende. Punto
Ritratto di Ultimojedi
23 dicembre 2025 - 12:37
D'accordo, è fondamentale che siano immediatamente restituiti tutti gli incentivi per auto termiche dal 1950 ad oggi e siano invece multati i proprietari per i danni alla salute della collettività. Facciamo igiene. Vera.
Ritratto di 19andrea81
23 dicembre 2025 - 12:55
Strano modo di vedere le cose direi. Vuoi punire il cliente fregato ma non quello che ha prodotto l'auto è il politico che ha favorito la produzione e la vendita. Ottimo! Comunque,fai un giro su YouTube e guarda Roberto il pistone ingegneria meccanica - il grande inganno della densità energetica. Scommetto che cambierai il modo di vedere l'auto
Ritratto di Ultimojedi
23 dicembre 2025 - 14:23
Teso', sono ingegnere meccanico. Non ho bisogno di disinformarmi sul web.
Ritratto di 19andrea81
23 dicembre 2025 - 18:22
Ah quindi sai che le EV attuali sono una fregatura?!
Ritratto di Ultimojedi
23 dicembre 2025 - 19:13
Certo come no. Io sono contentissimo, tu che non ce l' hai ti senti fregato.
Ritratto di 19andrea81
23 dicembre 2025 - 18:26
Comunque già la risposta "Teso', sono ingegnere meccanico. Non ho bisogno di disinformarmi sul web" e un brutto segno. Dobbiamo essere sempre umili perché non si smette mai di imparare e non c'è niente di male fare i complimenti a qualcuno
Ritratto di Ultimojedi
23 dicembre 2025 - 19:15
Ripeto: di densità energetica, lavorazione, riciclo ecc. mi informo da anni e da fonti affidabili. Roberto il pistone non lo prendo in considerazione.
Ritratto di 19andrea81
23 dicembre 2025 - 22:20
Domanda seria,conosci il canale?
Ritratto di Ultimojedi
23 dicembre 2025 - 23:14
No, guardo raramente youtube. Preferisco affidarmi a carte e conti. In generale i video sono una gran perdita di tempo, quando c'è qualcosa d'interessante la trovi scritta in 20 righe in una tabella, con le fonti.
Ritratto di Ultimojedi
23 dicembre 2025 - 23:18
E ti dirò di più, sono in contatto con alcuni ingegneri aerospaziali che sono stati condannati a lavorare su aerei elettrici e che proprio di densità energetica stanno crepando, perché per ora lì non si vede proprio luce. Il rapporto di densità energetica tra fossili e batterie va da 30:1 a 100:1 nei casi peggiori. Quindi per ora sugli aerei non c'è partita. Il punto è che è "per ora". Sulle auto siamo già a buon punto, intorno a 700 km di autonomia non ha senso nemmeno fare il confronto, l'elettrico straccia il termico.
Ritratto di Ultimojedi
23 dicembre 2025 - 23:21
E ciononostante, è chiaro a tutti - al di fuori degli automobilisti - che sui combustibili fossili non c'è futuro. Non c'è futuro, punto. È solo t1rare a campare.
Ritratto di 19andrea81
23 dicembre 2025 - 23:45
Quindi sei come un bambino che si rifiuta di mangiare una cosa perché non gli piace ma senza aver mai provato quella cosa. Top! Comunque io non dico che quel tizio Roberto ha ragione,ma scartare una cosa a prescindere è proprio una cosa da bambini. Buona serata
Ritratto di Ultimojedi
23 dicembre 2025 - 23:51
Se ti propongo una trentina di articoli te li leggi? Tutti?
Ritratto di Ultimojedi
23 dicembre 2025 - 23:56
Mi sono levato lo sfizio di ascoltare qualcosa. È una tale caterva di errori e disinformazione che non si può sentire. È in pieno stile complottaro.
Ritratto di 19andrea81
24 dicembre 2025 - 09:30
Bene,mi fa piacere. Visto che ti piace commentare così tanto dille anche a questo Roberto che parla cav.olate
Ritratto di Ultimojedi
24 dicembre 2025 - 09:40
Vedi, quello che Roberto non ti dice è: "io lavoro con le termiche da 40 anni, se prendono piede le elettriche io chiudo". In particolare sull'efficienza energetica ha detto cose che sono state confutare (da me e da altri) centinaia di volte, ma che ti riassumo per comodità: a parte il fatto che se anche parti da combustibili fossili per fare elettricità, com una turbogas+dispacciamento+perdite batteria+ efficienza motore comunque guadagni anche rispetto al migliore diesel in circolazione, contro il motore a benzina non c'è storia perché il rendimento a farfalla strozzata crolla al 5% (nel traffico). Tuttavia la percentuale di elettricità da rinnovabili è già dalle parti del 40% e sale. L' energia solare che ti cade addosso lo fa che tu la raccolga o no. Non raccoglierlo è semplicemente stupido. Infine ci sono due aspetti geopolitici: 1 una produzione di energia distribuita e diversificata consente di non sottostare a ricatti russi e arabi; 2 se andiamo tutti in elettrico Roberto il Pistone smette di fare soldi con ricambi e manutenzione.
Ritratto di 19andrea81
24 dicembre 2025 - 12:10
Ma se lavora da 40 anni vuol dire che tra poco va in pensione quindi che l'è ne frega?! Poi perché non parlare dell' ibrido nel traffico? Spno d'accordissimo con te sul solare,ma perché non convertire all'elettrico prima tutto quello che non ha bisogno di batterie? L'aspetto geopolitico è molto importante ma non mi sembra che l'Europa può fare qualcosa,anzi si cambia il gas russo e petrolio arabo per batterie cinesi. Ma con le batterie cinesi arrivano anche le loro auto e quindi si perde forse l'unica eccellenza di rilievo che avevamo qua in Europa. Secondo me è peggio
Ritratto di Ultimojedi
24 dicembre 2025 - 13:11
Be' avrà i garzoni in officina. Io coerentemente ho il piano a induzione e uso prevalentemente i condizionatori. Non ho potuto completamente eliminare il gas perché non ho dove mettere l'unità esterna, ma il mio consumo annuo di gas è ridicolo, ci sono solo costi fissi. Il fatto che le batterie siano cinesi non è irreversibile, è ESCLUSIVAMENTE colpa nostra: abbiamo il litio nel Lazio e in Svezia, ma CATL lancia le batterie al sodio, che puoi ricavare dall' acqua di mare e da qualsiasi roccia. Testa bassa, studiare e lavorare. L' eccellenza automobilistica è roba del secolo scorso, nel XXI si va di elettronica, genetica, calcolo quantistico. Se vogliamo continuare con la metallurgia possiamo fare il museo industriale.
Ritratto di Giannidepp
22 dicembre 2025 - 18:45
Devo fare un intervento chirurgico, mi mettono in lista di attesa e mi prospettano 15 mesi con il SSN...ed in un solo mese sborsando "solo" €11.000. Cerco di resistere il più possibile ma dopo 5 mesi telefono e chiedo se, nel frattempo, non sia "una via di mezzo" fra le due opzioni. Risposta: "abbiamo preparato un pacchetto da € 6.800 sempre operato fra un mese. Morale della storia accetto, vengo operato dopo una settimana....e una ipotetica auto nuova per adesso deve attendere

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