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I piani della Suzuki

15 febbraio 2013

Un nuovo modello all’anno per i prossimi tre anni, tutti di dimensioni compatte come tradizione della casa.

I piani della Suzuki

RISPOSTE ALLA CRISI - Il mercato europeo negli ultimi sei mesi ha rivelato una forte propensione per i modelli compatti, cioè le citycar, le utilitarie e le berline poco oltre i quattro metri di lunghezza. Una situazione del genere è l’ideale per una casa come la Suzuki che vanta appunto una sorta di specializzazione nelle macchine di piccole dimensioni (suv a parte). La cosa trova conferma nelle ultime decisioni strategiche prese dal management.

COMINCIA DALL’ALTO - Nei programmi della Suzuki per l’immediato futuro la prima tappa riguarda la categoria delle crossover medie. La nuova proposta con cui la casa giapponese vuole conquistarsi un spazio si chiama Suzuki S-Cross. La si vedrà al prossimo salone di Ginevra e si annuncia come un modello che vuole regalare ampio spazio nell’abitacolo e tanta versatilità d’uso. L’arrivo nelle concessionarie è previsto per l’autunno di quest’anno.
 
PICCOLO È BELLO - Il secondo appuntamento con le novità la Suzuki lo dà invece per l’anno prossimo, con un nuovo modello nella categoria delle citycar, in cui vanta la casa vanta una consolidata esperienza con la Alto (e forse anche nella Splash si può vedere una personalità da citycar). 
 
 
UNA MINISUV - Un altro anno ancora e si trova nello scadenzario Suzuki un altro appuntamento: quello con una nuova suv di dimensioni compatte, come dire un modello con il quale la Suzuki metterà a frutto le sue migliori tradizioni: quella nelle auto piccole e quella dei suv molto contenuti come: viene alla mente la grande stagione del “Suzukino” che ha allevato generazioni di fans delle suv e che oggi si chiama Jimny (nella foto qui sopra). Sarà interessante vedere la direzione nella quale si evolverà questo classico della casa: resterà una piccola fuoristrada vera o, più probabilmente, diventerà una crossover con vocazione più cittadina?
 
L’EREDE DELLA SWIFT - Infine l’ultimo capitolo della pianificazione Suzuki: la categoria che per dimensioni viene indicata come quella delle utilitarie, anche se la Suzuki ci ha abituato a un approccio tutt’altro che semplicemente utilitaristico con la sua riuscita Swift. Per quest’ultima novità il rendez vous è per il 2016. 
 
 
PICCOLE AUTO PER PICCOLI CONSUMI - Lo stesso piano coniuga la stessa filosofia del “piccolo è bello” non soltanto per la praticità di guida. Grazie alle piccole dimensioni si hanno pesi contenuti, che si possono far muovere con motori che chiedono un contenuto dispendio di carburante, con conseguenti vantaggi sul piano delle emissioni di CO2. E la Suzuki non si limiterà a usare propulsori che ha già oggi a disposizione, ma svilupperà propulsori a iniezione diretta di benzina. 
 
INNOVAZIONE NEI MOTORI - Soluzioni tecniche su cui stanno lavorando gli ingegneri della Suzuki sono, oltre alla ricerca sui materiali per ridurre i pesi, la riduzione degli attriti, i sistemi di frenata rigenerativa, la trasmissione Cvt e il sistema stop&start. Per la Suzuki si tratta di un cammino già avviato, come dimostra la Alto Eco (foto qui sopra) lanciata pochi mesi fa in Giappone, un’auto che è in grado di far registrare consumi pari a 32 km/litro. 
 

 
MOBILITÀ SOSTENIBILE - Mentre saranno messe a punto e proposte le novità citate, la Suzuki conta anche di proporre una novità elettrica, la Swift Range Extender (foto qui sopra). Si potrà magari chiamare anche ibrida perché dispone anche di un motore termico, ma in realtà la marcia con la Suzuki Swift Range Extender avviene soltanto con la trazione elettrica, con l’unità termica che produce energia elettrica per far funzionare il motore elettrico. 
 
