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C’è ottimismo in casa Opel

15 marzo 2013

Il nuovo boss della casa tedesca è convinto che entro pochi anni l’azienda che dirige sarà fuori dalle secche in cui si trova da più di dieci anni.

C’è ottimismo in casa Opel

OLTRE LE DIFFICIOLTÀ - La crisi non passa, ma il vento può cambiare. Pare essere questo l’approccio del nuovo CEO (amministratore delegato) della Opel, Karl-Thomas Neumann (foto qui sotto). Il boss della casa tedesca parte del colosso General Motors ha espresso il suo piglio determinato, se non ottimistico, argomentandolo concretamente: “Siamo supportati dalla casa madre di Detroit, non solo per far fronte alla situazione debitoria ma anche, e soprattutto, per gli investimenti necessari per avviare nuovi modelli. Non avrei accettato questo incarico se non fossi stato convinto della possibilità di portare l’Opel fuori dalla crisi”.

LE MOSSE STRATEGICHE - E bisogna dire che la visione fiduciosa di Neumann - ex top manager del gruppo Volkswagen - non manca di argomenti. Sul piano dell’organizzazione interna, è recente l’accordo con i sindacati per il piano di ristrutturazione (ancorché nei giorni scorsi ci siano state delle prese di posizione sindacali rivendicanti maggiore chiarezza sulle prospettive per il personale dello stabilimento di Bochum, dopo la programmata chiusura fissata per il 2016). E già questo è un elemento importante. 
 
LE CARTE VINCENTI - Ma fattore sicuramente più incoraggiante è l’esito dei tre nuovi modelli proposti dalla Opel. Se quello più recente - la cabriolet Cascada (foto più in alto) - è un modello che non è pensabile arrivi a realizzare grandi numeri di vendita, sebbene il successo ottenuto al salone di Ginevra sia comunque importante, molto concreti sono gli esiti commerciali che stanno avendo la piccola suv Opel Mokka e la citycar Opel Adam.
 

Opel Adam.
 
IL SUCCESSO VIENE DAI NUOVI PODOTTI - E la fiducia ingenerata da queste tre novità fa da volano all’ottimismo per le future novità della marca, che sono parecchie. Lo stesso Neumann ha sottolineato che sono ben 23 le nuove proposte previste da oggi al 2016. Questo, assieme a un’azione di revisione al ribasso dei costi di produzione. Quest’ultimo aspetto si basa su due tipi di intervento: la riduzione delle capacità produttive inutilizzate (e in ciò conta molto l’intesa con i sindacati per la chiusura di Bochum), e il congelamento dei salari fino al 2016. La strategia di Neumann e il suo ottimismo hanno questi due elementi come fondamenta. Non a caso le previsioni fatte dai vertici Opel fissano per metà decennio (praticamente tra un paio d’anni scarso) il raggiungimento del “pareggio” di bilancio, e magari qualcosa di più.
 
CONVINTI E DETERMINATI - Motivata la propria fiducia con questi semplici e chiari argomenti, Neumann tiene anche a sottolineare che per la riuscita degli ambiziosi piani di recupero, è determinante un cambio di mentalità all’interno dell’azienda. Significative le sue parole pronunciate al salone di Ginevra parlando con l'agenzia Reuters: “Spero che non abbiate più visto gli uomini Opel con lo sguardo basso, mentre recitano parole di commiserazione. Perché deve essere chiaro a tutti che la Opel è in una fase di attacco, e l’atteggiamento di tutti deve essere appunto d’attacco”.
 

Opel Mokka.
 
