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Nuova Nissan Juke: la svolta elettrica ha inizio

Pubblicato 14 aprile 2026

La crossover compatta cambia pelle: il design è sempre fuori dagli schemi, ma la piattaforma è condivisa con la Leaf. Il debutto sul mercato nel 2027.

Nuova Nissan Juke: la svolta elettrica ha inizio

UN MODELLO CHIAVE PER L’EUROPA

La Nissan Juke è uno dei pilastri della gamma europea della casa giapponese e, con la prossima generazione, cambia completamente filosofia. Nissan ha infatti deciso di trasformarla in un modello 100% elettrico (ma l’attuale ibrido e termico rimarrà in produzione), inserendola al centro della strategia di elettrificazione nel Vecchio Continente.

nissan juke 2026 2

STILE: PIÙ ESTREMO CHE MAI

Se c’è una cosa che non cambia è il carattere. Anche nella nuova generazione, la Juke continua a puntare su un design fortemente distintivo, destinato a dividere come in passato. Le linee sono ancora più scolpite e ispirate al concept Nissan Hyper Punk, con proporzioni compatte ma dettagli molto scenografici, specie per la fanaleria e le fiancate, molto elaborate. Rimangono come sui precedenti modelli alcuni elementi distintivi come il lunotto molto inclinato e le maniglie delle portiere posteriori “annegate” nella cornice del finestrino. L’obiettivo è chiaro: rimanere una delle crossover più riconoscibili su strada, anche a costo di sacrificare un po’ di praticità interna. 

nissan juke 2026 1

PIATTAFORMA E TECNOLOGIA

Sotto la carrozzeria, la novità più importante. La nuova Juke elettrica utilizzerà la piattaforma CMF-EV, la stessa della Nissan Leaf e della Nissan Ariya. Questo permetterà di condividere batterie, motori e sistemi elettronici, con vantaggi in termini di costi, ma anche di efficienza. Non sono ancora state svelate le caratteristiche tecniche, ma se ricalcherà quanto visto sulla nuova Leaf, potrebbe montare pacchi batteria da 52 o 75 kWh con autonomie comprese tra i 400 e i 600 km nel ciclo di omologazione Wltp.

nissan juke 2026 4

PRODUZIONE E ARRIVO SUL MERCATO

La nuova Juke sarà costruita nello stabilimento Nissan di Sunderland, nel Regno Unito, insieme alla nuova Leaf. Le prime consegne potrebbero iniziare verso la metà del 2027.  Come anticipato prima l’attuale Juke (anche ibrida) continuerà a essere venduta in parallelo, così da coprire diverse fasce di prezzo. L’obiettivo di Nissan è comunque quello di mantenere la Juke elettrica accessibile, con un prezzo di partenza vicino alle versioni ibride attuali.

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@alvolante.it Ecco la terza generazione della Nissan Juke! #nissanjuke #juke #crossover ♬ audio originale - alVolante.it

 

