Il mondo dell'automobilismo non ha un solo baricentro, ma se cercate il punto in cui la passione, il collezionismo di altissimo livello e il lusso più sfrenato si fondono, quel punto è senza dubbio la Monterey Car Week. Anche nel 2026, la penisola californiana si è trasformata nell'ombelico del mondo per i "petrolhead" e, soprattutto, per i costruttori di fuoriserie.
Non è più solo un evento collaterale al Pebble Beach Concours d'Elegance; oggi è la piattaforma preferita da marchi storici e atelier artigianali per togliere il velo alle loro creazioni più estreme e costose. Il motivo è semplice: qui si riunisce la più alta concentrazione mondiale di collezionisti e potenziali clienti con una capacità di spesa pressoché illimitata, pronti a staccare assegni a sei o sette zeri per portarsi a casa un pezzo di storia automobilistica del futuro.
Ecco alcuni dei modelli più interessanti che hanno debuttato quest'anno.

La Ferrari ha svelato una creazione unica, una "one-off" commissionata da un anonimo e fortunato collezionista. Sotto una carrozzeria completamente ridisegnata dall'atelier del Cavallino, si nasconde la raffinatissima architettura ibrida della SF90 Stradale. Questo significa che la CZ26 è spinta da un pacchetto motopropulsore che unisce il V8 biturbo di 4.0 litri a tre motori elettrici (due all'anteriore e uno tra motore e cambio), per una potenza complessiva di ben 1.000 CV.
Le prestazioni sono, di conseguenza, da hypercar vera: 0-100 km/h in 2,5 secondi e una velocità massima che tocca i 328 km/h. Tuttavia, non sono solo i numeri a stupire, ma l'estetica. La CZ26 non somiglia a nessun'altra Ferrari attuale. La carrozzeria in fibra di carbonio è stata interamente ridefinita per conferirle un'identità distinta, con un design che si ispira, secondo la casa, ad alcuni esempi del design industriale italiano degli anni Settanta, ma senza cedere alla nostalgia.
Le linee sono pulite e aggressive, impreziosite da dettagli come i fanali posteriori a sbalzo e uno scarico in titanio grezzo con terminali realizzati mediante "additive manufacturing" (stampa 3D). Un capolavoro di ingegneria e personalizzazione, destinato a rimanere un esemplare unico.

L'Aston Martin porta a Monterey la Valen, una supercar a tiratura limitata di 150 esemplari prodotta dalla divisione Q by Aston Martin. Si presenta come la vettura a motore anteriore più potente mai realizzata dalla casa britannica, un titolo che da solo accende l'entusiasmo dei puristi. Sotto il lungo cofano batte l'ultima evoluzione del V12 biturbo da 5.2 litri, qui capace di erogare 850 CV e l'impressionante coppia di 1.000 Nm.
Il motore, montato in posizione anteriore-centrale, invia tutta la sua esuberanza alle ruote posteriori attraverso un cambio automatico ZF a otto rapporti, recalibrato per offrire passaggi di marcia più rapidi e coinvolgenti. Grazie a un ampio utilizzo di materiali leggeri, tra cui la carrozzeria interamente in fibra di carbonio, Aston Martin è riuscita a ridurre il peso di circa 110 kg rispetto alla Vanquish su cui è basata.
Le prestazioni dichiarate sono un 0-60 mph (0-97 km/h) in 3.0 secondi e una velocità massima limitata elettronicamente a 345 km/h. L'assetto si avvale di sospensioni a doppio braccio oscillante all'anteriore e multi-link al posteriore, con ammortizzatori adattivi e freni carbo-ceramici di serie. Un mostro di potenza che promette un'esperienza di guida analogica e brutale, avvolto in un design audace e muscoloso.

La McLaren ha scelto la Monterey Car Week per presentare il concept McL 6GT, una vettura che esplora un approccio più "analogico" e focalizzato sul guidatore. Ispirata all'originale M6GT progettata da Bruce McLaren negli anni Sessanta come auto da corsa stradale, la nuova McL 6GT ha un obiettivo ben preciso: reintrodurre il cambio manuale.
Si tratta della prima McLaren di produzione con tre pedali dai tempi della leggendaria F1 del 1992. Il pacchetto tecnico prevede un motore V8 biturbo, montato in posizione centrale-posteriore, che aziona esclusivamente le ruote posteriori attraverso una trasmissione manuale a sei rapporti con griglia ad "H". Il telaio e la carrozzeria sono, come da tradizione McLaren, realizzati in fibra di carbonio per garantire leggerezza e rigidità.
Sebbene McLaren non abbia divulgato dati su potenza, coppia o prestazioni (trattandosi di un concept), ha confermato che la McL 6GT prefigura un modello di produzione a volumi estremamente ridotti, il cui arrivo è previsto nel 2028. Un'auto destinata a occupare una posizione di nicchia, al di fuori della gamma principale, pensata per chi cerca il piacere di guida puro e l'emozione della connessione meccanica con la macchina.

