RISTRUTTURAZIONE PESANTE - Tre fabbriche chiuse (oltre a diversi siti connessi) per circa 1.500 posti di lavoro messi in discussione sono la sintesi numerica del piano di riorganizzazione varato dalla Michelin per far fronte alla crisi del mercato europeo dei pneumatici, soprattutto dei mezzi pesanti. La misura colpisce pesantemente l’Italia perché uno degli stabilimenti in questione è quello di Fossano, in provincia di Cuneo, dove lavorano circa 400 addetti. Inoltre la riorganizzazione avrà conseguenze anche su altri siti italiani della Michelin, così che i posti di lavoro destinati alla soppressione in Italia risultano 578.
TRE FABBRICHE DA CHIUDERE - La chiusura di Fossano è programmata per il 2016, così come quella della fabbrica tedesca di Orianienburg. Per il 2018 è stata invece programmata la fine della produzione nell'impianto inglese di Ballymena. Per quanto riguarda l’Italia, la fabbrica di Fossano conta circa 400 addetti, a cui si devono aggiungere quelli dei siti di Torino (120 addetti), Alessandria (30) e Tribano, in provincia di Padova (28); tutti destinati alla stessa sorte di Fossano.
CALO DELLA DOMANDA - La Michelin giustifica le iniziative con il pesante calo della domanda verificatosi negli ultimi anni in Europa. Secondo la casa francese la flessione è stata del 45%. Da notare che la Michelin in Europa occupa oltre 60 mila dipendenti, per una produzione pari a circa il 40% del totale del gruppo. Per far fronte agli oneri conseguenti alle operazioni di riorganizzazione e ristrutturazione dell’organizzazione produttiva nei tre paesi sede degli impianti destinati a chiusura, la Michelin ha accantonato 280 milioni di euro, di cui 180 relativi alla parte italiana.