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Ritratto di Fulminato
14 aprile 2026 - 08:54
Per la gioia dei carrozzieri.. se la sposa l'ammacca di sicuro si vede meno
Ritratto di NITRO75
14 aprile 2026 - 08:58
vero, ma se poi la volessi mettere a posto, sai le bestemmie che tira il carrozziere?
Ritratto di Merletti Felice
15 aprile 2026 - 16:07
Ma anche quelle che tiri giù tu quando il carrozziere ti presenta il conto.
Ritratto di Quello la
14 aprile 2026 - 09:14
Se, invece, l’ammacca lo sposo, allora sono czzi, perché che come un satanasso, giusto?
Ritratto di alvolanaftonee
14 aprile 2026 - 10:45
4
I carrozzeri non ci metteranno neanche le mani per ripararla, ti diranno direttamente di cambiarla con una nuova ahahahahahahaha
Ritratto di alvolanaftonee
14 aprile 2026 - 10:45
4
*carrozzieri
Ritratto di marcoveneto
14 aprile 2026 - 11:10
Vero...ti cambiano il pezzo e via..figurati se si mettono a cercare le geometrie della lamiera in una fiancata così articolata...
Ritratto di Fulminato
14 aprile 2026 - 12:47
Due martellate raddrizzano tutto e te ne danno una diversa più lineare
Ritratto di Kimi
14 aprile 2026 - 11:30
Stavolta sono d'accordo...
Ritratto di vroomvroom
17 aprile 2026 - 15:56
+1
Ritratto di Ikke mere bil
20 aprile 2026 - 13:24
Per la gioia dei carrozzieri .. Basta guidare bene ed eliminare i perker, e vedrai che i carrozzieri avranno anche meno lavoro
Ritratto di NITRO75
14 aprile 2026 - 08:57
Sempre meno Juke, sempre più Chr.......
Ritratto di mika69
14 aprile 2026 - 09:05
A questo punto togliamoli anche i finestreni posteriori...tanto..
Ritratto di mika69
14 aprile 2026 - 09:06
finestrini
Ritratto di Pintun
14 aprile 2026 - 19:10
Tanto si mettono sensori e telecamere e magari chi li paga è pure contento di averli.
Ritratto di GabrieleWhite
14 aprile 2026 - 09:12
Che bella, sembra un tronco di montagna tagliato con l'accetta.
Ritratto di vroomvroom
17 aprile 2026 - 15:56
mi hai rubato le parole dalla tastiera
Ritratto di Quello la
14 aprile 2026 - 09:15
Non ho capito se sia la versione definitiva o un concept. In ogni caso meh.
Ritratto di Ikke mere bil
20 aprile 2026 - 13:25
Versione definitiva
Ritratto di forfElt
14 aprile 2026 - 09:25
Perfetta per chi quando parcheggia in giro gli (giustamente) crea fastidio che qualcuno ci si potrebbe andare ad appoggiare
Ritratto di Euro7
14 aprile 2026 - 09:27
Leggevo della crisi di Honda.. che abbia gettato la spugna per la difficoltà della competizione oggi nel mercato dell'elettrico... Sembra quindi che abbia sbagliato a rifiutare la sinergia con Nissan visto che quest'ultima sembra inv e ce orientata bene al riguardo...
Ritratto di MS85
14 aprile 2026 - 09:30
Per una volta son riusciti a rimanere molto vicini al concept. Non oso pensare ai costi per produrre lamiere con quelle angolature, ma d’altra parte ci sta farla strana, il Juke è sempre stata un’auto che o non piace affatto o piace molto, non aveva senso addolcirlo.
Ritratto di Trattoretto
14 aprile 2026 - 09:37
Sembra una Puma a ricoperta di fogli di compensato ritagliati.
Ritratto di Ilmarchesino
14 aprile 2026 - 09:38
3
Sembra Need for Speed. Il joystick lo portiamo noi o esce di serie?? Auto simpatica che di certo si fa notare,ma da comprare solo dopo una vincita importante così per sfizio
Ritratto di Tistiro
14 aprile 2026 - 09:39
Complimenti per il coraggio se dovesse essere proprio cosi, e Complimenti a chi se la piglia che da dentro credo non si veda un tubo di quello che c'è fuori
Ritratto di nik66
14 aprile 2026 - 11:14
mettiamomci anche il tablettone a centro plancia che ti copre 1/4 di parabrezza e siamo a posto
Ritratto di Ricci1972
14 aprile 2026 - 19:08
3
Complimenti si, non è però che se devi ritagliarti uno spazio con un prodotto fuori dagli schemi devi fare per forza un obbrobrio. Altrimenti potevano farla a forma di membro maschile con le ruote e sarebbe stato anche più fuori dagli schemi.
Ritratto di Laf1974
14 aprile 2026 - 09:42
A gusto personale, prefersico la versione attuale.
Ritratto di Puppamelo
14 aprile 2026 - 09:48
io gli avrei cambiato nome da Juke a Spigola
Ritratto di Quello la
14 aprile 2026 - 10:16
:-)
Ritratto di Achillea
14 aprile 2026 - 09:50
Chissà come sono le condizioni del cervello di colui che l'ha disegnata!!
Ritratto di shpartalloj harabela
14 aprile 2026 - 10:22
1
colui che l'ha "disegnata" non ha un cervello ma una scheda madre gestita da intelligenza artificiale, che di per se è intelligente, ma le richieste sono giunte da qualcuno che ha si un cervello ma devastato da droghe pesanti, cosi come uno che sostiene di vedere qualcosa di bello e attraente in questa indefinibile accozzaglia di superfici messe a membro di cane
Ritratto di alvolanaftonee
14 aprile 2026 - 10:44
4
Sarà sotto effetto di anfetamine
Ritratto di FabioB73
14 aprile 2026 - 10:07
se facessero un iPhone a gasolio lo comprerei al volo. Mi sono rotto le scatole delle pile ... vogliamo parlare di auto? Allora, smettiamo di scrivere articoli come se si stesse scrivendo per Wired
Ritratto di Quello la
14 aprile 2026 - 10:18
Eh, caro Fabio, mi sa che articoli come questo saranno sempre più frequenti su AV.
Ritratto di FabioB73
14 aprile 2026 - 11:02
si? perché secondo te ... perché il futuro è elettrico? Mi vien da ridere piangendo e da piangere ridendo
Ritratto di 02-0xygenerator
14 aprile 2026 - 11:09
Esattamente quello che ci dicono da anni.
Ritratto di Quello la
14 aprile 2026 - 11:18
Il futuro è ANCHE elettrico, carissimo Fabio.
Ritratto di FabioB73
14 aprile 2026 - 11:38
ANCHE mi sta bene, per usi specifici e molto limitati. L'OBBLIGO di questa soluzione, spacciandola come unico futuro plausibile, più che una favola è un incubo narrativo, fondato su allucinazioni che nulla hanno a che fare con la realtà che viviamo. PUNTO
Ritratto di 02-0xygenerator
15 aprile 2026 - 11:39
Lei ha altri futuri ? Allora le direttive sono che dobbiamo usare meno petrolio possibile. Dobbiamo inquinare molto di meno per ogni singola auto ( inquinamento locale ). Dobbiamo possibilmente concentrare l’inquinamento in punti facilmente controllabili e filtrabili ( inquinamento da centrali ). Dobbiamo avere a che fare col resto dei costruttori nel mondo. Dobbiamo sopratutto avere a che fare con la Cina. Dobbiamo essere sempre più tecnologici, per il futuro, perché nessuno torna indietro all’analogico. Ci studi su e ci dia il suo responso.
Ritratto di FabioB73
15 aprile 2026 - 15:52
Lei ha scritto molte cose insieme, ma proprio per questo conviene separarle. 1. “Dobbiamo usare meno petrolio possibile.” Ridurre sprechi, inefficienze e dipendenze è sensato. Ma da qui a dire che l’unica traduzione pratica sia l’auto elettrica per tutti ce ne passa. Un conto è ridurre una dipendenza, un altro è sostituirla con un’altra: batterie, terre rare, filiere concentrate, dipendenza industriale esterna e rete elettrica sotto pressione. Non è libertà tecnologica: è solo spostare il vincolo. 2. “Dobbiamo inquinare molto di meno per ogni singola auto.” Questa frase sembra inattaccabile, ma è costruita in modo furbo: guarda solo il pezzo finale, non il ciclo complessivo. L’auto elettrica è pulita allo scarico perché non ha scarico, ma questo non significa automaticamente che sia la soluzione più razionale, sostenibile e conveniente in ogni contesto reale. Produzione, batterie, durata, sostituzione, valore residuo, infrastrutture, energia necessaria, smaltimento: il problema non sparisce, si distribuisce altrove. 3. “Concentrare l’inquinamento in punti controllabili e filtrabili.” In teoria suona bene. In pratica significa: togliamo l’inquinamento visibile dalle città e lo spostiamo a monte, dove produciamo energia, materiali e componenti. Quindi non stiamo eliminando il problema: stiamo rendendolo meno visibile al cittadino medio. È una differenza enorme. La narrativa elettrica spesso vince così: non perché risolva tutto, ma perché rende il problema meno percepibile. 4. “Dobbiamo avere a che fare con il resto dei costruttori nel mondo.” Appunto. E qui infatti l’Europa ha fatto una delle mosse più deboli: ha caricato di vincoli il proprio settore auto mentre altri attori industriali si muovono con logiche più pragmatiche, meno ideologiche e più strategiche. Il risultato? Rischiamo di distruggere la nostra manifattura in nome di una virtù raccontata bene sui giornali, ma molto meno robusta nel mondo reale. 5. “Dobbiamo soprattutto avere a che fare con la Cina.” Ed è proprio uno dei motivi per cui la narrazione elettrica totale convince poco. Se per “salvare il futuro” finiamo per aumentare dipendenza industriale, tecnologica e materiale da un altro polo, non stiamo costruendo sovranità: stiamo cedendo pezzi di sovranità. E questo vale molto più di mille slogan verdi. 6. “Dobbiamo essere sempre più tecnologici, perché nessuno torna indietro all’analogico.” Qui c’è il solito trucco retorico: chi critica l’obbligo elettrico viene trattato come uno che vuole tornare al cavallo, alla macchina da scrivere o al carburatore. Ma è un falso dilemma. Nessuno sta dicendo “meno tecnologia”. Si sta dicendo: più tecnologia, ma non una sola tecnologia imposta per decreto e raccontata come destino inevitabile. Innovazione vera significa pluralità di soluzioni, non pensiero unico. 7. “Ci studi su e ci dia il suo responso.” Il punto è proprio questo: appena uno studia davvero, scopre che la questione è molto meno favolistica di come viene venduta. L’elettrico ha senso in alcuni usi specifici: urbano, seconda auto, percorrenze prevedibili, ricarica domestica, certi contesti aziendali. Ma trasformarlo nella risposta universale è una forzatura ideologica, non una conclusione tecnica. Io non contesto l’esistenza dell’auto elettrica. Contesto l’obbligo, la propaganda e la pretesa di spacciare una soluzione parziale come verità finale. Il futuro può essere anche elettrico. Ma dire che deve essere quasi solo elettrico non è progresso: è una semplificazione brutale della realtà. E la realtà, come spesso accade, è più complessa degli articoli scritti come se fossero sermoni per convertiti.