La Spyker torna alla ribalta a Monterey con una versione speciale della sua C8 Preliator, denominata XXV Coupe. Questo modello è un omaggio al 25° anniversario del marchio e celebra la sua filosofia di "Driving Perfection". Il fulcro di questa creazione è il motore, un'unità di origine Audi: si tratta di un V8 twin-turbo da 4.0 litri che eroga la considerevole potenza di 789 CV e una coppia di 1.000 Nm.
Come da tradizione Spyker, e in linea con il trend "analogico" di questa Monterey Car Week, la C8 Preliator XXV Coupe è dotata di un cambio manuale a sei rapporti, con il caratteristico meccanismo a vista che è diventato un marchio di fabbrica del atelier olandese. Il telaio è un'evoluzione della struttura in alluminio della Preliator, mentre la carrozzeria è interamente in fibra di carbonio.
Spyker dichiara un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e una velocità massima di 322 km/h. Con un design barocco e ricco di dettagli aeronautici, questa C8 Preliator XXV Coupe è un'opera d'arte su ruote, un connubio tra ingegneria tedesca e artigianalità olandese, pronto a stupire i collezionisti più esigenti.

La RUF, celebre per le sue creazioni basate sulla Porsche 911, ha presentato a Monterey la EHRA, una nuova hypercar a trazione integrale. Il nome è un omaggio alla pista di prova del Gruppo Volkswagen, Ehra-Lessien, dove Phil Hill stabilì un record di velocità con l'originale CTR Yellowbird. La EHRA è spinta da un motore flat-six biturbo da 3.6 litri che produce 650 CV e una coppia di 900 Nm.
La potenza è gestita da una trasmissione manuale a sette rapporti, con un sistema di trazione integrale completamente variabile che promette di preservare le dinamiche della trazione posteriore in condizioni ideali. Il telaio è basato sulla monoscocca in fibra di carbonio della RUF, con sospensioni a doppio braccio oscillante su tutte e quattro le ruote e ammortizzatori adattivi a "pushrod".
La carrozzeria è in fibra di carbonio e presenta un design pulito e muscoloso ispirato alle Porsche classiche, con carreggiate allargate e uno spoiler posteriore attivo che si attiva automaticamente alle alte velocità. RUF non ha diffuso dati ufficiali sulle prestazioni, ma è lecito attendersi numeri da capogiro. Un'auto che unisce la tradizione dello stile con l'ingegneria RUF, offrendo un'esperienza di guida unica e coinvolgente.

La Gordon Murray Automotive ha svelato la S1, un'evoluzione della hypercar T.50, denominata "Special Vehicles S1". Questa vettura è una versione "touring" della S1 LM, presentata lo scorso anno, e si presenta come un'auto più confortevole e fruibile su strada. Sotto il cofano batte un motore V12 aspirato da 4.2 litri di origine Cosworth della S1 LM, qui in una versione da 681 CV e 500 Nm.
La potenza è gestita da una trasmissione manuale a sei rapporti, con un sistema di trazione posteriore. Il telaio è un'evoluzione della struttura in fibra di carbonio della T.50, mentre la carrozzeria è in fibra di carbonio e presenta un design pulito e muscoloso ispirato chiaramente alla McLaren F1 del 1992, con carreggiate allargate e un'ala posteriore attiva che si attiva automaticamente alle alte velocità.
Gordon Murray Automotive non ha diffuso dati ufficiali sulle prestazioni, ma è lecito attendersi numeri da capogiro. Con un abitacolo più spazioso e confortevole, con i classici tre posti in linea con quello centrale destinato al guidatore, questa S1 è un'hypercar pensata per chi cerca il piacere di guida puro e l'emozione del V12 aspirato, anche nei lunghi viaggi.

