Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti muove il primo passo concreto verso una profonda revisione delle norme di circolazione. È stata inviata formalmente alle associazioni di categoria la bozza del nuovo Codice della Strada. Non si tratta ancora del testo definitivo bensì di un documento di lavoro destinato al confronto con gli operatori del settore.
I quali avranno tempo fino al 13 settembre 2026 per presentare le proprie osservazioni e un massimo di cinque proposte di modifica mirate. Il 14 ottobre 2026 il Governo definirà il testo finale da trasmettere al Parlamento per l'iter legislativo. Ma vediamo le novità emerse fino ad ora.
Il piano di riforma punta a snellire un testo ormai stratificato e complesso: la nuova struttura sarà articolata in soli 8 Titoli principali, nei quali verranno fissati i principi fondamentali della sicurezza stradale e della circolazione. Tutti i dettagli squisitamente tecnici ed esecutivi verranno invece demandati a successivi regolamenti attuativi. L'obiettivo dichiarato è rendere il codice più agile, moderno e facilmente aggiornabile nel tempo.
Tra le novità più attese da chi si mette quotidianamente al volante c'è la completa digitalizzazione dei documenti di guida. La bozza sancisce il definitivo superamento dell'obbligo di portare con sé la patente plastificata o la carta di circolazione in formato cartaceo. Gli organi di polizia stradale effettueranno i controlli in tempo reale accedendo direttamente alle banche dati telematiche.
Svolta digitale anche per le contravvenzioni: la compilazione dei verbali avverrà esclusivamente in formato elettronico e la notifica ai proprietari dei veicoli passerà prioritariamente attraverso la piattaforma SEND (Servizio Notifiche Digitali), riducendo i tempi di recapito e i costi di gestione.
Attualmente il sistema sanzionatorio è un labirinto di oltre ottanta diverse fasce di sanzione. La riforma propone un drastico taglio, riducendole a circa 21 scaglioni per rendere le punizioni più immediate e trasparenti.
Si afferma il principio della proporzionalità: l'importo della multa crescerà in modo sensibile al crescere della gravità dell'infrazione e del pericolo concreto generato (previste stangate per i superamenti di velocità più marcati, per i neopatentati e per i conducenti di mezzi pesanti).
La novità che farà felici i portafogli degli automobilisti riguarda però l'inflazione: viene eliminato il meccanismo di automatico adeguamento biennale delle sanzioni legato all'indice dei prezzi al consumo ISTAT.
Importanti decisioni riguardano i giovani e il mondo del lavoro. Per sostenere il settore dell'autotrasporto e favorire l'ingresso di nuove leve, la bozza prevede la possibilità di conseguire la patente B e C1 già a 17 anni (con guida accompagnata), anticipando di un anno anche l'accesso alla CQC (Carta di Qualificazione del Conducente).
Sul fronte della micromobilità e delle consegne a domicilio, invece, dovrebbe arrivare una forte stretta sulla sicurezza: per chi svolge attività di delivery su due ruote scatta l'obbligo di indossare il casco, oltre all'obbligo di targa e contrassegno identificativo sul veicolo.
Infine, per la gestione delle ZTL e dei parcheggi riservati, i Comuni dovranno obbligatoriamente aderire alla piattaforma nazionale CUDE (Contrassegno Unico Digitale Europeo per disabili).











































