NUOVE STIME - Arrivano le valutazioni dell’Ania (l’Associazione delle assicurazioni) sui veicoli senza la Rca obbligatoria: nel 2017 erano 2,8 i milioni di mezzi privi di copertura, ossia il 6,3% del totale immatricolato. Numeri preoccupanti, seppure in lieve diminuzione rispetto al 2016, quando si stimavano 2,9 milioni di veicoli non assicurati, con un’incidenza del 6,7%. I picchi? Nelle zone dove le polizze costano di più, e che per questo vedono l’evasione Rca alle stelle: il 10% al Sud. Il record negativo a Napoli, con un veicolo su sei che circola senza assicurazione. Per ottenere la stima dei veicoli non assicurati, l’Ania ha escluso dall’immatricolato dal database della Motorizzazione, i mezzi senza Rca ma in regola: quelli in giacenza presso i depositi giudiziari (300 tali nelle 110 province); quelli inutilizzati (e quindi non circolanti) ma regolarmente registrati che sono lasciati in box privati al chiuso (questo numero è ipotizzato); le moto abbandonate in strada e senza targa; le km 0 delle concessionarie; le moto con polizza assicurativa temporanea (nella maggior parte dei casi d’estate).
E SENZA REVISIONE - Chi subisce un incidente con un mezzo non coperto da Rca, è che dovrà chiedere il risarcimento al Fondo vittime: un problema, visto che è già subissato di domande, e che da anni ha i conti profondamente in rosso. Chi circola senza Rca spesso si trasforma in pirata della strada, scappando dopo l’incidente e lasciando la vittima senza soccorso. Tra i possibili rimedi, i controlli automatici tramite telecamere e varchi ztl, che però sono fermi: la legge che li prevede c’è, ma mancano i decreti attuativi per omologare gli apparecchi a funzionare in quel modo. Non ultimo, l’Ania sottolinea che spesso l’evasione Rca si sovrappone a quella della revisione periodica obbligatoria: un ulteriore danno per la sicurezza.
QUALI PROVVEDIMENTI - Esattamente un anno fa, nella prima settimana di luglio 2017, grazie a una collaborazione tra l’Ania e il ministero dell’Interno, è stato possibile avviare, per la prima volta in Italia, un’azione di controllo su strada per intercettare i veicoli sprovvisti di copertura assicurativa. L’operazione, i cui risultati vengono divulgati dopo parecchi mesi, è stata resa possibile attraverso un sistema di controllo automatizzato cosiddetto “a strascico” delle targhe in circolazione rilevabili attraverso telecamere installate su oltre 200 veicoli della Polizia di Stato in servizio di pattugliamento collegati on line con l’archivio delle coperture assicurative presso la Motorizzazione. Le vetture prive di copertura assicurativa sono state fermate dalle pattuglie per un’immediata contestazione dell’infrazione. I controlli sono stati svolti anche sulle targhe di veicoli in sosta. Questa operazione, denominata “Mercurio Insurance”, ha visto impegnate 4000 pattuglie della Polizia di Stato, di cui 250 dotate dei sistemi di controllo automatizzato “Mercurio”, e 8000 poliziotti in 103 province. Verificati 408.883 mezzi e in 2419 casi (lo 0,59%) è stato disposto il sequestro del mezzo per mancata copertura assicurativa. Il 40% dei contravvenzionati aveva dei precedenti penali. Sono stati inoltre disposti 12 arresti (di cui un pregiudicato per associazione di stampo mafioso) e redatte 45 denunce in stato di libertà. Sempre a Napoli il primato, tanto che il 1° giugno 2017 l’Ania ha sottoscritto con la Procura della Repubblica partenopea un protocollo di cooperazione in materia di frodi assicurative.
PREZZI RCA: TEST FUTURI - Passando ai prezzi Rca, l’Ania parla di un calo del 5% nel 2017 rispetto al 2016. Perché scendano di più, sostiene l’Associazione, occorre combattere meglio le frodi: oggi 22 incidenti su 100 sono a rischio truffa. L’Ania, senza entrare in dettaglio, ha poi fatto un riferimento a un test per fissare la Rca in base allo stile di guida: vuole avviare una fase di sperimentazione. È la "instant insurance" che parte da una sperimentazione con il car sharing: il punto di partenza sarà una Rca base sull'auto e sul guidatore che l’ha presa a noleggio, collegata alla scatola nera. Al termine del car sharing, l’automobilista pagherà per quanto e per come l'ha guidata: più sei prudente e meno spendi. E viceversa.