La Lamborghini ha presentato a Monterey la Revuelto SV, un'evoluzione "Super Veloce" della sua hypercar ibrida Revuelto. Questo modello si presenta come l'auto più potente e performante mai realizzata dalla casa di Sant'Agata Bolognese, un titolo che da solo accende l'entusiasmo dei puristi. Sotto il cofano batte lo stesso sistema V12 aspirato da 6.5 litri della Revuelto, che grazie all'abbinamento con i motori elettrici del sistema plug-in raggiunge 1.065 CV e 1.425 Nm.
La potenza è gestita da una trasmissione doppia frizione a otto rapporti, con un sistema di trazione integrale. Il telaio è un'evoluzione della struttura in fibra di carbonio della Revuelto, mentre la carrozzeria è in fibra di carbonio e presenta un design pulito e muscoloso, con carreggiate allargate e un'ala posteriore attiva che si attiva automaticamente alle alte velocità.
La Lamborghini dichiara un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,4 secondi e una velocità massima che supera i 345 km/h. Con un assetto derivato dalle GT3, questa Revuelto SV è un'hypercar pensata per chi cerca il piacere di guida puro e l'emozione del V12 ibrido, anche in pista.

Marc Philipp Gemballa ha presentato a Monterey la Marsien GT, un'hypercar fuoristrada basata sulla Porsche 911 Turbo S. Questo modello si presenta come un'auto unica e inconfondibile, capace di prestazioni eccezionali sia su asfalto che fuori strada. Sotto il cofano batte lo stesso motore flat-six biturbo da 3.8 litri della 911 Turbo S, qui in una versione da 750 CV e 930 Nm.
La potenza è gestita da una trasmissione PDK a otto rapporti, con un sistema di trazione integrale. Il telaio è un'evoluzione della struttura in alluminio della 911 Turbo S, mentre la carrozzeria è in fibra di carbonio e presenta un design pulito e muscoloso, con carreggiate allargate e un'ala posteriore attiva che si attiva automaticamente alle alte velocità.
Marc Philipp Gemballa dichiara un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e una velocità massima che supera i 335 km/h. Con un assetto dedicato, questa Marsien GT è un'hypercar pensata per chi cerca il piacere di guida puro e l'emozione del flat-six Porsche, anche fuori dagli schemi.

La Bugatti arricchisce la sua esclusiva linea "Programme Solitaire" svelando a Monterey la Destrier, una "one-off" commissionata da un unico facoltoso collezionista. Terzo modello del programma di massima personalizzazione dell'atelier di Molsheim, la Destrier compie un'operazione stilistica audace: prende la mostruosa meccanica della Bolide - nata puramente per la pista - e la trasforma in una scultura stradale d'infinita eleganza.
Con un'altezza di appena un metro, è la Bugatti più bassa mai costruita. La carrozzeria elimina le vistose appendici aerodinamiche della Bolide per sfoggiare volumi puliti e scultorei, messi in risalto dall'inedita tinta multistrato Sapphire Celeste e da cerchi maggiorati da 20" all'anteriore e 21" al posteriore.
Sotto la pelle in carbonio batte il leggendario 8.0 W16 quadriturbo da 1.600 CV, affiancato da un assetto e da un abitacolo riconfigurati in chiave d'alta sartoria, con pelli pregiate, nubuck, tessuti 3D intrecciati con fili di rame e dettagli metallici martellati. Un'opera d'arte unica e irripetibile.

La Koenigsegg ha svelato a Monterey la CCGT1, un'hypercar omologata per la strada che riscatta la memoria della storica vettura da corsa CCGT degli anni Duemila. Realizzata sulla piattaforma dell'ormai celebre CC850 e tirata in soli 70 esemplari (tutti già venduti prima del debutto), la CCGT1 riprende lo spirito del progetto da competizione GT1 che all'epoca fu cancellato a causa dell'improvviso cambio dei regolamenti FIA.
Sotto la carrozzeria batte il poderoso V8 biturbo di 5 litri, capace di erogare 1.280 CV con benzina tradizionale e fino a 1.600 CV e 1.500 Nm di coppia massima utilizzando il bioetanolo E85. La vera chicca tecnica è la trasmissione: la vettura fa debuttare il sistema Koenigsegg Sequential Shift integrato nel cambio Light Speed Transmission a 9 rapporti, dotato di pedale della frizione per lo spunto da fermo e di una leva sequenziale con taglio d'accensione in puro stile da gara (mantenendo comunque opzionabile il cambio manuale a griglia del sistema ESS).
Curatissima l'aerodinamica, con l'immancabile presa d'aria sul tetto e un'ala posteriore attiva che lavorano insieme per generare ben 800 kg di deportanza a 250 km/h. Tra le novità figura anche il debutto della "Ghost Fibre", un'inedita matrice in fibra di carbonio e aramide ad altissima resistenza sviluppata dalla casa svedese. Per chi vuole portarla direttamente tra i cordoli, la casa offre un Track Package ufficiale completo di martinetti pneumatici integrati, scarico da corsa e roll-bar in carbonio.














