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Mercato dell’auto in Italia: -27,9% nel 2020

Pubblicato 04 gennaio 2021

Netto calo delle consegne, che sono 535.000 in meno del 2019. Crollo di auto benzina e diesel, boom di ibride ed elettriche.

Mercato dell’auto in Italia: -27,9% nel 2020

DISASTRO - Dopo la batosta subita nel primo lockdown, quando le immatricolazioni in Italia si sono pressoché azzerate, il mercato dell’auto non si è più ripreso e mese dopo mese si è fatto più nitido lo spettro di un vero e proprio annus horribilis. E infatti, come dimostrano i dati di fine anno del Ministero dei Trasporti, il 2020 fa registrare un calo con pochi eguali nella storia del nostro Paese: con 1.381.496 nuove auto consegnate, il mercato ha perso il 27,9% rispetto al 2019, quando le immatricolazioni furono 1.916.949. 

INIZIATO MALE… - Il 2020 era iniziato sotto una cattiva stella, perché le immatricolazioni erano diminuite del 5,9% a gennaio e dell’8,8%, ma la situazione peggiorava da marzo in poi, con la chiusura delle concessionarie e lo stop agli spostamenti: -85,4% a marzo, - 97,5% ad aprile e -49,6% a maggio. La situazione migliorava a giugno, in calo “soltanto” del 23,1%, e a luglio, quando le vendite diminuivano del 11,0%, prima della breve inversione di tendenza: -0,4% ad agosto e +9,5% a settembre, grazie agli incentivi disponibili dall’1 agosto. 

…E FINITO PEGGIO - Tuttavia, il segno positivo durava poco e le immatricolazioni tornavano a calare da ottobre, dello 0,2%. Il bilancio era negativo anche a novembre, in calo dell’8,2%, e sono arrivate cattive notizie anche dai dati di dicembre 2020: le immatricolazioni sono state 119.454, il 14,95% in meno rispetto alle 140.448 di dicembre 2020. Ora, gli operatori del settore confidano nei nuovi incentivi, approvati il 30 dicembre e in vigore dall’1 gennaio (qui per saperne di più), che potrebbero sostenere il mercato nei primi mesi del 2021. 

L’ANNO DELLE ELETTRIFICATE - Se il 2020 è stato indubbiamente l’anno dei segni meno, alcune vetture hanno saputo affermarsi e sono riuscite a crescere rispetto agli anni precedenti: è il caso di quelle che hanno ottenuto i bonus maggiori con gli incentivi. E così, se le ibride full sono raddoppiate, passando dalle 110.024 del 2019 alle 223.321 dell’anno scorso, le ibride ricaricabili hanno avuto una crescita percentuale ancora maggiore: erano 6.540 nel 2019, sono state 27.408 nel 2020. Bene anche le elettriche, passate da 10.577 a 32.538 esemplari.  

DIESEL IN CALO - Di converso, sono diminuite nettamente le auto con alimentazioni tradizionali: quelle a benzina, sono passate da 853.814 a 523.140; quelle diesel, da 771.731 a 461.274; e anche quelle a gpl, diventate 94.260 (erano 136.804 nel 2019). Stesso discorso per le auto a metano: dalle 38.622 del 2019, si è arrivati alle 31.613 del 2020. E così, se le benzina e diesel erano l’84,3% di quelle vendute complessivamente nel 2019, a fronte del 6,4% di ibride ed elettriche, nel 2020 sono state targate il 68,6% di benzina e diesel e il 20,3% di ibride ed elettriche. 

NON SI SALVA NESSUNO - A livello di gruppi, la situazione è grave per tutti i principali. La FCA, al primo posto, è passata dalle 454.684 nuove immatricolazioni del 2019 alle 332.983 del 2020, per un calo del 26,77%, mentre il Gruppo Volkswagen ha accusato una flessione del 23,74%: è passato da 295.096 a 225.052 nuove auto. Il Gruppo PSA ha fatto peggio ancora, perdendo il 31,28% e chiudendo l’anno con 204.502 nuove targhe, contro le 297.572 del 2019. Il Gruppo Renault, quarto, ha ceduto il 29,67%, mentre la Ford ha perso il 26,93%. 

