UNA NOTTE AL MUSEO - Fuori è notte fonda. Il sole è ormai tramontato da un pezzo, l’aria è frizzante. La grande scritta luminosa “Alfa Romeo” sul tetto tinge di un rosso tiepido il cortile che s’affaccia sulla pista buia, avvolgendola in un silenzio surreale, rotto solamente da qualche rado tir in viaggio sull’autostrada dei laghi. Comincia così la nostra notte al Museo Storico Alfa Romeo, che lo scorso sabato ha regalato al pubblico un’apertura straordinaria dalle 18 a mezzanotte.

A LUCI SPENTE - Il senso della visita è far apprezzare ai visitatori le settanta automobili della collezione a luci spente. L’importanza del ruolo della luce nella fruizione di un’opera d’arte è risaputa, ma cosa accade quando l’occhio si adatta alla penombra, approssimando quelle superfici, quei materiali e quelle proporzioni che il chiarore dell’illuminazione rende così immediatamente comprensibili? L’esperienza è magica e la scoperta è che, rinunciando a un elemento apparentemente indispensabile per costruire una rappresentazione davvero apprezzabile della bellezza, la percezione di quest’ultima è se possibile ancor più profonda e intensa.
BELLEZZE CHE SUSSURRANO AL CUORE - L’effetto vedo non vedo è un gioco di seduzione, sguardi e trasparenze. I riflessi creati sulle lamiere e sui finestrini dalla luce intermittente dei flash mutano a seconda del punto d’osservazione, e più i riferimenti classici del percorso espositivo si perdono e gli occhi si abituano all’oscurità, più gli altri sensi s’aguzzano. La bellezza sfolgorante della 33 Stradale (nella foto qui sotto) è appena sussurrata che viene voglia di sfiorarla, di sentirla sotto la pelle, mentre giace immobile con l’eternità di un’opera sacra. Si accarezza il mito, letteralmente, trovando nel piccolo fascio luminoso emesso dalla torcia di uno smartphone una chiave perfetta e inaspettata per aprire lo scrigno del Biscione.

SENZA PAROLE - Dentro ci sono automobili meravigliose, amate e venerate dagli appassionati di tutto il mondo per la loro bellezza e il fascino della potenza e della velocità che le avvolge, rendendole diverse da tutte le altre. Automobili che hanno fatto grande e unito l’Italia dei motori e non solo, come la Giulietta, la Giulia, l’Alfetta, l’Alfasud. Ma anche macchine che con le loro imprese sportive hanno fatto battere i cuori di intere generazioni di tifosi, come le GP Tipo 158 e 159 con cui l’Alfa Romeo conquistò i primi due Campionati del mondo di Formula 1, nel 1950 e 1951, e le mitiche GTA degli anni ’60 e ’70. È come se, sulle carrozzerie, piovesse una sottilissima polvere di stelle. E come d’incanto, la storia incredibile dell’Alfa Romeo acquista quel pizzico di magia che le parole non bastano a spiegare.