UNA GRANDE SFIDA - Con questo approccio e con i programmi di prodotto accennati, Neumann conta di porre fine al periodo buio della Opel, che nell’ultimo anno ha comportato ancora una perdita di 1,8 miliardi di dollari, che portano a 18 miliardi le perdite accumulate dalla fine degli Anni 90. Dal punto di vista dei conti, un primo passo avanti è stato compiuto con il taglio di 300 milioni di dollari all’anno alla voce costi fissi e con la riduzione della forza lavoro di circa 2.600 persone. E i programmi economici dell’attuale management contano su un’altra riduzione di 500 milioni di dollari entro il 2015. Per quanto concerne il 2013 le previsioni sono di un ulteriore arretramento generale del mercato europeo, in cui però la Opel manterrà la propria quota, con perdite economiche molto inferiori a quelle del 2012.
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Ritratto di prinz4ever
16 marzo 2013 - 09:48
3
non puo' certo presentarsi dicendo che non migliorea' la situazione dell' azienda. Sembra una presentazione copia incolla. Sul piano pratico mi sa che il trend opel seguira' qullo degli ultimi 10 anni. Non e' un marchio premium, e' un generalista che ha la concorrenza in casa della chevrolet. Mi sa che Gm debba tagliare la testa al toro malato.
Ritratto di fabri99
16 marzo 2013 - 20:59
4
Appunto. La GM si è trovata davanti questa decisione: tagliare la testa al toro malato, oppure cercare di risanarlo??? Hanno, per fortuna, scelto la seconda, avviando Opel verso un marchio quasi premium, un po' come Volkswagen, Citroèn DS, Alfa e Lancia, piuttosto che farlo continuare contro Chevrolet e le coreane, ad esempio, che non sono premium... Questo dovrebbe fare PSA: mantenere Citroèn DS come quasi lusso e diminuire un po' Peugeot, facendola arrivare ad essere non premium, con prezzi più bassi... O il contrario.
Ritratto di prinz4ever
17 marzo 2013 - 02:51
3
Visto dalla parte dei lavoratori, e' una giusta scelta, vista dalla parte di un' azienda, di chi fa imprenditoria, e' una scelta un po' strana, senza sapere cio' che ci puo' stare dietro, a rigor di logica, solitamente un ramo d'azienda che per 10 anni produce perdite, viene tagliato. Detto questo, vorrei addentrarmi nel discorso, premium/generaliste, perche' secondo me, rispetto a qualche anno fa, e' cambiato il senso, mi spiego meglio, al giorno d'oggi il cliente ha esigenze diverse rispetto a 10/15 anni fa', questo grazie ai progressi della tecnica ma non solo, anche a livello qualitativo e di comfort, ora quelle che una volta erano generaliste hanno una qualita' costruttiva e materiali che una volta erano riservati a vetture di prestigio. Ecco quindi che una peugeot, una opel, faranno molta fatica, ad imporsi come premium, perche' offrono uguali qualita' delle concorrenti generaliste (esempio a caso la vw) tenendo conto anche che per fare un salto di percezione da parte del cliente ci vogliono anche vent'anni, i conti in perenne rosso delle 2 case ad esempio non lo permettono (salvo continui aiuti di stato). queste sono le mie perplessita' riguardo Gm e Psa, a voler dirla da appassionato, sono case alle quali stanno a cuore i prodotti, mentre ad esempio Fiat (non la sto criticando, anzi) ha messo, per il momento, davanti ai prodotti, i profitti, che poi saranno utilizzati per fare i prodotti. Tra le due scelte di strategia, penso che quella che paghera' sara' quella della fiat.
Ritratto di fabri99
17 marzo 2013 - 10:22
4
