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Novità per il Codice della Strada: ecco cosa cambia

Pubblicato 03 settembre 2021

Le nuove norme introducono i cosiddetti “parcheggi rosa” per le donne in gravidanza, oltre a dare maggiore potere ai Comuni per il trasporto pubblico locale. Novità anche per la targa prova.

Novità per il Codice della Strada: ecco cosa cambia

SOSTA VIETATA - È stato approvato dal Consiglio dei Ministri il DL Infrastrutture, che introduce una serie di modifiche importanti per gli automobilisti. Tra le norme che sono entrate in vigore ce n’è una specifica per regolare i parcheggi in città volta a ridurre il più possibile i casi i “sosta selvaggia” ancora troppo diffusi soprattutto nelle metropoli. Si arriva inoltre a garantire maggiore sicurezza nei trasporti con un occhio particolare nei confronti di disabili e donne in gravidanza. 

CAMBIA IL CODICE DELLA STRADA - Una delle novità più rilevanti tra quelle inserite all’interno del DL Infrastrutture riguarda l’introduzione dei cosiddetti “parcheggi rosa”, ovvero quelle aree di sosta che sono destinate in modo specifico per le donne in attesa e per chi ha un bambino che non supera i due anni di età. Ogni Comune avrà inoltre la possibilità, se lo dovesse ritenere necessario di riservare parcheggi ad hoc per i veicoli adibiti al trasporto delle persone con disabilità, oltre che per i veicoli elettrici e per quelli adibiti a carico e scarico merci. Questi potranno avere validità temporanea o permanente. Per gli irregolari le sanzioni sono state inevitabilmente rafforzate in modo tale da evitare che possano crearsi situazioni di disagio soprattutto nelle grandi città. Chi dovesse essere sorpreso mentre lascia la propria auto in un’area riservata alle persone con disabilità potrà andare incontro a una multa che va da un minimo di 168 fino a un massimo di 672 euro. I Comuni che dovessero autorizzare la gratuita alle persone con disabilità all’interno delle strisce blu nel caso lo stallo riservato risulti occupato potranno inoltre ricevere un incentivo. 

COSA CAMBIA PER I TRASPORTI - Particolare attenzione è stata rivolta anche al trasporto pubblico locale che svolge un ruolo importante soprattutto in questo periodo di ripartenza che stiamo vivendo. Quotidianamente, infatti, sono milioni le persone che utilizzano mezzi quali autobus, treni e metropolitane per raggiungere il proprio posto di lavoro o di studio ma che temono allo stesso tempo di poter essere contagiati dal Covid in caso di situazioni di sovraffollamento. È stato così stabilito che le Regioni possano utilizzare una quota delle risorse assegnate dal Governo per erogare servizi aggiuntivi. I fondi potranno essere sfruttati anche per incrementare la rete di controllo volta a verificare che i passeggeri rispettino le norme di sicurezza. È infatti obbligatorio indossare i dispositivi di protezione e fare il possibile affinché venga rispettato il distanziamento. 

NOVITÀ PER LA TARGA PROVA - Il DL Infrastrutture è intervenuto anche su una questione di cu si dibatte ormai da tempo ma che fa discutere per l’applicazione incerta da parte delle forze dell’ordine, l’utilizzo della targa prova. Questa, infatti, potrà essere utilizzata anche “per la circolazione su strada dei veicoli non immatricolati e di quelli già muniti della carta di circolazione … o del certificato di circolazione (dei ciclomotori, ndr) qualora detti veicoli circolino su strada per esigenze connesse a prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento". Anche in questo caso, come accade normalmente per le altre categorie di veicoli, resta obbligatorio da parte del proprietario sottoscrivere l’assicurazione. Non solo, “dei danni cagionati dal veicolo in circolazione di prova, anche se munito della carta o del certificato di circolazione, risponde, ove ne ricorrono i presupposti, l’assicuratore dell’autorizzazione alla circolazione di prova".





