NON C'È LA RIPARTENZA - Dopo l’emergenza sanitaria e le chiusure per arginarla, maggio 2020 è stato il mese della ripartenza in molti Paesi d’Europa. Nel caso dell’industria automobilistica, però, la Fase 2 è ancora piuttosto timida, come dimostra il mercato dell’auto: le nuove immatricolazioni, nonostante la riapertura degli autosaloni, sono diminuite del 56,8% nei Paesi dell’Unione Europea, nel Regno Unito e nell’area Efta (Islanda, Norvegia, Svizzera), passando dalle 1.444.173 di maggio 2019 alle 623.812 del mese scorso. Considerando il periodo gennaio-maggio, il calo è del 42,8%: 3.969.714 contro 6.936.184 auto.
REGNO UNITO IN CRISI - Fra i primi cinque Paesi per numero di nuove immatricolazioni, quelli più in difficoltà sono la Spagna (ha perso il 72,7%) e soprattutto il Regno Unito: le consegne, rispetto a maggio 2019, si sono ridotte dell’89,0%. In Francia, Germania e Italia, il segno meno è di circa il 50,0%.
FCA IN DISCESA - Nessun gruppo automobilistico è riuscito a limitare le perdite a maggio 2020, tanto è vero che quello meno in difficoltà è stato la Mitsubishi, in calo “soltanto” del 48,1%. Peggio è andata alla Volkswagen, primo gruppo per vendite in Europa, che ha perso il 56,7%: da 360.044 a 155.772 auto. Maggio è stato assai negativo anche per la PSA, in calo del 59,7% a 95.441 immatricolazioni, mentre il Gruppo Renault si è contratto del 53,7% (ha venduto 71.363 nuove auto) e la FCA ha ceduto il 56,6%, passando da 101.498 a 44.099 unità. Il costruttore italo-americano è fra quelli più colpiti dalla crisi: a maggio 2019 era al quinto posto, con 450.402 immatricolazione, ma un anno dopo è all’ottavo con 225.592 unità.
