Ritratto di 02-0xygenerator
16 aprile 2026 - 11:46
Per risponderle sui punti : 1 non so se l’unica soluzione sia quella elettrica. So che è quella che esiste oggi. Esistono altre auto che non utilizzano idrocarburi fossili ? E soprattutto ci rendono indipendenti almeno in parte queste auto ? Sono inoltre dipendenze diverse. Una azienda di batterie volendo l’Europa la può costruire. Il petrolio, anche volendo no. L’energia si può ottenere dal proprio territorio. Il petrolio no. Una dipendenza è totale e abbiamo visto i danni che porta con sé e che non cambiano. Siamo nella stessa ridicola situazione degli anni 70, oggi 50 anni dopo. Anche basta. L’altra ( l’elettrico ) puó finalmente liberarci dal solito gioco del petrolio. 2 è già stato dimostrato che, nell’intero ciclo vitale dell’ auto, l’auto elettrica risulta vincente sotto tutti gli aspetti. Sia per la CO2 che per i Nox che per il riciclo delle risorse. Anche questa rivista oltre ad altre ci han già fatto alcuni articoli su questo argomento. Io le ho solo riportato il risultato finale, ma se vuole al volante ha fatto degli articoli esaustivi su prove fatte da enti esterni. 3 : il problema non è solo di percezione. Cambia la qualitá dell’aria che tutti respiriamo. E controllare i filtraggi di un centro di produzione è molto piú facile che cercare auto per auto chi ha modificato per propria convenienza la propria auto, o come inquina. 4 L’Europa non ha fatto mosse deboli. Ha solo preso atto che la tecnologia scelta dai costruttori europei ( il diesel ) ed ignorata in tutto il resto del mondo, è risultata perdente per quanto riguarda l’inquinamento sia locale che generale. Le nostre auto diesel in sostanza non le ha mai comprate nessuno al di fuori dell’Europa. Ne in America, ne in Cina, ne in India, ne in Australia etc etc etc. Rischiamo di distruggere la nostra manifattura ?? Mi scusi ma lei dove è stato negli ultimi 50 anni ? Perché è dagli anni 70 che vengono tenute in vita artificialmente delle aziende stracotte. Stellantis le dice niente ? 5 Non è con l’auto elettrica che dipendiamo dalla Cina. Noi dipendiamo dalla Cina già adesso per quasi tutto. E non solo l’Europa. E non solo da adesso. Chip e tecnologie varie sono tutte fatte in Cina. Da anni. Anche per le auto termiche. Non si è accorto che nel tempo le aziende europee sono diventate più finanziarie che industriali ? Sono almeno 30 anni che è così. Se per salvare il futuro finiamo per …. non stiamo costruendo sovranità….Vero. Ma è una scelta dei costruttori europei. E la sovranità non la costruiamo di certo col petrolio da cui dipendiamo totalmente e che non possediamo. Con le auto elettriche, perlomeno, possiamo decidere se vogliamo, di costruire batterie in Europa e soprattutto possiamo avere l’energia da più fonti ( anche rinnovabili ) che ci permettono di alimentare ed essere meno dipendenti da altri paesi. 6 Nessun trucco. La semplice veritá. Negli ultimi 120 anni siamo stati sottoposti ad una sola tecnologia. Quella termica. Oggi che c’è ne è un’altra, parliamo di tecnologia imposta ? Fino a 15 anni fa, non era una solo tecnologia imposta ?
Ritratto di 02-0xygenerator
16 aprile 2026 - 12:04
Conclusione finale. Non so se L’elettrico sarà l’unica tecnologia del futuro. Utilizzandola è anni luce avanti alla tecnologia termica. Se uscirà un’auto che andrá ad aria, sarà la tecnologia migliore. Ma per ora, fino ad oggi, l’elettrico è la tecnologia vincente. Sotto tutti gli aspetti.
Ritratto di FabioB73
16 aprile 2026 - 14:33
Se tu ti trovi bene con questo oggetto tecnologico, io sono sinceramente contento per te. Però resta esattamente questo: un oggetto tecnologico. E questa cosa, per molti, non è un dettaglio ma il cuore del problema. Molte generazioni sono cresciute con auto in cui la meccanica era ancora prevalente: ti davano emozione, comprensione del mezzo, manutenzione relativamente semplice e, in molti casi, costi più umani rispetto al giorno in cui ti trovi davanti al conto di un pacco batteria o di un sistema elettronico integrato. Finché l’auto sarà trasformata in un ecosistema di app, aggiornamenti, bug, interfacce, notifiche, software e dipendenze varie, resterà un prodotto perfetto soprattutto per una certa nicchia: nerd di mezza età con villa, wallbox e tempo da dedicare ai giocattoli digitali. Per tutti gli altri, molto meno. Poi, ripeto: se a te piace, benissimo. Felicissimo per te. Basta non raccontarla come liberazione universale, quando per molti assomiglia più a una complicazione costosa travestita da progresso.
Ritratto di 02-0xygenerator
16 aprile 2026 - 16:12
Non sarà una liberazione universale ma con l’auto elettrica noi europei possiamo, volendo, diventare indipendenti. Col petrolio, mai. In nessun caso. Come dimostrano i tempi che stiamo vivendo. Siamo tornati agli anni 70 dal 2026 col petrolio. Solo il 20% del petrolio estratto va in cose diverse che non sia per autotrazione. Basta con sto petrolio del kalzo.
Ritratto di 02-0xygenerator
16 aprile 2026 - 16:14
Le emozioni sono di chi le prova. E si provano anche con l’auto elettrica. Sono solo diverse. E non credo che la pandina, auto più venduta in Italia,da 40 anni, lo sia per le emozioni che dona alla guida.
Ritratto di FabioB73
16 aprile 2026 - 16:24
Se tu sei innamorato dell’auto elettrica, va benissimo. Davvero. Però continui a scambiare una promessa teorica per una soluzione reale. “Con l’elettrico potremmo diventare indipendenti” è una bella frase. Peccato che, nel frattempo, resti un oggetto tecnologico costoso, complesso, pieno di dipendenze infrastrutturali e perfetto soprattutto per una nicchia molto precisa: chi ha casa adatta, ricarica comoda, pazienza per software, aggiornamenti, bug e tutto il contorno da elettrodomestico su ruote. Quanto alle emozioni: certo, ognuno prova quelle che vuole. Ma per molte generazioni l’auto è stata anche meccanica, comprensibilità, manutenzione accessibile, rapporto fisico col mezzo. Non solo un device con le ruote. Quindi tranquillo: se a te piace, felicissimo per te. Basta non trasformare una tua infatuazione tecnologica in destino collettivo.
Ritratto di 02-0xygenerator
20 aprile 2026 - 08:20
Vero. Ma il destino è diventato collettivo proprio grazie alle “ molte generazioni, per le quali, l’auto è stata anche meccanica, comprensibilità, manutenzione accessibile, rapporto fisico col mezzo“. Purtroppo questo tipo di rapporto, accessibile a tutti, ha creato mille altri ben più gravi problemi. Tra cui la dipendenza totale dei paesi occidentali verso approvvigionamenti esterni, che ci espongono ai ricatti di vari stati è solo il primo. Poi c’è il problema del costo del sistema. Il problema delle infinite guerre scatenate per il petrolio. Il problema degli estremismi religiosi, partiti sempre dalle guerre per il petrolio. Il problema poi dell’imitazione. Tutti vogliono copiare il sistema di vita occidentale. Che sappiamo, è sostenibile solo se gli altri non mangiano. Per una élite come eravamo noi occidentali. Adesso il mondo pretende il nostro stesso sistema di vita. Da qui, i relativi problemi che vede oggi. Che sono esattamente gli stessi degli anni 70. Quindi è chiaro che non si puó risolvere una serie di problemi, con lo stesso sistema che ha creato i problemi, e quindi continuando a fare le stesse cose per anni. Bisogna cambiare le proprie abitudini. Il che richiede un certo sacrificio personale. Tra cui diventare indipendenti a livello energetico. E col petrolio, ( che non possediamo ) ammesso di non fare guerre continue, non possiamo farlo. L’energia elettrica è l’unica ad oggi che può essere creata dal proprio territorio. Almeno in larga parte. Ed è l’unica ad oggi che ci può rendere più indipendenti. Non so se l’ha capito o no, ma non abbiamo più scelta. Ammesso che non sterminiamo il mondo arabo per gestirci il petrolio. La vede come una possibilità ? Io no.
Ritratto di FabioB73
20 aprile 2026 - 21:52
