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Mercato europeo: ottobre ancora in calo, ma un po’ meno

17 novembre 2012

Nei Paesi dell’Unione europea il mese di ottobre ha fatto registrare una tendenza negativa, ma di una percentuale inferiore a quanto rilevato da gennaio a ottobre.

Mercato europeo: ottobre ancora in calo, ma un po’ meno

UN PO’ MENO MALE - Anche a ottobre 2012 il mercato europeo dell’auto ha registrato un andamento negativo. L’Acea, l’associazione dei costruttori europei dell’automobile, ha diffuso le statistiche del mese da cui risulta che rispetto allo stesso mese dell’anno passato, nei 27 Paesi dell’Unione europea si è registrato un calo di immatricolazioni pari al 4,8%. Ciò mentre nel periodo da gennaio a ottobre le perdite sono state del 7,3%. Le vetture immatricolate a ottobre sono state 959.412; nei dieci mesi da gennaio, 10.327.276.

VIRTUOSI E NO - Si può dunque dire che a ottobre la contrazione ha rallentato rispetto ai mesi precedenti, ma resta comunque una situazione pesante, che per di più non è omogenea, ma presenta sensibili differenze. Nei confronti dell’ottobre dell’anno scorso, 11 nazioni segnano infatti un incremento, mentre le altre sono in calo. Questi sono in crescita: Danimarca (+22,7%), Ungheria (+15,3), Lussemburgo (+13,5%), Gran Bretagna (+12,1%), Estonia (+10,4%), Repubblica Ceca, (+7,4%), Irlanda (+6,1%), Lettonia (+2,8%), Grecia (+1,8%), Lituania (+0,8%), Germania (+0,5%). Tra quelli che invece arretrano, Belgio (-1,5%), Polonia (-2,2%) e Svezia (-4,1%) hanno un trend meno pesante di quello medio europeo, tutti gli altri vanno oltre, sino al 38,4% in meno dell’Olanda. In pratica tra i grandi mercati, soltanto la Gran Bretagna fa registrare un aumento corposo, mentre la Germania è positiva solo per lo 0,5%. Francia (-7,8%), Italia (-12,4%), Spagna (-21,7%), Olanda (-38,4%) sono in pesante calo.

PEGGIO I 10 MESI - Nel periodo da gennaio a ottobre 2012 sono 9 i Paesi in crescita: Ungheria (+16,2%), Estonia (+16,1), Slovacchia (+5,3%), Gran Bretagna (+5,0%), Repubblica Ceka (+3,3%), Danimarca (+2,9%, Lettonia (+ 2,8%), Polonia (+1,8%). Come si vede anche in questo caso la Gran Bretagna è l’unico mercato di grandi dimensioni a risultare in crescita. Tra quelli in calo, Germania (-1,6%), Bulgaria (-2,0%), Austria (-3,1%), Lituania (--6,8%) hanno percentuali di perdita inferiopri a quella media del mercato europeo. 

E C’È CASA E CASA - Situazione disomogenea si regoistra anche nell’andamento dei diversi costruttori. In questo quadro spicca il dato della Hyundai, che a livello europeo registra un aumento del 10,9%, mentre sono pochi gli altrik gruppi che progrediscono (Daimler, con il 2,7% di incremento), Volkswagen Group con l’1,6%, Toyota (1,1%) e Volvo (2,5%). Per il resto domina il segno meno: Gruppo Renault -21,6%, General Motors -14,3%, Fiat -5,6%, PSA Peugeot-Citroën -5,1%, BMW -1,6%.



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Ritratto di IloveDR
17 novembre 2012 - 16:29
3
un paio di giorni lavorativi in più...novembre sarà grigio, molto grigio
Ritratto di yeu
17 novembre 2012 - 18:00
è semplicemente un fuoco di paglia. Tutti i mercati in crescita, eccetto la Granbretagna, sono dei mercati piccoli dove bastano poche vendite per far cambiare le tendenze. Ho notato, inoltre che sono quasi tutti paesi che non hanno avuto la stupidità di adottare l' Euro e credo che questo la dica lunga su come viene gestita la moneta in Europa. Ma quando capiranno che il male della comunità europea è proprio la gestione valutaria che ne impedisce la competitività, potrebbe essere troppo tardi.
Ritratto di lucios
18 novembre 2012 - 10:45
4
....capitano la nave affonda....................vabbe' ci sono sempre i salvagenti!
Ritratto di Challenger RT
19 novembre 2012 - 05:57
Se non avessimo l' Euro (parlo soprattutto per l'Italia) la benzina la pagheremmo 5000 lire al litro o molto piu' probabilmente 10000 lire. L' inflazione sarebbe al 20-25% e gli unici che guadagnerebbero un po' sarebbero gli imprenditori che esportano. Gli altri farebbero la fame (forse qualche dipendente pubblico si salverebbe grazie ai loro privilegi e stipendi che in molti casi crescono anche piu' dell'inflazione). IL PROBLEMA DEL SETTORE AUTO in Italia (ed in Europa) E' LA FOLLE INIQUA PRESSIONE FISCALE (Bollo regionale, Superbollo nazionale, Ipt provinciale, accise nazionali e regionali sui carburanti, iva, addizionali provinciali e regionali sulle assicurazioni) che non ha giustificazioni ed eguali in nessun altro Paese veramente civile del mondo. Solo nelle peggiori dittature sudamericane, africane e nella Corea del Nord siamo agli stessi livelli... per le auto del dittatore paga il popolo, come succede in Italia, dove per le auto blu (per di piu' orrende tedesche) dei politicanti che viaggiano gratis, pagano tutti gli altri automobilisti!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ritratto di mecner
19 novembre 2012 - 14:43
Concordo con il periodo di cresi del settore auto e dell'economia nazionale ma, qui in Italia, una 'bella mazzata' l'ha data proprio l'Iper-Tassazione sugli autoveicoli. Se per chi ci governa va bene così.....allora avanti, così.

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