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Com'è nata la Mercedes Vision EQS

di Paolo Alberto Fina
Pubblicato 18 settembre 2019

In occasione dell'inaugurazione del centro stile di Nizza, la Mercedes ha raccontato il processo di sviluppo della sua ultima concept.

Com'è nata la Mercedes Vision EQS

STILE FLUIDO - Dopo una fase nella quale il design delle Mercedes è stato un po’ troppo “pasticciato”, tutte le nuove auto della Stella sono ora caratterizzate da una maggiore semplicità e pulizia delle forme, con superfici levigate e nessuna decorazione di troppo. Ne è un esempio la recente Mercedes Vision EQS (nelle foto), il prototipo esposto nei giorni scorsi al Salone di Francoforte che anticipa l’aspetto della futura ammiraglia con motore elettrico: le forme sinuose, unite alla mancanza di maniglie e specchi laterali, danno l’impressione che la EQS sia stata modellata dall’acqua. La Mercedes ha parlato del design della EQS durante l’inaugurazione del nuovo centro stile di Sophia-Antipolis, vicino a Nizza, una struttura dove la casa tedesca lavora al design esterno, interno e all’interfaccia uomo-macchina, ovvero la disposizione di comandi e schermi per favorirne la praticità.

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ANNI DI SVILUPPO - Lo stile della Mercedes Vision EQS è il risultato di un lungo sviluppo, iniziato nel 2015 con il prototipo F015 Luxury in Motion, una berlina con le ruote alle estremità della carrozzeria (per massimizzare lo spazio all’interno) e linee levigate, senza gli spigoli e le scalfiture delle Mercedes di quel periodo. Del 2015 è anche il prototipo IAA Concept, al quale gli stilisti della casa tedesca si sono ispirati per la carrozzeria aerodinamica: grazie all’attento studio delle superfici e ad alcuni dettagli avveniristici, come i cerchi in grado di cambiare forma a seconda che l’auto sia ferma o in movimento, la IAA Concept ha un coefficiente di resistenza aerodinamica pari a solo 0,19, assai favorevole per una berlina di grandi dimensioni. L’esperienza maturata con questi prototipi ha aiutato la Mercedes a disegnare la EQS, una concept car fondamentale in quanto prefigura la rivale delle Porsche Taycan e Tesla Model S.

ABITACOLO ESSENZIALE - L’abitacolo della Mercedes Vision EQS riflette lo stile esterno, perché anch’esso è votato alla semplicità e alla pulizia. Spicca la plancia levigata e priva di comandi, perché tutte le principali funzioni si gestiscono attraverso lo schermo a sfioramento nella consolle, ma ad esprimere raffinatezza sono anche le bocchette di ventilazione intagliate nel fascione centrale o le coperture degli altoparlanti di colore oro rosa. L’assenza della strumentazione e di uno schermo a sbalzo nella consolle, ci hanno spiegato i progettisti, è studiata al fine di ottenere una maggiore sensazione di spazio e libertà, perché idealmente lo sguardo del guidatore non trova ostacoli verso l’esterno. La Mercedes ha mostrato tecnologie allo studio per la versione di serie della EQS, come i rivestimenti in legno sensibili al tocco: analoghi agli schermi touch, hanno il vantaggio di rendere l'abitacolo più "caldo" e accogliente.

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MODERNITÀ E TRADIZIONE - La Mercedes ha messo a punto la Vision EQS combinando tecnologie di modellazione tradizionali, come le maquette in argilla, ad altre più innovative, come la realtà virtuale, dove un visore come quelli per i videogiochi consente di ritrovarsi a tu per tu con la versione digitale dell'auto: è possibile osservarla in lontananza per vedere che "effetto fa", anche all'interno di una specifica ambientazione (come un autosalone), oppure di entrarvi per rendersi conto se tutti i comandi sono nella giusta posizione. Questo aiuta i designer a percepire la carrozzeria con differenti condizioni di luce. 

RITORNO AL PASSATO - L'inaugurazione del centro stile è stata festeggiata con la presentazione di un inedito prototipo. Denominato Mercedes Vision Simplex è una riedizione in chiave ultra-moderna della Mercedes 35 PS, una vettura che si aggiudicò nel 1901 la Race Week, una serie di gare in Costa Azzurra dove la 35 PS spadroneggiò grazie a maneggevolezza e facilità di guida, stando al racconto della casa tedesca, che le valsero per questi motivi il soprannome Simplex. 

> MERCEDES VISION SIMPLEX: QUI PER SAPERNE DI PIÙ



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Ritratto di Initialduke
18 settembre 2019 - 11:21
Ma Mercedes non aveva un centro stile a Como?
Ritratto di desmo3
18 settembre 2019 - 17:16
6
è stato chiuso
Ritratto di Giuliopedrali
18 settembre 2019 - 19:02
Pensavo facessero vedere qualche disegno, sketch, in più ma ormai sono semi-secretati dalle stesse Case. Compro da più di 30 anni la rivista Auto&Design di Torino e si nota che ci sono una merea di bei disegni del percorso della definizione del design di una vettura, però mancano sempre di più quelli iniziali, si vedono ormai solo i disegni finali di quando il design è già stato congelato, insomma definitivo o semi-definitivo. Invece ua volta si vedevano i percorsi poi abbandonati a volte molto più interessanti. Sapevate che la importantissima Fiat Uno del 1983 era derivata da un disegno abbandonato (di Giugiaro) per un ipotetica nuova Autobianchi A112...
Ritratto di AMG
19 settembre 2019 - 09:56
Fase nel quale lo stile era troppo pasticciato??? A detta di chi? Secondo il parere del giornalista? Per favore... allo stesso modo si potrebbe dire che oggi lo stile è troppo banale, poco incisivo e ripetitivo. Ma sono tutti punti di vista, meglio parlare dell'evoluzione del design lasciando i pareri personali a casa.
Ritratto di Giuliopedrali
19 settembre 2019 - 18:58
sul design ci stanno i pareri personali. Ogni volta che faccio vedere, molto raramente, un mio disegno, qualcuno dice: ma assomiglia a questa a quella, io neanche me ne ero accorto, e magari hanno ragione.

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