No, il punto è che tu continui a chiamare indipendenza quello che in realtà è solo spostamento della dipendenza. Con il petrolio dipendi dai produttori di greggio. Con l’elettrico dipendi da rete, filiera industriale, raffinazione e soprattutto materie prime per batterie. E lì la favola dell’autonomia europea si rompe presto: oggi il Congo vale quasi i due terzi del mining mondiale di cobalto, mentre la raffinazione è in larga parte in Cina; per la grafite, la Cina domina oltre il 90% della raffinazione. Questa non è sovranità: è cambiare padrone e raccontarsela meglio. (IEA) Poi c’è il dettaglio che gli innamorati dell’elettrico fingono di non vedere: batterie e “transizione pulita” non nascono nel bosco delle fiabe. La stessa filiera dei minerali critici è associata a forti criticità ambientali e sociali; in Congo UNICEF collega il boom del cobalto per batterie a lavoro minorile, abbandono scolastico e condizioni pericolose nelle comunità minerarie. Quindi no, non hai eliminato la parte sporca: l’hai solo esternalizzata lontano dagli occhi europei. (unicef.org) Quindi tieniti pure la tua fede elettrica, ma senza venderla come liberazione morale del continente. È una tecnologia. Utile in certi casi. Non la bacchetta magica. E soprattutto non l’innocenza ritrovata.
Ritratto di 02-0xygenerator
21 aprile 2026 - 08:38
Nessuno pretende una analisi filosofica. La cosa è semplice. Possiamo produrre petrolio ? No. Possiamo produrre l’elettricitá ? Si. Possiamo produrre le batterie ? Si. Quindi con il petrolio non saremo mai indipendenti. Con l’elettrico possiamo esserlo in parte o in totale. È comunque una scelta nostra. Non di altri. Inoltre la tecnologia delle batterie viaggia alla velocitá della luce, quindi è migliorabile e neanche sappiamo quanto. Il materiale delle batterie viene riciclato dopo anni di utilizzo. Il petrolio usato per spostare le auto ( cioè l’80% di quello estratto ) viene solo bruciato in aria. Non si recupera nulla. In più ci intossica e intacca il nostro organismo con i suoi prodotti di scarto. Le ricordo che in Cina vendono già automobili con batterie al sodio. Il cobalto potrebbe essere abbandonato tra non molto. Il petrolio, mai.
Ritratto di FabioB73
21 aprile 2026 - 14:23
No, continui a confondere “possiamo produrre elettricità” con “siamo indipendenti”. L’elettricità la puoi produrre anche in casa, certo. Le batterie no, o comunque non nei termini con cui oggi vorresti motorizzare un continente: la filiera resta fortemente concentrata fuori dall’Europa. L’IEA ricorda che il Congo copre quasi i due terzi del mining mondiale di cobalto, mentre la raffinazione è in gran parte in Cina; per grafite e altre lavorazioni il dominio cinese resta fortissimo. Questa non è indipendenza: è dipendenza con interfaccia più elegante. Poi: il fatto che una tecnologia sia migliorabile non dimostra affatto che diventi automaticamente la soluzione totale. Anche perché le auto, elettriche o termiche, continuano comunque a generare emissioni da pneumatici, freni e usura stradale, che l’OECD considera un problema sanitario rilevante e crescente. Quindi no, non stai entrando nel mondo puro: stai entrando in un altro compromesso. Infine, il tuo “col petrolio mai indipendenti, con l’elettrico sì” è troppo comodo. L’UE nel 2023 produceva circa il 42% della propria energia e ne importava il 58%: quindi la questione vera non è fare slogan sull’elettrico, ma capire da quali catene materiali, industriali e geopolitiche dipendi. E quelle, con le batterie, non spariscono per magia. In sintesi: col petrolio dipendi dal petrolio. con l’elettrico dipendi da rete, materiali critici, raffinazione e industria pesante estera. Non hai abolito la dipendenza. Le hai solo cambiato abito e hai deciso di chiamarla progresso.
Ritratto di 02-0xygenerator
22 aprile 2026 - 10:08
Le batterie scegliamo di non produrle in Europa. Ma volendo potremmo farle. La differenza è tutta qui. Volendo noi europei possiamo costruirci tutto quello che serve per renderci autonomi. Rete. Strutture. Filiere. Il materiale l’abbiamo anche noi. Poi il fatto che abbiano scelto di non farlo, è un altro discorso. Ma rimane una scelta nostra. Col petrolio non possiamo scegliere. Mai. Anche col petrolio si dipende dalle rete di distribuzione, dal materiale stesso che non possediamo, e dalla sua raffinazione. Si chiama progresso si, il discorso elettrico, perchè è un’energia rinnovabile quella elettrica, mentre il petrolio, no. Perche volendo, possiamo scegliere se costruirci tutto in casa o no. Perché un’auto elettrica è veramente less is more. Un'auto termica ha circa 30.000 componenti, mentre un'auto elettrica ne ha circa 15.000. Meno pezzi vuol dire meno oggetti da costruire ed eventualmente riparare. Less is more. Il carburante. Un motore termico spreca circa il 70-75% dell'energia in calore. Un motore elettrico spreca solo 10-15%. Questo vuol dire che già, l’80% del petrolio estratto va solo in autotrazione, ma anche che di questo 80%, la maggior parte non serve a nulla se non ad inquinare l’aria che respiriamo, perché non si traduce in movimento dell’automobile, ma in calore. Less is more. Capitolo freni: Le elettriche usano la frenata rigenerativa. Il motore elettrico "frena" l'auto per recuperare energia. Risultato ? Dischi e pastiglie si consumano molto meno , possono durare anche il doppio. Less is more. Capitolo olio. Per le sostituzioni e i rabbocchi, nel corso di 150.000 km un'auto termica utilizza mediamente 45/55 litri di olio ( senza pensare al lavaggio dei cambi automatici ) solo da consumo diciamo. L’elettrica 2 litri ed eterni fino alla fine dei suoi giorni. Quei 50 litri di olio esausto sono classificati come rifiuti altamente tossici e pericolosi. Less is more. Oltre all'olio motore, dovremmo aggiungere anche i liquidi di raffreddamento (circa 2-3 sostituzioni da 6 litri) e i filtri dell'olio (uno per ogni tagliando), che nelle auto elettriche sono quasi totalmente assenti o ridotti al minimo. Vero invece che il consumo delle gomme è piú veloce essendo più pesanti. Ma dipende molto anche dal tipo di auto e dallo stile di guida. La mia elettrica pesa 1300 kg che è l’equivalente di una termica, ed ha 184 cv. Ho cambiato le gomme intorno ai 50.000 km. Le pastiglie sono in pratica nuove. Ho percorso 75.000 km. Consideri inoltre che la mia auto è costruita con il 60% dei materiali riciclati e riciclabili a loro volta per il 90%. Se c’è veramente qualcosa che risponde al less is more, è proprio l’auto elettrica.
Ritratto di FabioB73
21 aprile 2026 - 16:42
Il mio ideale è semplice: less is more. Una Fiat Uno Fire pesava poco più di 700 kg. Oggi, se per decenni avessimo avuto come stella polare semplificazione, alleggerimento ed efficienza vera, invece di riempire le auto di strati elettronici, accessori, ADAS, batterie e doppie motorizzazioni, probabilmente una piccola auto intelligente potrebbe stare ancora nell’ordine dei 600–700 kg, non certo diventare un bisonte su quattro ruote. Perché la fisica è più onesta del marketing: meno peso = meno energia necessaria = meno complessità = meno costi = meno sprechi. Invece abbiamo fatto il contrario. Abbiamo preso un oggetto che poteva diventare sempre più essenziale ed efficiente e lo abbiamo trasformato in una piattaforma tecnologica sempre più pesante, delicata e costosa. Per me il progresso non è aggiungere. È togliere tutto ciò che non serve.
Ritratto di 02-0xygenerator
22 aprile 2026 - 08:53
Negli anni 80 con le auto che pesavano poco ed erano scatole vuote ( e ricordo che già allora si lamentavano della complessità dei comandi, perché abituati alla 127 ) morivano in strada 9.000 persone. Oggi 3000. Negli anni 80 il traffico italiano era composto da 17 milioni di veicoli. Oggi di 40 milioni. Cosa indicano questi dati ? Che nonostante il traffico automobilistico sia quasi triplicato in Italia, i morti invece di essere triplicati anche loro, sono diventati 1/3 di quelli degli anni 80. Questo perché oggi le auto, sono farcite di quelle cose che lei ritiene inutili e costose. Ma che in tealtà hanno salvato la vita a tantissime persone. La media degli anni 80 era di 14 morti ogni 100.000 persone. Oggi 5 morti ogni 100.000 persone. In pratica, muoiono meno della metà delle persone rispetto a 40 anni fa, anche se ci sono circa 22 milioni di auto in più che circolano ogni giorno. Direi che il suo tipo di progresso che posso condividere a livello personale sotto altri aspetti ( io sono un minimalista ) con le automobili, in realtà non funziona.
Ritratto di FabioB73
22 aprile 2026 - 14:32
Riassumendo, nelle tue repliche c’è sempre la stessa incongruenza di fondo: dici “con l’elettrico possiamo essere indipendenti”, ma descrivi solo una dipendenza diversa, non la sua scomparsa. Produzione locale di energia non significa affatto autonomia su batterie, materiali, raffinazione, filiere e costi industriali. Poi confondi meno componenti con meno complessità reale. No: meno pezzi non vuol dire automaticamente più riparabilità, più economicità o più libertà. Spesso vuol dire solo più moduli integrati, più software e conti più salati quando qualcosa si rompe. In più usi il less is more in modo molto selettivo: lo applichi al motore, ma ti dimentichi peso, batterie, elettronica, infrastruttura, aggiornamenti, costo dei ricambi e dipendenze industriali. Infine, mescoli tutto: efficienza del motore, sicurezza, morti stradali, sovranità energetica, manutenzione, petrolio, filiere. Ma che un motore elettrico sia più efficiente non prova che l’intero sistema sia più semplice, più autonomo o più sostenibile in assoluto. Quindi il punto resta semplice: tu presenti come progresso inevitabile quello che oggi è soltanto un compromesso diverso, pieno a sua volta di vincoli, costi e dipendenze. E questa non è una confutazione del termico. È solo un innamoramento ideologico dell’elettrico.
