Una multa lasciata sul parabrezza può sembrare un documento assolutamente affidabile, soprattutto quando è stampata con cura e riporta il logo del Comune. Proprio su questo fanno leva i tentativi di truffa segnalati dalla Polizia Locale di Modena, che ha individuato falsi verbali relativi a una presunta sosta in uno spazio riservato alle persone con disabilità.
Il documento lasciato sull’auto è costruito per sembrare autentico e contiene anche un codice QR, presentato come il modo più rapido per effettuare il pagamento. È però proprio quel quadratino, apparentemente innocuo, a nascondere la trappola.
Infatti, scansionando il codice con lo smartphone non si raggiunge il portale ufficiale dell’amministrazione, ma una pagina internet realizzata dai truffatori. La grafica può essere molto simile a quella di un sito istituzionale e indurre l’automobilista a credere di trovarsi davanti alla procedura corretta per saldare la sanzione.
A quel punto possono essere richiesti dati personali, informazioni relative alla carta o credenziali per l’accesso ai servizi bancari. Il pagamento della multa è quindi solo il pretesto: l’obiettivo è ottenere informazioni che possono essere utilizzate per sottrarre denaro.
La Polizia Locale invita per questo a non considerare il logo di un Comune, di un ente o di un’altra istituzione come una prova dell’autenticità del documento: prima di inserire qualsiasi dato è importante controllare l’indirizzo del sito nel quale si è stati reindirizzati, verificando con attenzione dominio e URL.
La tecnica utilizzata a Modena rientra nel cosiddetto quishing, termine nato dall’unione delle parole “QR code” e “phishing”. Il principio è simile a quello delle più comuni truffe online, ma al posto di un link ricevuto via email, SMS o messaggistica viene utilizzato un codice QR: non si tratta di un fenomeno nuovo, negli stati uniti se ne parla da almeno tre anni (qui la notizia), ma è evidente che ormai sia arrivato anche qui.
Il QR code può essere sfruttato anche attraverso la cosiddetta sostituzione fisica, applicando un adesivo contenente il codice fraudolento può essere applicato sopra quello originale presente su un parchimetro o su una colonnina per la ricarica delle auto elettriche. Chi lo scansiona crede di avviare una normale procedura di pagamento, ma viene invece indirizzato verso un sito controllato dai truffatori.