Capisco che intendi, ma trovo la scelta di Fiat piuttosto egoista... Infatti, il Gruppo Fiat sembra dire "la nostra barca(Europa) sta affondando, ma noi abbiamo chiamato i nostri amici(Gruppo Chrysler, di proprietà Fiat, che così può espandersi in USA) per salvarci... Mi dispiace Renault, PSA, Opel e company, ma noi scappiamo e vi lasciamo qui ad affondare con la vostra barca(l'Europa) invece che aiutarvi a rifarla navigare...". E' un ragionamento giusto: lì c'è crisi e quindi andiamo di là... Certo, ma lì in Europa, c'è della gente che ci vive, quindi è in crisi. Se tutti se ne vanno in cerca dell'oro americano, o brasiliano che sia, e ci lasciano qui ad affondare senza alcuna possibilità di redimersi, che succede?! Affondiamo tutti, che è quello che sta per accadere: per questo sostengo chi cerca, piuttosto invano, di ritirar su l'Europa... Capisco che non è per amor dei suoi cittadini, ma perchè non può fare altro(sì, PSA c'è anche in Cina, Brasile eccetera, ma non è conosciuta in America e quindi c'è ben poco da espandere, devono accontentarsi dell'Europa e, visto che non possono andare altrove, cercano di ritirarla su...), però i cittadini europei, se le marche europee cercano di salvare la situazione, sono "felici". Ok, Fiat ha acquistato Chrysler, anche se non del tutto, ma non per questo è americana... Anzi: il mega albero, come tu lo hai definito, GM è in tutto il mondo, più o meno, ma pur essendoci crisi, i marchi europei, non potendo fare altro, li mantiene in Europa, piuttosto che tagliarli... Se fossi GM comunque, anche io tenterei di tagliare il rametto malato e continuare, per il momento, timidamente in Europa con Chevrolet. Ovviamente, quando dico tagliare Opel, non intendo farla fallire come altri marchi GM, ma venderla... Ai cinesi per esempio, che sembrano farne buon uso(vedi Volvo)... Ciao ;)
Ritratto di Gino2010
18 marzo 2013 - 16:51
avrei solo corretto la frase:"mi dispiace renalut,psa ecc ma noi scappiamo ecc e vi lasciamo affondare ecc" nella seguente:"mi dispiace renault,psa ecc E POPOLO ITALIANO ED ITALIA,ma vi lasciamo affondare ecc ecc".Ah dimenticavo.Melfi chiuderà per certo quest'anno ed aprirà tra due anni dopo la ristrutturazione.Naturalmente mentre la chiusura è certa la riapertura è condizionata all'erogazione di contributi.Scommettiamo?
Ritratto di fabri99
18 marzo 2013 - 16:56
4
Perciò ho parlato di Europa, ma in effetti è come dici tu... Ciao ;)
Ritratto di Fabry81
16 marzo 2013 - 23:03
2
Spero davvero che riescano a risollevarsi anche se ho I miei dubbi, dovuti non ai loro nuovi modelli, che sono uno piú bello dell'altro, ma alla situazione del mercato dell'auto che é davvero disperata (sopratt in Italia dove il colpo di grazia lo ha dato il Governo ladro), cmq in bocca al lupo!
Ritratto di cris25
17 marzo 2013 - 13:17
1
alla OPEL che in tempo di crisi mi sembra una delle poche case automobilistiche a prendere in mano la situazione cercando di soddisfare i clienti nel miglior modo possibile... concordo con voi, oggi il mercato dell'auto è triste rispetto al recente passato ma spero vivamente che l'OPEL , con i suoi modelli (attualmente è l'unica casa che sforna auto belle,sportive e innovative) possa ribaltare questa situazione. Un in bocca al lupo alla casa tedesca ;)
Ritratto di Giuss
18 marzo 2013 - 12:59
Credo di leggere un sacco di sciocchezze ( e chiedo scusa per questo mio punto di vista). Ma che Opel aiuti l'Europa o gli europei non si può sentire! Avete letto l'articolo? 2.600 lavoratori a casa, blocco dello stipendio fino al 2016 e uno stabilimento a rischio chiusura! Questo è aiuto? 18 MILIARDI di Euro di rosso!!! Previsioni loro di vendita in negativo anche per il 2013! Ma come credono di risanare? vendono le case degli operai?Ma dai! L'UNICA (ma quando mai!) ad avere modelli belli sportivi e innovativi? ma le leggiamo le riviste o no? o consideriamo facelifts innovazione? La realtà è che Opel ha sempre vissuto all'ombra della concorrenza e non sarà per niente facile rimetterla in sesto (salvo aiuto statali, o peggio europei).