Ritratto di 02-0xygenerator
23 aprile 2026 - 08:41
No. Io ho risposto ai punti che lei ha elencato. E non è una incongruenza. È una realtà. Con l’elettrico se vogliamo, possiamo essere autosufficienti. Le terre rare le abbiamo anche in Europa e non sono affatto rare. I materiali per costruire le batterie l’abbiamo anche noi nel sottosuolo. Come i cinesi, anche noi potevamo studiare e commercializzare le batterie al sodio. E chissà quali altre migliorie ci aspettano sotto tutti gli aspetti. Il termico è morto 30 anni fa. Non ci sono miglioramenti da allora. Gli unici ottenuti, arrivano aggiungendo motori elettrici e batterie. Per il peso, le ho portato l’esempio della mia auto elettrica. 1300 kg. Esattamente come una termica delle stesse dimensioni. Infine, tutto nella vita è un compromesso in fondo, tra esigenze diverse. Ma il petrolio ha un costo economico, ecologico, politico e sociale, che l’elettrico ha solo in minima parte, in confronto alla catena petrolifera. I morti li ho elencati perchè lei parlava delle auto più leggere, tipo la uno fire. Quando girava la leggera uno fire, anni 80, I morti erano quelli. Forse cosi leggera, alla fine, non era. Aveva un costo sociale anche lei. Le auto di oggi, molto meno. Proprio grazie a ciò che lei ritiene inutile. Mai detto che questo progresso elettrico sia inevitabile. Lo è oggi, perché infinitamente migliore del termico. Se domani esce un’auto ad aria, saró il primo a provarla. Ad oggi l’elettrico è infine una liberazione in parte, dalle lobby petrolifere. Se poi noi europei, scegliamo di far costruire tutto ai cinesi, allora non sarà responsabilitá di una tecnologia, dipendere da altri, ma di una nostra precisa scelta. E scegliere vuol dire essere un po piú liberi. Scelta che con il petrolio non abbiamo mai avuto, e non avremo mai.
Ritratto di 02-0xygenerator
23 aprile 2026 - 09:01
Costo dei ricambi per le elettriche ? Di quali ricambi parla ? Non c’è il gruppo del cambio con i suoi ingranaggi. Non c’è il gruppo frizione. Non c’è il sistema di scarico, quindi addio a collettori, tubi, silenziatori e catalizzatori (pieni di metalli preziosi). Addio al sistema di alimentazione: Non servono, serbatoio del carburante, pompe della benzina, iniettori e condotti. Addio al sistema di accensione e distribuzione. Niente candele, bobine, cinghie di distribuzione o alberi a camme. Addio al sistema di raffreddamento e lubrificazione. Le EV hanno sistemi di gestione termica per le batterie, ma non necessitano di pompe dell'olio o dei complessi circuiti di lubrificazione necessari per evitare che un motore termico si fonda. Addio al motore e ai suoi mille pezzi, pistoni, valvole bielle etc etc. Il motore elettrico ha pochissimi pezzi. Rotore, statore, cuscinetti. Per i freni le ho già spiegato l’usura assolutamente migliore nelle elettriche. Quindi qui non si tratta di innamoramento tecnologico. Se è ripeto se, l’auto elettrica mantiene nel tempo ciò che promette è solo molto, molto meglio di una termica. Io ho fatto 75.000 km con una e 40.000 con l’altra. Ho sostituito le gomme ad una delle due auto elettriche. Quando avevo le termiche a questa percorrenza avevo già speso più del doppio / triplo ( dipende da come si carica ) solo per il carburante. A cui vanno aggiunti i costi di almeno 6/7 tagliandi non eseguiti. E le conseguenti meno rotture di @@. Non c’è confronto.
Ritratto di FabioB73
23 aprile 2026 - 10:19
Il punto è che tu continui a trasformare possibilità teoriche in realtà già compiute. 1. “Con l’elettrico possiamo essere autosufficienti.” Possiamo forse provarci, un giorno, in parte. Ma oggi non lo siamo affatto. Oggi la filiera delle batterie resta pesantemente concentrata fuori dall’Europa: il Congo vale quasi i due terzi del mining mondiale di cobalto, mentre la Cina domina gran parte della raffinazione di cobalto, litio e soprattutto oltre il 90% della raffinazione della grafite. Quindi non hai eliminato la dipendenza: l’hai solo spostata e ribattezzata “libertà”. 2. “L’elettrico è il vero progresso tecnologico.” Anche qui no. L’auto elettrica è più antica di quanto la raccontiate: esisteva già nella fase pionieristica dell’automobile, poi il termico si impose perché era più pratico, più semplice da usare e più adatto al mondo reale. La novità di oggi non è il motore elettrico in sé, che è una tecnologia vecchia e matura; la novità vera è batteria, elettronica di potenza, software e infrastruttura di ricarica. Quindi il tuo “primato tecnologico” è soprattutto chimica, elettronica e software, non una rivoluzione meccanica. 3. “Less is more: l’elettrica ha meno componenti.” Questo è uno slogan, non una prova. Meno componenti non significa automaticamente meno costo, più riparabilità o più semplicità reale. Spesso significa più moduli integrati, più elettronica, più diagnosi, più software, e componenti core molto costosi se qualcosa va storto. Le stesse fonti istituzionali USA riconoscono che la batteria è una parte importante del maggior costo iniziale degli EV; e quando il pacco batteria va sostituito fuori garanzia, il conto può essere molto pesante. Quindi no: “meno pezzi” non vuol dire “più umano”. 4. “Sì, ma la batteria si cambia raramente.” Vero: sui modelli più recenti la sostituzione completa per guasto non è frequente. Ma questo non salva il tuo ragionamento. “Raro” non vuol dire “irrilevante”: vuol dire che quando succede non sei davanti a una cinghia, a una pompa o a un intervento ordinario. Sei davanti all’organo più costoso dell’auto. E questo cambia totalmente il discorso sulla serenità di possesso, sulla riparabilità reale e sul rischio economico. 5. “Le morti sono calate perché oggi le auto sono piene di ADAS.” No. Qui stai semplificando in modo brutale. Il calo dei morti sulle strade non si spiega principalmente con gli ADAS, anche perché gli ADAS sono troppo recenti per giustificare il trend pluridecennale che citi. Le principali leve riconosciute in Europa sono soprattutto: cinture di sicurezza, enforcement, contrasto a velocità e alcol, sicurezza passiva del veicolo, infrastrutture migliori e soccorsi migliori. Le cinture da sole riducono fortemente il rischio di morte; la Commissione europea riporta riduzioni dell’ordine del 50% per i conducenti e del 45% per i passeggeri anteriori. Quindi no: il tuo esempio della Uno Fire non dimostra che “più elettronica = meno morti”. Dimostra semmai che quando imponi regole serie, fai usare le cinture, migliori la struttura delle auto e reprimi certi comportamenti, i morti scendono. 6. “Quindi gli ADAS non servono?” Alcuni sì. Ma bisogna smettere di fare confusione. Il sistema con evidenza davvero forte è soprattutto la frenata automatica d’emergenza. Da qui a dire che tutto il pacchetto di assistenze, notifiche, interfacce, menù e diavolerie elettroniche abbia già riscritto la storia della mortalità stradale, no. Questo è marketing travestito da statistica. 7. “Nell’uso reale l’elettrica è meglio.” Per alcuni profili, sì. Ma non trasformare la tua routine in una legge universale. Le analisi europee mostrano quanto l’accesso alla ricarica domestica o sul posto di lavoro sia decisivo per rendere l’EV comoda; senza quello, la dipendenza dalla ricarica pubblica cresce molto. Quindi l’elettrico funziona bene in un contesto favorevole. Molto meno fuori da quella nicchia. E qui arriviamo al punto che tu salti sempre: la vita vera. Immagina un uomo di 80 anni. Piove. È uscito a fare la spesa. Torna lento, con le buste pesanti, dentro c’è anche il pesce fresco. Arriva alla macchina che è al 5%. Non ha una colonnina privata in garage. Deve trovare dove ricaricare, tirare fuori il cavo, magari sporco di fango, gestire il telefono, l’app, la connessione, la presa, la pioggia, le buste, il freddo. Tu questa la chiami mobilità evoluta. Io la chiamo una complicazione ridicola inflitta a chi avrebbe bisogno dell’esatto contrario: semplicità, immediatezza, funzionalità. Oppure immagina un povero cristo che vive a Pordenone. Squilla il telefono. Un cugino dalla Liguria gli dice: “Ti ricordi della nonna Adombrina? I medici dicono che non ha 5 ore di vita. Vorrebbe vederti per un ultimo abbraccio.” Lui corre in garage. Ha una splendida auto elettrica, lucidissima, piena di progresso, di software, di futuro. Peccato che sia al 10%. E allora dimmi: in quel momento lo aiutano di più i tuoi discorsi sulla sovranità energetica, sulle filiere, sul less is more, o il fatto banalissimo che quell’uomo deve partire adesso, subito, senza diventare schiavo di una ricarica, di una app, di un’infrastruttura, di un tempo morto che la vita reale non gli concede? Perché è questo che continui a non capire: una tecnologia non si giudica solo quando tutto fila liscio, hai la wallbox, il meteo è buono, la routine è prevedibile e il proprietario è un appassionato organizzato. Si giudica anche nel disagio, nell’urgenza, nell’imprevisto, nel freddo, nella pioggia, nella vita sporca e concreta. Quindi no, il tuo non è realismo tecnico. È entusiasmo ideologico. L’elettrico può avere senso in certi usi. Ma chiamarlo liberazione, superiorità totale e incarnazione del “less is more” è una forzatura. È un compromesso diverso. Con altri vantaggi, altri costi, altri limiti e altre dipendenze.
