Mentre la Cina diventa un terreno sempre più difficile da conquistare per le case automobilistiche occidentali, a causa soprattutto dell’ormai fortissima concorrenza dei marchi locali, un altro gigante asiatico potrebbe invece diventare più accessibile per i marchi europei. L’India e la UE hanno annunciato uno storico accordo sul libero scambio. Per le automobili, le accise scenderanno immediatamente dal 110% al 35% e al 10% nell'arco di cinque anni, con una quota annuale di 250.000 veicoli. Per i pezzi di ricambio saranno completamente abolite dopo cinque-dieci anni.
Per quanto riguarda l'UE, i dettagli negoziati saranno pubblicati a breve. La Commissione presenterà quindi la sua proposta al Consiglio per la firma e la conclusione dell'accordo. Una volta adottati dal Consiglio, l'UE e l'India possono firmare gli accordi. Dopo la firma, l'accordo richiede l'approvazione del Parlamento europeo e la decisione del Consiglio. Una volta che anche l'India avrà ratificato l'accordo, esso potrà entrare in vigore.
Con 4,4 milioni di unità vendute all’anno e una crescita prevista fino a 6 milioni entro il 2030, l’India è il terzo mercato automobilistico al mondo dopo Cina e Stati Uniti. Tuttavia, la sua industria automobilistica è stata fino a oggi una delle più protette dal governo, che attualmente impone dazi del 70% e del 110% sulle auto importate. Proprio a causa di queste tariffe, le case europee rappresentano oggi meno del 4% del mercato indiano. A dominare sono i produttori locali Mahindra e Tata, che insieme alla Suzuki detengono due terzi delle vendite.
Sebbene alcuni marchi di lusso (tra cui la BMW, l’Audi, la Volvo e la Mercedes) producano localmente alcuni dei loro modelli inviando le parti per l’assemblaggio finale (pratica del “Complete Knock Down”), beneficiando di costi inferiori, per tante case europee si potrebbero aprire le porte dell’India: ciò sarebbe valido sia per i costruttori generalisti che per quelli più esclusivi come la Ferrari o la Lamborghini, che potrebbero esportare sul mercato indiano a prezzi più accessibili.


