IDROGENO E IBRIDO - Un’altra direzione in cui la Suzuki è impegnata è quella del veicolo a fuel-cell (celle a combustibile) alimentate da idrogeno. Gli studi in materia sono in corso in Inghilterra dove la Suzuki ha raggiunto un accordo di collaborazione con la società inglese Intelligent Energy Holding, da cui è nata la Smile FC System Corporation creata appunto per lo studio di questo tipo di motricità. Non solo soltanto intenzioni e parole. È infatti già stato realizzato il prototipo Suzuki SX4-FCV (foto qui sotto) mosso da pile a celle a combustibile e addirittura anche uno scooter, che dovrebbe essere il primo modello del genere a ottenere l’omologazione europea. E per finire nella lunga lista di attività della Suzuki non manca il discorso dell’ibrido, sperimentato in vari modi e su diverse ipotesi di veicolo.
 
 




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Ritratto di Jinzo
15 febbraio 2013 - 12:55
gli italiani nn capiscono una cippa...prova quest ultima strategia e se nn va vendi fuori dall'europa, sicuramente avrai piu soddisfazioni....se fosse per gli europei e sopratutto italiani solo la bmw esisterebbe
Ritratto di gilrabbit
15 febbraio 2013 - 17:59
A parte le piccole fuoristrada, il resto della produzione Suzuki è fotocopia di Opel e Fiat per la 4X4. Stando così le cose perchè comprare una Suzuki quando si può prendere una Corsa o un'Agila o una Sedici? Se uno fa questo ragionamento non è certamente uno stupido. Un mio vecchio socio più anziano mi diceva sempre: "Se vuoi morire affogato scegli il mare perche se ti affoghi in una pozzanghera gli altri ti prendono in giro"!!!! Eccoo perchè uno dovrebbe scegliere tra quelle 2/3 case e fermati lì! Altre scelte aumentano solo i costi di gestione e costruzione. Se fosse per me il mercato si fermerebbe ad un totale di 10 modelli e sicuramente non ci sarebbe crisi!!
Ritratto di SteHM
18 febbraio 2013 - 22:03
cosa stai dicendo è chiaro che alcune auto sono uguali!!! cosa le chiami FOTOCOPIE a fare?!?!?! se sono stati fatti degli accordi con le altre case automobilistiche è chiaro che l'auto venga fatta uguale e solo il marchio e in alcuni casi il motore sia diverso...allora le macchine tipo toyota ft-86 e subaru brz sono fotocopie?!?!?!? oppure la volskwagen up e la seat mii?!?!?! dai non dire cavolate la suzuki è una casa seria e affidabile che non copia da nessuno...fa solo accordi con altre case (come anche gli altri) e vengono fatte auto uguali che vengono costruite alcune volte negli stessi stabilimenti quindi non non è detto che i costi di gestione aumentino!!! poi secondo te scegliendo solo 10 modelli non ci sarebbe crisi ahahah ma dai la crisi c'è da tutte le parti e non solo nel settore dell'automobile e non si risolverebbe soltanto diminuendo i modelli di auto...il tuo raginamento secondo me è sbagliato comunque questo è il mio parere e ognuno è libero di pensarla come vuole!! ;)
Ritratto di gilrabbit
20 febbraio 2013 - 13:19
Capisco che ognuno voglia stare sul mercato ma i numeri sono numeri. Fare macchine, trasportale, venderle e assisterle ha un costo. Un mio conoscende AD di una nota casa non ha saputo rispondere alla mia domanda su quanto costasse una macchina in origine. Il fatto che non mi abbia risposto e il fatto che non si venda più nulla con consegente chiusura di molti concessionari è figlia di queste mancate risposte. I cittadini sono stanchi di essere presi per il naso da questi mercanti e iniano a guardare agli effettivi bisogni e relativi costi. Quindi resto del parere più che personale che 4 marchi con una decina di modelli ognuno riuscirebbero tranquillamente a coprire il mercato europeo ed è ciò che accadrà in futuro ricalcanto ciò che è già accuduto tra gli anni 50 e 70 con la sparizione di decine di marchi oggi solo sui libri di storia. Altrimenti con questa corsa del tutti contro tutti e con il cannibalismo interno si va solo verso il fallimento perchè se arriva un cinese con una macchina discreta a 10.000 euro li fa chiudere tutti come accaduto in altri campi come elettronica e elettrodomestici.