Ritratto di 02-0xygenerator
23 aprile 2026 - 11:51
E di fatto una liberazione dal petrolio, dalla situazione araba, e dalle innumerevoli guerre che scoppiano per il petrolio. È una liberazione dagli inquinanti locali. È una liberazione dalla distruzione planetaria che abbiamo perpetuato. Ma sti esempi di imbelli che si preoccupano della spesa non caricando prima l’auto ? O che la lasciano in garage al 10 %. Ma lei lascia la macchina in garage col serbatoio vuoto ? Ma da quando ? Lei fa lo stesso sbaglio che fanno tutti quelli che guidano termico e parlano delle elettriche. Le elettriche non fanno il pieno. Fanno rabbocchi quando capita, se non si ha una wall box o una colonnina sotto casa. Non si arriva al 5% per ricaricare l’auto. La mia anche quando la caricavo alle colonnine l’attaccavo anche se avevo il 50% di batteria. Si utilizzano in maniera diversa le auto elettriche, rispetto alle termiche. E nessuno pretende che 80enni cambino le loro abitudini, posto che io, gli toglierei la patente lo stesso per raggiunti limiti di età. Ma gente che compra auto da 60.000 € in su potrebbe già passare tranquillamente all’elettrico e probabilmente può anche ricaricare in box. Altrimenti come farebbero i tedeschi ad arrivare in Italia con le elettriche ? Cosa sono ufo ? Non hanno 80 enni ? Sono solo prese di posizione. E scuse. E anche nel caso dell’impossibilità, uno chiama un Taxy se deve per forza andare all’ospedale a trovare la zia d’urgenza. I mezzi ci sono. Le soluzioni pure. Solo chi non le vuole vedere, non le vede. Per i pezzi si. Tutto quello che non c’è, non va né riparato né mantenuto. Sa quanto ha perso la mia batteria in quasi 3 anni e 75.000 km percorsi ? Il 4%. Bisogna utilizzare le cose. Non parlarne per via di immaginazione. Per quel che riguarda gli Adas. Non siamo arrivati a 3000 morti da 9000 per le cinture, ne per altro. Ci siamo arrivati in questi 30 anni per i sistemi costruttivi delle auto. Per i telai moderni. Per le differenze costruttive, pensate proprio per non uccidere gli occupanti e i pedoni. Lo stesso con i sistemi anticollisione. È un insieme di cose. Come sempre. E lo sviluppo di tecnologie. Le cinture di oggi, non sono quelle degli anni 80. Quelle che lei chiama diavolerie elettroniche sono in realtà apparecchi che utilizziamo tutti i giorni, come smartphone, tablet, computer. E tanto per dire, si trovano anche sulle auto termiche. Bisogna provarla prima una tecnologia e poi se ne scoprono pregi e difetti. Immaginando, non si cava un ragno dal buco. Neanche il fuoco avremmo acceso con un simile atteggiamento. Pensi agli incendi. E rimane il fatto che volendo, ripeto volendo, noi possiamo diventare autonomi con l’elettrico. Col petrolio, mai. In nessun caso .
Ritratto di FabioB73
23 aprile 2026 - 12:08
No, guarda: il talebanismo sta proprio nel modo in cui ragioni. Tu non stai dicendo “l’elettrico funziona bene in certi contesti”. Tu stai dicendo: se una persona non si adatta alla logica dell’elettrico, è lei a essere sbagliata. Ed è qui che casca tutto. Un’auto davvero matura non dovrebbe chiedere al mondo reale di piegarsi alle sue abitudini d’uso. Dovrebbe funzionare bene anche con persone anziane, con urgenze improvvise, con poca dimestichezza digitale, con parcheggi in strada, con pioggia, con tempi stretti, con vita normale. Tu invece fai questo ragionamento: niente wallbox?… arrangiati. Hai un’urgenza?… chiama un taxi. Hai 80 anni?… quasi quasi niente patente. Non usi l’auto come la uso io?… allora sei tu il problema. Capisci che questa non è superiorità tecnologica. È una tecnologia che funziona bene soprattutto se il contesto le viene costruito intorno. Sul petrolio fai poi il tuo solito salto logico: dire che l’elettrico ti libera dal petrolio non significa che ti liberi dalle dipendenze. Significa solo che le sposti su rete, filiere, materiali, raffinazione, batterie, software e infrastrutture. La parola giusta non è liberazione. È trasferimento del vincolo. Sui pezzi, poi, continui a ripetere “quello che non c’è non si rompe”, ma eviti il punto vero: quando si guasta qualcosa di serio in una termica, spesso ripari. Quando si guasta qualcosa di serio in un’elettrica, molto più spesso sostituisci moduli costosi. E sulle morti stradali, no: non puoi attribuire trent’anni di calo delle vittime agli ADAS o alla tua idea di auto moderna. Il grosso della riduzione viene da cinture, sicurezza passiva, norme più severe, controlli, strade migliori, soccorsi migliori. Gli ADAS sono un’aggiunta recente, non la causa storica del crollo che citi. In sintesi: tu non stai difendendo una tecnologia. Stai difendendo una tecnologia a condizione che il mondo le obbedisca. Ed è esattamente questo che molti contestano.
Ritratto di 02-0xygenerator
23 aprile 2026 - 13:41
Ed è una kalzata contestare questo. Tutte le tecnologie presuppongono adattamento da parte di chi le deve utilizzare. Auto termica compresa. E bisogna obbedirle perchè se no, non funzionano. Provi ad accendere un forno senza schiacciare il tasto. Provi ad utilizzare un apparecchio senza averlo prima collegato alla rete. Sono tutte cose a cui “ obbediamo “ per poter utilizzare una tecnologia. Provi a non fare il pieno ad una automobile termica. Vedrá che non funziona piú. Io non dico che l’auto elettrica oggi va bene a tutti. Ma di sicuro già oggi andrebbe bene a molte persone. Per gli Adas: Gli Adas, (Advanced Driver Assistance Systems) sono il risultato di un’evoluzione tecnologica iniziata 50 anni fa. Sebbene il termine sia diventato di uso comune negli ultimi dieci anni, le radici di questi sistemi risalgono a oltre mezzo secolo fa. Se consideriamo i singoli componenti come l'ABS o il Cruise Control, gli ADAS esistono da oltre 50-60 anni. Se invece intendiamo i sistemi integrati che "aiutano attivamente" il guidatore (frenata automatica, sensori di corsia), la loro diffusione di massa è iniziata circa 15-20 anni fa. Esistevano già parecchi Adas anche negli anni 80. Nel 1951 Mercedes inizia i primi studi sulle cellule di sicurezza a deformazione programmata. Nel 1958 Chrysler introduce il primo sistema di Cruise Control (chiamato "Auto-Pilot") Nel 1959 appaiono le cinture di sicurezza sulle volvo. In Italia l’obbligo d’installazione è dal 1976 e l’obbligo di usarle nel 1989. Nel 1967 nasce la prima auto col piantone dello sterzo collassabile. Nel 1971: Appaiono i primi sistemi ABS (Anti-lock Braking System) moderni, sviluppati da Bosch e introdotti su larga scala da Mercedes-Benz alla fine degli anni '70. Negli anni '80 - '90 i sistemi iniziano a diventare "intelligenti" grazie ai primi computer di bordo. Negli anni '80 si diffondono il controllo della trazione e i primi airbag ( brevettato negli anni 50 ). Nel 1995: Mercedes-Benz introduce l'ESP (Controllo elettronico della stabilità), uno dei pilastri fondamentali della sicurezza attiva moderna. La nascita degli ADAS moderni, dagli anni 2000, sono i sistemi che iniziano a "vedere" l'ambiente circostante. Nei primi anni 2000 compaiono i Cruise Control Adattivo (ACC) basati su radar (Toyota e Mercedes) e i primi avvisatori di superamento corsia (Lane Departure Warning). Nel 2008: Volvo introduce il "City Safety", il primo sistema di frenata automatica d'emergenza (AEB) in grado di fermare l'auto autonomamente a basse velocità per evitare tamponamenti. Dal 2014 sono standard e dal 2024 obbligo sulle auto nuove. Questo costante miglioramento ha permesso il miglioramento dei dati sui morti, di cui parlavamo prima. Non solo uno di questi. Tutti gli Adas insieme e loro miglioramenti costanti. Quando si guasta qualcosa di serio su un’elettrica , sostituisci moduli costosi ? Quali. Perché l’elettronica è identica alle termiche. Se parla delle batterie si sostituiscono le celle. Interi moduli in caso d’incidente grave. Ma sarebbe lo stesso costo di sostituire un motore termico di un’auto dopo un incidente grave. Inoltre, anche se non volessimo costruire le batterie in Europa, trasferire un vincolo, vuol comunque dire che ci si libera da quello precedente, più dannoso per noi e per l’ambiente. Nella vita normale, le soluzioni alternative esistono e si, in fondo, io a 80 anni metterei il fermo alle patenti. Vai quasi gratis in Taxy, ma non guidi piú. “Un’auto davvero matura non dovrebbe chiedere al mondo reale di piegarsi alle sue abitudini d’uso”. E a che cosa ci siamo dovuti piegare fino ad oggi per utilizzare l’auto termica ? Pensi alle infrastrutture create solo per portarle il carburante vicino a casa. Pensi ai danni ambientali che abbiamo e che tutt’oggi mandiamo giù, per avere il petrolio. Pensi ai danni per l’olio e trasportarlo. Per raffinare il petrolio. Abbiamo messo le piattaforme in mare per poterlo avere, distruggendo interi ecosistemi marini. Lo trasportiamo con navi per tutti i mari. Pensi a tutti i danni sanitari che subiamo tutti i giorni , ai danni polmonari, alle infezioni etc etc. etc. E poi perché essere schiavi della tecnologia termica va bene, ma dell’elettrico no ? Questo non si capisce. Lo si capisce solo per il fatto che vi siete abituati. E fa niente se è peggiore in tutto la termica. Siamo abituati al petrolio e così è. Capisce che il suo discorso non ha senso ?