BOOM DELLA FIAT 500 - Vediamo ora quali sono state le auto più vendute in Italia nel corso del 2020. La Fiat Panda si è riconfermata al primo posto, ma con “sole” 110.465 unità vendute: l’anno scorso erano 138.132. La Lancia Ypsilon ha difeso il secondo posto, ma è passata da 58.759 a 43.033 nuove immatricolazioni, mentre la Fiat 500X si è presa il terzo posto, che l’anno scorso era della Dacia Duster. La Renault Clio si è classificata al quarto posto, uno in più del 2019, mentre la Fiat 500 ha messo a segno un vero e proprio exploit: nel 2019 era undicesima, con 35.493 immatricolazioni, ma nel 2020 è passata al quinto posto, con 31.409 immatricolazioni.





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Ritratto di Laf1974
4 gennaio 2021 - 19:37
Non poteva essere diversamente e durerà ancora per molto ma molto tempo. Sono anni che il settore dell'auto è in crisi e pochi incentivi statali alle vendite non aiutano di certo a risollevare il settore. In questo momento particolare della nostra vita con una pandemia in corso dove gli spostamenti sono limitati e la gente inizia a risentire di quasi un anno di calo di lavoro per alcuni, azzeramento totale per altri e calo di fatturato per le aziende è già un miracolo i risultati ottenuti. In questo momento l'acquisto di un bene durevole come l'auto è pressoché rimandato a tempi migliori per molte famiglie. Solo la consapevolezza da parte di tutti, case automobilistiche in primis, filiera delle vendite, governo della grave crisi che attanaglia il settore e solo giocando di concerto anche rimettendoci (minori introiti per le case automobilistiche abbassando i prezzi dei listini delle auto in stock già prodotte e ferme sui piazzali) riuscirà a risollevare le sorti già segnate del comparto automotive. Perché alla fine è pur sempre meglio vendere un auto ad un prezzo minore che non venderne affatto e le con due belle maniglie gli azionisti possono darsele pure in faccia alla fine dell'anno quando le loro azioni varranno come le canistracci oil.
Ritratto di Giuliopedrali
4 gennaio 2021 - 19:40
In Italia vuoi dire, perchè in Paesi europei più ricchi si vendono anche molte auto sostanziose e nei mercati in via di sviluppo la crescita è esponenziale.
Ritratto di Laf1974
4 gennaio 2021 - 19:47
Ovviamente si, l'analisi è riferita al nostro Paese dove nessuno vuole rinunciare ad una fetta della torta.
Ritratto di lovedrive
6 gennaio 2021 - 12:18
gennaio-novembre 2020 germania - 21,6 francia - 26,9 gran bretagna - 30.7 spagna - 35,3 mi sa che in europa soffrono tutti
Ritratto di Antonio D.
4 gennaio 2021 - 19:39
1
A giudicare dai prezzi del "nuovo" mi sembra che non ci sia interesse a vendere. Se sono contenti loro figuratevi noi.... Continuate così, il 2021 sarà anche peggio.
Ritratto di Quello la
4 gennaio 2021 - 19:53
@ Antonio: Sono d'accordo sui prezzi, solo che noi non siamo contenti...
Ritratto di Antonio D.
4 gennaio 2021 - 20:07
1
Neanche io, era un modo di dire.
Ritratto di Quello la
4 gennaio 2021 - 20:34
@ Antonio: L'avevo capito! ;-)
Ritratto di Meandro78
4 gennaio 2021 - 20:31
Col prezzo di vendita si devono coprire tutti i costi collaterali, dalla ricerca alla distribuzione al marketing. Ovvio non possano essere abbassati, quanto, semmai, elevati.
Ritratto di Quello la
4 gennaio 2021 - 20:33
@meandro. Alla fine, però, il prodotto devo venderlo e qualcuno deve comprarlo. In Italia mi sa che è sempre più dura...
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