Ritratto di clips12
15 febbraio 2013 - 16:04
Suzuki casa seria ed affidabile
Ritratto di Limousine
15 febbraio 2013 - 21:32
Quoto la tabella di marcia che si è programmata la Suzuki per il suo rilancio commerciale in grande stile. L'ho già detto e lo ribadisco: Suzuki ha tutte le carte in regola per far bene e proporre prodotti validi pure per la più esigente Europa. Già l'imminente crossover sembra molto promettente in tal senso, con un look che pare davvero adeguato e piacevole. Ci si attende lo stesso pure per le eredi di Alto, Splash, Swift e Jimny! Ovvero design personale e piacevole (dentro e fuori l'abitacolo), cura costruttiva adeguata e di buon livello e dotazioni d'avanguardia. SENZA TRASCURARE una maggiore attenzione all'adozione di propulsori a gasolio più potenti e prestanti degli attuali. Buon lavoro Suzuki!!!
Ritratto di Massimo126
16 febbraio 2013 - 09:03
...ma Suzuki SX4-FCV non è 4x4,solo anteriore tutto qui...pazienza!!! a me mi piace 4x4 con orginale GPL!! tutto qui...mo ho comprato altro modello subaru XV c'è orginale GPL!! ciao
Ritratto di giovanni56
16 febbraio 2013 - 20:41
ha un non so che di Audi Q5
Ritratto di hornet72
18 febbraio 2013 - 18:03
Cè da dire che la Suzuki nel corso degli anni or sono ha fatto passi da gigante, nel vero senso della parola! Gli europei stanno a guardare, mentre i Jap, gia dagli anni 90 avevano Suv, e da un decennio la Suzuki se non mi sbaglio ha iniziato con la Santana e poi la Jimny, due piccole fuoristrada abbordabili in tutto, capaci da far piacere anche al pubblico femminile. Con la Swift e Splash i numeri parlano chiaro. Anche la Ignis ha avuto un discreto successo, insieme alla Vitara vecchia e nuova. Complimenti a Suzuki, avanti cosi. Approposito, molti criticano la Nissan Juke ed è al numero uno di vendite delle suv compatte, mentre la Renault Koleos è cessata la produzione da un anno, oltre tutto fatta in Korea, saluti e baci.
Ritratto di gilrabbit
20 febbraio 2013 - 13:29
Se leggi sopra in merito ai troppi modelli ho scritto sul cannibalismo in casa. Perchè la Juke vende e porta reddito alla casa? Perchè è unica e non ha concorrenti. Perchè Koleos non ha venduto? Perchè in casa Renault si è spinto per il Quasquai accantonando la Koleos volutamente tenuta a przzi più alti e con un motore 2000 cc. Quindi secondo il mio parere la Juke e la Quasquai coprono benissimo il loro segmento e chi tenta di rincorreli o fa magre figure oppure deve accontentarsi delle briciole. Ecco perchè asserisco che la salvezza del mondo auto passa per la chiusura di marchi e la riduzione drastica di modelli con le singole case che si specializzano in determinati modelli per un determinato targhet. Ricordate el marche dei telefonini? Oggi sono 2 e agli altri le briciole. I televisori? oggi è uno e agli altri le briciole. Conviene lavorare per le briciole? Conviene a Suzuki tenere in piedi una rete vendita in italia ed europa in genere per vendere 4 macchine che poi sono le fotocopie di altre? Se gli conviene che ben vengano.
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