In un motore termico, l’acqua è amica del propulsore quando scorre nei condotti di raffreddamento, ma diventa distruttiva nel momento in cui questa entra nei cilindri. Lo sa bene chi guida in offroad: nel momento in cui, attraversando un guado, l’acqua entra nel condotto di aspirazione il motore potrebbe essere rovinato per sempre. Il nuovo Horse B20, che ha già debuttato sulla cinese Geely Galaxy Battleship 700 (foto qui sopra), vuole però cambiare le cose.
Progettato dalla joint venture nata nel 2024 dalla collaborazione tra la Renault e la Geely, è un motore a benzina quattro cilindri 2.0 turbo con potenza compresa tra 190 e 252 CV e una coppia di 300-380 Nm. È pensato per i veicoli fuoristrada estremi ibridi, plug-in e con range extender: la principale particolarità è però la sua capacità di funzionare anche sotto 1,1 metri d’acqua.
L’Horse B20 (foto qui sotto) ha ottenuto la certificazione IPX8, quindi è protetto dagli effetti dell’immersione continua in acqua. Per ottenerla il motore adotta una struttura impermeabile completamente sigillata, con smorzatori delle vibrazioni torsionali e una specifica tenuta tra motore e trasmissione. I componenti elettrici e i sensori, anch’essi conformi allo standard IPX8, monitorano costantemente le condizioni operative attorno al propulsore.

Quando il motore viene immerso in acqua, il sistema di controllo interviene automaticamente, per esempio limitando la potenza o modificando la risposta dell’acceleratore, sulla base dei segnali ricevuti dai sensori. In questo modo, spiega l’azienda, viene garantito un funzionamento stabile anche durante i guadi più profondi.
Anche al di fuori dell’acqua l’Horse B20 promette di non cavarsela male. La joint venture assicura che è in grado di affrontare pendenze del 100% (un metro di salita per ogni metro percorso). Un sistema di doppio raffreddamento completamente attivo contribuisce a mantenere la temperatura sotto controllo nelle situazioni di carico prolungato, come lunghe salite o utilizzo continuativo ad alte temperature.
Inoltre il propulsore adotta diverse soluzioni per ottenere una combustione efficiente e contenere consumi ed emissioni. Il motore a ciclo Miller impiega iniezione diretta, pistoni dedicati e condotti di aspirazione ad alto tumble (quindi progettati per generare un forte movimento rotatorio verticale della miscela aria-benzina all’interno del cilindro) per raggiungere una resa termica dichiarata del 48,4%. Si tratta di un valore decisamente superiore a quello dei tradizionali motori a combustione interna, che generalmente raggiungono il 25-30%.