Ritratto di FabioB73
23 aprile 2026 - 14:02
No, il tuo discorso ha senso solo se continui a mescolare piani diversi. Nessuno nega che ogni tecnologia richieda un minimo di adattamento. Ma un conto è usare correttamente uno strumento, un conto è dover cambiare stile di vita attorno allo strumento. Fare benzina quando serve non è la stessa cosa che vivere di rabbocchi, app, colonnine, tempi di ricarica, pianificazione preventiva e dipendenza dall’infrastruttura. Questa non è la stessa forma di adattamento. È molto più invasiva. Sugli ADAS fai poi un altro salto logico: il fatto che esista una lunga evoluzione della sicurezza non dimostra affatto che il crollo dei morti che citi sia merito degli ADAS nel senso in cui li usi tu oggi. Il grosso della riduzione storica viene soprattutto da cinture obbligatorie, sicurezza passiva, norme più severe, controlli più stretti, infrastrutture migliori e soccorsi migliori. Tu invece prendi mezzo secolo di evoluzione della sicurezza stradale e lo spacchetti come se confermasse la tua fede nell’elettronica moderna. Non è così. Sul tema elettrico continui a fare lo stesso gioco: “anche se sposto il vincolo, mi libero da quello precedente”. No. Ti liberi da una parte di un vincolo e ne assumi un altro. Questa non si chiama libertà. Si chiama sostituzione della dipendenza. E anche sui costi fai finta di non capire il punto. Il problema non è quanti pezzi mancano. Il problema è che, quando tocchi elementi core, nell’elettrico entri molto più facilmente nel mondo del modulo integrato, della diagnosi vincolata e della sostituzione costosa. “Si cambiano le celle” detto così è teoria da forum. Nella vita reale conta quanto costa, chi lo fa, dove lo fai e con quale convenienza economica. Infine, il punto più debole del tuo ragionamento è questo: tu chiami “progresso” una tecnologia che funziona bene soprattutto quando hai contesto favorevole, soldi, infrastruttura, organizzazione e disponibilità ad adattarti. Io chiamo progresso una tecnologia che funziona bene anche quando la vita è scomoda, urgente, sporca, imprevista e non perfettamente pianificata. Quindi no: non sto difendendo il petrolio. Sto contestando il tuo schema mentale, che è diverso. Tu non stai dicendo “l’elettrico è utile in molti casi”. Tu stai dicendo: “se non ti adatti alla sua logica, il problema sei tu”. Ed è esattamente questo il tratto talebano del tuo ragionamento.
Ritratto di 02-0xygenerator
23 aprile 2026 - 14:57
No. Io sto proprio dicendo che l’elettrico è migliore sotto tutto i contesti rispetto al termico. I contesti urgenti possono esistere ma anche no. Cosa fa se deve andare dalla zia morente e l’auto termica di rompe ? È lo stesso discorso. Sono ipotesi. Non un contesto reale. Sono supposizioni. Quale cambio di stile di vita richiede l’elettrica ? Richiede un cambio di abitudini. Ovvio che siamo diverse dalle abitudini acquisite con la termica. Basta un abbonamento ad una colonnina e il gioco è fatto. Più semplice ed economico di così. Io faccio i rabbocchi perché la mia bmw elettrica ha un’autonomia di 300 km. Con la tesla non li faccio. “Il problema non è quanti pezzi mancano. Il problema è che, quando tocchi elementi core, nell’elettrico entri molto più facilmente nel mondo del modulo integrato, della diagnosi vincolata e della sostituzione costosa”. Esempi per favore perché non si capisce di che moduli parla. Io ho inoltre 8 + 4 anni di garanzia sulle batterie. Ma lei delle auto elettriche sa qualcosa o ipotizza ? Le usa ? Sono difficoltà che ha riscontrato o le immagina ? E poi si. Liberi dal petrolio. Solo il 20% di quello estratto viene utilizzato per usi diversi dall’autotrazione. E se poi si vuole, ingegneria europea c’è ne, e nessuno vieta miglioramenti ulteriori alle batterie. I motori elettrici son già dati per superare i 500.000 - 800.000 km. Molti ingegneri affermano che il motore elettrico potrebbe durare quanto l'intera vita utile del telaio dell'auto, arrivando potenzialmente a 1 milione di km con una manutenzione minima (principalmente cuscinetti e lubrificazione del riduttore). Manutenzione minima ripeto. Motore termico 250/350.000 km. Le batterie moderne sono progettate per durare circa 250.000 - 300.000 km mantenendo almeno il 70-85% della loro capacità originale. Esempio reale ? Esistono casi documentati (come molte Tesla utilizzate per servizi taxi o trasporti a lungo raggio) che hanno superato i 400.000 km con la batteria originale e una salute residua ancora superiore all'85/ 87%. Nessuna termica riesce in ció. E per portarle ai 350.000 si parla di manutenzione e cambio pezzi continui. Non c’è assolutamente paragone. La termica è perdente su tutta la filiera.
Ritratto di 02-0xygenerator
23 aprile 2026 - 15:04
La sostituzione dell’intero pacco batteria della mia bmw, che migliorerebbe l’autonomia portandola da 300 a 400/450 km costa 6000 €.
Ritratto di 02-0xygenerator
23 aprile 2026 - 15:06
Il costo minimo per un cambio di motore termico della bmw è di 8000 €.
Ritratto di FabioB73
23 aprile 2026 - 16:46
Direi che possiamo fermarci qui, perché il punto ormai è chiaro. Tu sei arrivato a una conclusione assoluta: l’elettrico sarebbe migliore del termico in ogni contesto, su tutta la filiera, quasi senza eccezioni. Io, invece, resto convinto che una tecnologia vada giudicata senza fede, senza tifo e senza assoluti. Per me il problema non è dimostrare che l’elettrico sia inutile. Non l’ho mai detto. Il problema è che tu continui a trasformare i suoi vantaggi reali in una superiorità totale, e i suoi limiti concreti in dettagli trascurabili o in colpe dell’utilizzatore. Quando una discussione arriva al punto in cui ogni criticità diventa “scusa”, ogni contesto scomodo diventa “ipotesi”, ogni difficoltà pratica diventa “abitudine sbagliata”, e ogni dubbio viene letto come ignoranza, allora non siamo più nel campo dell’analisi tecnica. Siamo nel campo dell’adesione ideologica. Tu hai trovato nella mobilità elettrica qualcosa che per te funziona, ti soddisfa e ti convince. Prendo atto. Io continuo a vedere una tecnologia interessante in alcuni contesti, acerba in altri, dipendente da condizioni favorevoli, e ancora lontana dall’essere quella liberazione universale che descrivi. Quindi mi fermo qui, e non ci saranno altre repliche. Non perché tu abbia vinto. E nemmeno perché abbia vinto io. Semplicemente perché, a questo punto, non vincerebbe nessuno: continueremmo solo a ripetere le stesse convinzioni da due posizioni ormai inconciliabili. Tu tieniti pure il tuo entusiasmo. Io mi tengo il diritto di non scambiare una tecnologia promettente per una religione obbligatoria. Buona strada, davvero.
Ritratto di 02-0xygenerator
24 aprile 2026 - 08:06
Io non voglio vincere. Quel che scrivo è perchè lo vivo sulla mia pelle. Lei è liberissimo di restare del suo pensiero. Ma la invito a provare qualche volta delle auto elettriche. Un po di prove, valgono molto di più delle mie parole. Buona giornata.
Ritratto di FabioB73
24 aprile 2026 - 08:31
Provate in anni non sospetti, per intenderci quando la Leaf era più brutta della Arna. E aggiungo: anche avuta come auto aziendale. Ho preferito non avere più una auto aziendale. Con questo passo e chiudo
Ritratto di 02-0xygenerator
24 aprile 2026 - 11:19
Dalle elettriche dei tempi della leaf è cambiato parecchio. Provi una r5 per restare nella famiglia. O una tesla. O una ix3
Ritratto di FabioB73
24 aprile 2026 - 12:21
forse fai apposta a non capire, ho provato una leaf e ho avuto una elettrica come auto elettrica, due eventi distinti, separati e molto distanti nel tempo. Si fa fatica a parlare con chi non vuole ascoltare.
Ritratto di FabioB73
24 aprile 2026 - 12:32
intendevo dire "Auto Aziendale"
Ritratto di 02-0xygenerator
24 aprile 2026 - 14:24
Ah non avevo capito. Cha auto era quella aziendale che non l’ha soddisfatta ? Perché io ne ho provate parecchie prima di decidermi e devo dirle che alcune non mi sono piaciute.
Ritratto di FabioB73
24 aprile 2026 - 14:46
inizia a diventare una discussione privata. eviterei di annoiare gli altri
Ritratto di Quello la
15 aprile 2026 - 12:08
Guarda, caro Fabio, io la penso esattamente come te. Però cerco di essere intellettualmente onesto: oggi (mercoledì 15 aprile 2026, non ieri, domani chi lo sa?) l'idea di avere l'auto elettrica mi farebbe stare più tranquillo rispetto al diesel che possiedo: non per il prezzo alla poompa, ma per la domanda "ci sarà gasolio fra una settimana?" Lo so, è uno scenario eccessivo (sono sicuro che ci sarà), ma è anche vero che se si pensa guardando indietro non si va da alcuna parte. So anche che non tutti hanno garage, colonnine, eccetera e che l'elettricità non cresce piantando un seme, eccetera. Per questo io non sono un Oxygenerator o un Trattoretto (o un AlVolantino: apropo: che fine ha fatto?), ma credo sia necessario che le cose, un po' alla volta, cambino. Anche perchè cambieranno comunque, a prescindere da quello che scrivo io. Poi, personalmente sono per GPL, gasolio, benzina, metano, elettrico, idrogeno, flatulenze di vaacca. Tutto.
Ritratto di FabioB73
15 aprile 2026 - 16:04