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Ritratto di offon
3 settembre 2021 - 11:39
Credevo che normavano sui monopattini, parlandosi almeno di targa e caschetti.
Ritratto di deutsch
3 settembre 2021 - 15:33
4
casco ci può stare targa... non ne vedo il senso e la fattibilità non avendo alcun tipo di registrazione e numero di telaio o indicazione del prioprietario
Ritratto di offon
3 settembre 2021 - 16:29
Nell'era digitale, col tuo smartphone che fra poco senza che gli hai chiesto niente ti farà comparire banner sulle visite mediche che ti converrebbe fare in base alla tua condizione fisica e di salute, ritieni veramente sarebbe un problema mettere una targhettina di matricola a un monopattino e associarla alla tua identità quando lo compri?
Ritratto di Andre_a
3 settembre 2021 - 17:55
9
@offon: non sarebbe un problema, ma non sarebbe neanche gratis. E con quelli già venduti che si fa?
Ritratto di offon
4 settembre 2021 - 07:22
Era il lontano 1993, i certificati erano solo cartacei e si andavano a richiedere di persona negli uffici, le radioline avevano ancora mangiacassette e lettore CD, nel portafogli si teneva la scheda per la cabina telefonica pubblica. Eppure ce l’abbiamo fatta a portare la targa su tutti i motocicli 50cc fino ad allora liberi in strada.
Ritratto di Andre_a
4 settembre 2021 - 07:58
9
I ciclomotori avevano un numero di telaio e, credo, anche un libretto di circolazione. I monopattini no, quindi a cosa la colleghi la targa?
Ritratto di offon
4 settembre 2021 - 09:05
Stai sovrapponendo diverse cose che non c’entrano niente nella loro specifica finalità d’uso, e mischiando con delle carenze d'informazione sulle singole di esse, finisci per portare a un apparente risultato che stai facendo apparire impossibile una cosa tanto semplice come identificare chi viaggia su un monopattino elettrico oggi nel 2021. 1- Il libretto di circolazione di cui parli sui motocicli fino agli anni ’90 non era nemmeno nominativo, cioè era svincolato dal padrone del mezzo, quindi targarono mezzi che di fatto non avevano un padrone ufficiale anche allora. 2- Stai insistendo che ad oggi un monopattino elettrico non abbia alcun codice seriale che lo identifichi univocamente ma ciò già solo a livello industriale-produttivo non ha alcun senso perché in caso di difettosità è lo stesso produttore che deve poter identificare univocamente il prodotto per risalire al lotto eccetera per risolvere eventuali problemi seriali. Forse non lo sai ma anche lo smartphone più scrauso da 50 euro ha un numero seriale identificativo univoco. Ma in ogni caso per quanto interessa in particolare a noi del rispettare le regole quando si circola in strada non sarebbe neanche un vincolo e te lo spiego nel punto 3 che ora ti dico 3- Ci sono parti del mondo in cui perfino le auto non hanno la targa propria che invece è personale di chi guida e la sposta di auto in auto. Lo stesso si potrebbe fare per il monopattino, ogni volta che ne usi uno devi portare ben visibile una targa così se passi col rosso, imbocchi un senso unico al contrario e altro, sarai identificabile come tutti gli altri mezzi a motore che circolano in Italia. La targa può essere benissimo la tua personale.
Ritratto di offon
4 settembre 2021 - 09:08
Poi se vogliamo barricarci dietro la scusa che una volta venduto un solo monopattino elettrico senza averlo targato ci siamo compromessi e decade per sempre fino al giorno del giudizio la possibilità di targare i monopattini elettrici, prego fate pure.
Ritratto di Andre_a
4 settembre 2021 - 09:41
9
1. certo, ma riportava le caratteristiche del mezzo, ed era un documento ufficiale dello Stato dal quale si poteva partire. 2 sicuramente ha un codice seriale, ma non un numero di telaio universale, normato e facilmente riconoscibile come quello delle automobili. 3. vero, ma richiederebbe un ripensamento della materia. Tutto questo per dirti che certamente non è impossibile targarli, ma ci vorrebbe un'elasticità tipica delle aziende, ma non degli stati. Ultimo e più importante è il fatto che non mi sembra che ci sia una volontà politica condivisa di farlo. Se anche fosse tecnicamente possibile targare i monopattini, sarei comunque contrario. Sono mezzi che secondo me devono essere incentivati, e la targa va nella direzione opposta.
Ritratto di offon
4 settembre 2021 - 10:05
Tranne il punto finale che giustamente ognuno può vederla a suo modo sulla necessità di stringere o meno le norme su questi mezzi, il resto non riesco proprio a vedere la questione. Tutta una serie di paletti che a sto punto sarebbe il caso qualcuno arrivasse e dicesse, scusate ma allora se non hanno un libretto rilasciato dallo stato che certifichi sto coso che cos'è, e non hanno un numero di telaio univoco identificativo, allora sarebbe il caso che ne bloccassimo la commercializzazione e l'uso, che stiamo facendo circolare dei mezzi motorizzati che non rientrano nemmeno nelle regole minime che i motorini avevano 70 anni fa. Capisci in che paradosso ci hai portato?
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