Dopo anni complicati, la Nissan prova a rimettere ordine e rilanciarsi con un piano che punta su meno complessità e più concretezza. La nuova strategia passerà innanzitutto da una gamma semplificata con una maggiore attenzione ai singoli mercati e un approccio all’elettrificazione variabile. Il tutto accompagnato da una nuova generazione di modelli che punteranno su una tecnologia di bordo molto più evoluta, nuovi sistemi di assistenza alla guida e nuovi motori ibridi.
Il primo intervento è una razionalizzazione profonda della gamma: i modelli globali scenderanno da 56 a 45, organizzati in famiglie ben definite per ridurre i costi di sviulupo e produzione e sopratutto sovrapposizioni. L’idea è concentrare gli investimenti sui prodotti davvero strategici, distinguendo chiaramente tra le auto più vendute e quelle con un ruolo d’immagine. A questo proposito la Nissan ha svelato che lo storico marchio sportivo e di lusso Skyline tornerà anche al di fuori del mercato giapponese.

Seguendo le orme di molti altri costruttori che hanno abbandonato una strategia unicamente concentrata sull’elettrico, anche Nissan non punterà tutto sulle sole auto a batteria, ma su un mix di tecnologie. Al centro resta il sistema ibrido e-POWER (dove il motore di trazione è solo quello elettrico e il propulsore termico muove il generatore) affiancato da elettriche pure, ibride tradizionali e anche plug-in. L’obiettivo è offrire soluzioni diverse a seconda dei mercati e delle esigenze.
Negli Stati Uniti il piano di rilancia passerà principalmente dall’aumento della produzione interna (fino all’80% di tutte le auto venduta negli USA) così da ridurre l’esposizione a dazi e a politiche industriali avverse. In questo contesto si inserisce anche il ritorno di un modello simbolico, la nuova Xterra, che sarà costruita su telaio a longheroni e con motorizzazione V6 ibrida.

In Cina la Nissan punta ad incrementare sensibilmente la sua quota di mercato grazie alla joint venture con il costruttore locale Dongfeng. L’obiettivo è arrivare anche in questo caso a un milione di unità entro il 2030, partendo da una crescita annuale già oggi del 7% nonostante un mercato in rallentamento. Non solo: le auto prodotte localmente saranno sempre più destinate anche all’export, trasformando il paese in una base strategica per i mercati internazionali.
Tra le novità più concrete emerse dalla presentazione ci sono anche i nuovi modelli, destinati a dare forma al piano. Per l’Europa, un ruolo chiave lo avrà la nuova generazione della Juke (in arrivo nel corso 2027), che diventa elettrica (si basa sulla meccanica della Leaf) e punta su uno stile ancora più deciso, mantenendo quel carattere distintivo che ne ha decretato il successo. L’attuale modello termico ed ibrido, rimarrà comunque in produzione. Accanto a lei ci sarà la nuova X-Trail, che continua a puntare sulla tecnologia ibrida e-POWER e su un’impostazione più versatile, con un occhio alla famiglia ma anche al fuori strada leggero grazie alla trazione integrale. Due modelli molto diversi, ma centrali per presidiare uno dei mercati più competitivi in Europa e non solo.

Nel piano della Nissan trova spazio anche il rilancio del marchio di lusso Infiniti che punterà (specialmente sul mercato americano) su una nuova gamma ibrida per tornare competitiva. L’idea è rafforzare il posizionamento del brand attraverso prodotti più coerenti e un’esperienza di guida più distintiva, cercando di recuperare terreno dopo anni difficili.
Nel complesso, il piano della Nissan appare più concreto rispetto al passato. Meno modelli, più attenzione ai mercati locali e una strategia tecnologica flessibile sono le basi su cui costruire il rilancio. Resta però da vedere se questa impostazione riuscirà a reggere il confronto con una concorrenza sempre più forte, soprattutto in Cina, dove si gioca una parte decisiva del futuro del marchio.










