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Parigi, Londra e Seoul contro l’inquinamento

30 marzo 2017

Le tre metropoli si doteranno di un sistema per classificare le auto circolanti in base alle emissioni reali, indipendentemente dalle istituzioni statali.

Parigi, Londra e Seoul contro l’inquinamento

NUOVE CATEGORIE “REALI” - Come soggetti protagonisti del C40 (Cities Climate Leadership Group) di cui il sindaco di Parigi è capofila, ieri le amministrazioni locali di Parigi, Londra e Seoul hanno definito un accordo per la creazione nelle tre rispettive città di un nuovo sistema per monitorare le emissioni reali degli autoveicoli. E va da sé che i risultati dei rilevamenti potranno essere alla base di provvedimenti delle stesse amministrazioni.

RETE DI RILEVATORI - Secondo quanto è stato comunicato, le città (per ora le tre citate, ma se ne dovrebbero aggiungersene delle altre) installeranno sulle loro strade degli strumenti automatici di rilevazione pensati per stabilire in tempo reale quali e quanti sono i livelli di inquinamento degli autoveicoli circolanti. I risultati dovranno servire per calcolare il valore medio di inquinamento dei vari modelli, ognuno dei quali sarà quindi classificato secondo livelli diversi di dannosità per l’ambiente. Essendo effettuati su strada, è evidente che i rilevamenti dovranno rispecchiare le emissioni nelle condizioni reali di utilizzo delle auto, ben diversi da quelli di laboratorio. Il progetto prevede che i risultati dei rilevamenti e quindi la classificazione dei vari modelli dovrà essere disponibile per la consultazione in Internet, addirittura entro la fine di quest’anno.

METROPOLI CONTRO TUTTI - L’iniziativa è clamorosa per diversi aspetti. Si potrà dire che è per lo meno da verificare il funzionamento di un tale meccanismo, ancorché ad occuparsene siano state chiamate due realtà qualificate, ma è evidente che la creazione del nuovo sistema rappresenta una rottura con l’attuale struttura di controllo e gestione delle emissioni e delle conseguenti politiche di regolamentazione. In pratica, con il loro accordo sovrannazionale le grandi metropoli scavalcano le istituzioni nazionali così come quella dell’Unione europea. 

NEL MIRINO ANCHE LE CASE - La decisione di procedere in questo modo non può che essere letta come una contestazione dell’opera sin qui svolta appunto da Stati e UE, da cui è derivata la situazione attuale in cui le reali emissioni dei veicoli sono pressoché ignote alle normative con conseguenti danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. Oltre che verso gli Stati, l’accordo tra le metropoli suona anche come un’accusa contro le case automobilistiche, che sullo stato incerto e a volte confusionario delle attuali normative vigenti hanno costruito le loro politiche in materia, in cui i dati di consumo e inquinamento dei veicoli per anni sono stati diffusi acriticamente, come fossero quelli reali, traendo in inganno i consumatori.

COLLABORAZIONI IMPORTANTI - L’accordo firmato da Parigi, Londra e Seoul prevede che le emissioni dei veicoli vengano rilevate da una rete di sensori collocati per strada e collegati con un sistema capace di identificare il veicolo emettitore dei gas. Tutta l’operazione sarà gestita dall’International Council on Clean Transportation (ICCT) e dalla Emissions Analytics, appunto due realtà molto qualificate in materia. In proposito, val la pena ricordare che l’ICCT è l’organismo che si occupò dei test e dei rilevamenti delle emissioni dei veicoli del gruppo Volkswagen che portarono allo scandalo Dieselgate nell’autunno del 2015. Per i promotori dell’iniziativa, la nuova classificazione “permetterà ai cittadini di conoscere finalmente l’impatto ambientale dei veicoli che comparano e che guidano”. Inoltre, il sistema “limiterà anche gli abusi constatati di alcuni costruttori che approfittano delle lacune della attuale classificazione dei veicoli”.

INIZIATIVA GLOBALIZZATA - L’idea è nata nell’ambito del C40, un organismo promosso qualche anno fa dall’allora sindaco di Londra per promuovere la lotta all’inquinamento atmosferico nelle grandi aree urbane del mondo. Il sindaco di Parigi Anne Hidalgo è l’attuale presidente del C40 e ieri ha illustrato la nuova clamorosa iniziativa. In proposito, nelle parole del sindaco Anne Hidalgo non sono mancati toni polemici contro l’Unione europea, laddove ha affermato che il nuovo sistema deve spingere le autorità europee a dotarsi di regole chiare ed efficaci, e non di norme ambigue e facili da aggirare da parte dei costruttori. 

I PRECEDENTI DI PARIGI - Va ricordato che la stessa città di Parigi recentemente ha anche chiesto all’UE di annullare il progetto di regolamento RDE relativo ai rilevamenti delle emissioni su strada, in quanto “costituisce una scandalosa rinuncia dopo lo scandalo Volkswagen”, ciò quando “la priorità dell’Europa deve essere la salvaguardia della salute dei cittadini e la lotta al degrado climatico dell’ambiente”. Va infine aggiunto che tra le altre città interessate al progetto ci sono Città del Messico, Madrid, Milano, Oslo e Tokyo. 

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Ritratto di Zot27
30 marzo 2017 - 15:17
Se funziona è fantastico
Ritratto di caronte
11 giugno 2017 - 06:30
Concordo.