Capisco il punto, ma quella “tranquillità” sull’elettrico secondo me è più emotiva che concreta. Temere che un giorno possa mancare il gasolio, ma sentirsi sereni con un’auto che dipende da rete, infrastrutture, filiera industriale, batterie e geopolitica, non è uscire da una dipendenza: è sceglierne un’altra. Sul “le cose cambiano un po’ alla volta” sono d’accordo. Su una cosa no: qui troppo spesso non stiamo vedendo un’evoluzione naturale, ma una direzione spinta, raccontata come inevitabile e moralmente superiore. Io non contesto l’elettrico in sé. Contesto la favola secondo cui sarebbe la destinazione obbligata, razionale e universale per tutti. Pluralità di soluzioni, sì. Pensiero unico travestito da progresso, no.
Ritratto di Quello la
15 aprile 2026 - 17:39
Mi piace, sto Fabio! :-)
Ritratto di Stefanoderossi
14 aprile 2026 - 10:09
Prendi una CHR e falla ancora più brutta, se possibile
Ritratto di Vate
14 aprile 2026 - 10:17
Chissà perchè alcuni ce la mettono tutta per non vendere.
Ritratto di alvolanaftonee
14 aprile 2026 - 10:42
4
Vendite allo 0%... Evidentemente a Nissan non gli è bastata la batosta presa con i flop dell'elettrico di Micra e Ariya, ne vuole pure un terzo. D'altronde non c'è Due senza Tre Ahahahahahahahahahahahaha
Ritratto di Euro7
14 aprile 2026 - 11:16
Pensa che felici quelli che erano in dubbio (magari potendo ricaricare da casa) e si son fatti convincere dal benzinaio di fiducia a non prendere una bev.. e hanno ordinato una ibrida... oggi .. che fegato grosso che avranno... :-)
Ritratto di Mroro2
15 aprile 2026 - 21:16
Dimentichi la quarta la nuova leaf altro flop
Ritratto di MS85
17 aprile 2026 - 11:42
Ariya si è effettivamente schiantata. Ma Leaf non hanno ancora iniziato a consegnarle, quindi difficile capire se stiano vendendo o no. Micra hanno appena iniziato e in nord Europa alcuni mercati stan vendendo più Micra che Renault 5. Dubito le venderanno in Italia, anche perché proprio non si vendono elettriche, ma dipende anche dal tipo di peso del singolo marchio. In alcuni paesi Renault pesa come Nissan in Italia ad esempio.
Ritratto di Mbutu
14 aprile 2026 - 10:54
Io apprezzo sempre molto le forme coraggiose ...che dire, qui di coraggio ne hanno messo a secchiate e tutto insieme. Ecco, mi piace il colore.
Ritratto di 02-0xygenerator
14 aprile 2026 - 11:05
Molto molto “strana”. Interessante per questo. Anche se a prima vista, di fatto, non ci sono più i finestrini laterali…….
Ritratto di marcoveneto
14 aprile 2026 - 11:15
Oddio forme coraggiose e full electric. Non so quanto successo avrà considerando che già l'attuale ha un po' stufato. Esteticamente ci vedo CH-R al laterale, Ypsilon nei fanalini anteriori, Junior nella fascia nera posteriore. Ah e anche qui manca una foto dettagliata del posteriore. E se i fanali principali saranno quelli sotto...be mi pare una posizione davvero infelice...
Ritratto di Gordo88
14 aprile 2026 - 12:49
1
Ovviamente sono quelli sotto..:))
Ritratto di marcoveneto
14 aprile 2026 - 15:16
Chissà nella fascia nera sopra cosa ci hanno ricavato...forse le frecce?
Ritratto di Ultimojedi
14 aprile 2026 - 11:16
Non amo i crossover, però questa sarebbe carina... se ci si vedesse qualcosa. Da dentro suppongo si guardino le telecamere, perché finestrini non ce ne sono.
Ritratto di nik66
14 aprile 2026 - 11:18
si può mettera la faccina di whatsapp che vomita verde?
Ritratto di ziobell0
14 aprile 2026 - 11:36
e gniente, hanno visto la CH-R e si son posti l'obiettivo di riprendersi lo scettro dell'auto più mostruosa del creato
Ritratto di Me stesso
14 aprile 2026 - 11:43
E fa sempre più schifo. La nissan può anche chiudere, nessuno piange.
Ritratto di FabioB73
14 aprile 2026 - 11:49
massì dai ... chi se ne frega dei finestrini, roba da dinosauri, meglio telecamere e 4 paddoni a disposizione degli astronauti a bordo, uno a testa! Tanto si sa che se si rompono le telecamere o i paddoni, si trovano anche al mercato rionale al prezzo di un rotolo di carta igienica. Finalmente hanno fatto auto belle e soprattutto funzionali, economiche da acquistare e soprattutto mantenere! ne compro due!
Ritratto di Road Runner Superbird
14 aprile 2026 - 12:24
Solo a me ricorda una Puma computerizzata? Ahahah.
Ritratto di Gordo88
14 aprile 2026 - 12:39
1
Ci riprovano cone fu per la prima juke ma non credo che gli andrà benissimo.. certo che ne hanno di fegato per proporre una roba del genere
Ritratto di Robby96
14 aprile 2026 - 12:48
Sembra una roccia con le ruote
Ritratto di Rapidmarco
14 aprile 2026 - 12:56
Spero sia uno scherzo
Ritratto di Volandr
14 aprile 2026 - 13:16
Non vedo le mitragliatrici. Escono a comandi dalla carrozzeria?
Ritratto di 02-0xygenerator
15 aprile 2026 - 11:30
:-))))) però la trovo interessante. Sicuramente diversa dalle altre auto.
Ritratto di ALBARCA
14 aprile 2026 - 14:03
1
Sempre più ninja e brutte le giapponesi. Peccato !!!
Ritratto di giocchan
14 aprile 2026 - 14:27
Sembra la Suzuki E-Vitara dell'altro articolo... e no, non è un complimento...
Ritratto di Newcomer
14 aprile 2026 - 15:16
La svolta elettrica ha inizio? In Europa è già passata e non se n’è accorto nessuno, parco circolante di fatto inesistente nei principali paesi
Ritratto di Scarpuz_24
14 aprile 2026 - 16:40
Ma che schifezza... non che la precedente fosse un bello spettacolo
Ritratto di Alexspc79
14 aprile 2026 - 16:48
54
Auto tutta a spigoli
Ritratto di lucio204
14 aprile 2026 - 17:24
Credo che Nissan possa tranquillamente lasciare l'Italia, a sto punto non ci mancherà...
Ritratto di Mroro2
15 aprile 2026 - 21:18
Ma anche l’Europa direi
Ritratto di serginolatino
14 aprile 2026 - 17:25
Linee fortemente personali - mi viene in mente uno di quegli aerei invisibili ai radar - che se confermate nel modello di serie potrebbero condizionare le vendite. Sarei curioso di vederla dal vivo, magari in colorazione meno "spinta". Solo elettrica già nel 2027 é una bella scommessa.
Ritratto di THORO
14 aprile 2026 - 18:07
posteriore Alfa Romeo Junior. Anteriore, con quei fari di profondità orribili stile citroen C3 con sopracciglia annesse dei fari diurni. Non mi piace
Ritratto di Lomax
14 aprile 2026 - 18:08
No perché adesso pare che l'elettrico sia di nuovo dietro l'angolo per via delle questioni che si sanno. La psicologia delle masse non è intelligentissima, le questioni non si risolvono coi tiggì, rotti e corrotti; né in un verso né in quello opposto.
Ritratto di Bernardo11884
14 aprile 2026 - 18:10
Molto carina, comunque ancora non è il modello definitivo anche se non penso che cambierà più di tanto
Ritratto di Mroro2
15 aprile 2026 - 21:13
Purtroppo è definitivo
Ritratto di Mroro2
15 aprile 2026 - 21:17
Purtroppo invece è definitiva
Ritratto di Adso da Melk
14 aprile 2026 - 18:25
Quando ti siedi all' interno e chiudi la portiera cominciano le avvisaglie della claustrofobia.
Ritratto di Marcello7
14 aprile 2026 - 19:32
Moderna e particolare
Ritratto di brunopelly
14 aprile 2026 - 19:39
Fantozzi avrebbe commentato : "per me è una ca...a pazzesca!!"
Ritratto di AZ
14 aprile 2026 - 20:47
Meglio di tante altre, ma va vista dal vivo prima di giudicare.
Ritratto di ormonello
14 aprile 2026 - 22:15
Eh beh.. modello fondamentale ed elettrico nella stessa frase.. fa già ridere così…
Ritratto di Gianni.ark
14 aprile 2026 - 22:58
Sembra una Ford Puma dopo che si è cappottata un paio di volte...
Ritratto di Al Volant
14 aprile 2026 - 23:49
A me non dice nulla, totale indifferenza. Non la vedo proprio come una auto.
Ritratto di CR1
15 aprile 2026 - 05:12
L' ispirazione era il diamante sfaccettato, il risultato è il carrozziere col rolex
Ritratto di Fulminato
15 aprile 2026 - 07:06
Il designer era un giocatore di Minecraft
Ritratto di Ercole1994
15 aprile 2026 - 08:05
Boh, sembra una tartaruga Ninja...
Ritratto di Johnny79
15 aprile 2026 - 09:10
porcheria di pessimo gusto
Ritratto di bear666
15 aprile 2026 - 09:11
una puma con gli spigoli
Ritratto di palazzello
15 aprile 2026 - 09:16
Se esce così non sarà un auto ma un quadro di Picasso che cammina e sinceramente così non la comprerei perché non mi piace dare all'occhio e poi basta na botticella e son cavoli amari....
Ritratto di Gordo88
15 aprile 2026 - 13:14
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Ma no tanto è già ammaccata di suo..
Ritratto di Gigiok
15 aprile 2026 - 11:33
Ma nooo.. si vede che è il blocco da cui ricavare poi l’auto dal pieno.. sarà molto robusta.. daranno anche una stampante 3d/uno scultore per poi ricavarne le forme che più aggradano il cliente… personalizzazione livello 2.0.. l’alternativa è farla levigare dagli agenti atmosferici (nei piazzali in cui rimarrà vedendo i commenti)… in quel blocco, vedo del potenziale..
Ritratto di MS85
15 aprile 2026 - 14:44
Comunque è divertente vedere certe dinamiche. Tutti si lamentano che le auto sono tutte uguali. Appena una esce fuori dal coro, tutti si chiedono perché non è stata fatta uguale a tutte le altre.
Ritratto di Mroro2
15 aprile 2026 - 21:09
Un altro flop una vettura orrenda e solo elettrica! Chiuderanno non ci sono speranze
Ritratto di MiloWolf83
16 aprile 2026 - 13:26
Prendi una Puma, rendila brutta et voilà
Ritratto di vroomvroom
17 aprile 2026 - 15:58
a me non piace. ho il timore che se fosse brandizzata vw, mbenz o bmw, potrebbe anche riscuotere consensi

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