La Land Rover ha diffuso le prime immagini della Range Rover Sport Electric (nelle foto). Basata sulla piattaforma MLA, la vettura monta due motori elettrici sviluppati internamente che erogano fino a 550 CV e 850 Nm di coppia, consentendo uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 4,4 secondi e una velocità massima di 210 km/h.
La batteria ha una capacità utile di 118,5 kWh per un’autonomia stimata di circa 600 km. In fuoristrada, la gestione elettronica istantanea sostituisce riduttori e bloccaggi dei differenziali. Il peso è di circa 2.700 kg. Secondo il costruttore il comfort, la silenziosità e le capacità off-road saranno di altissimo livello.

Cinque anni. Tanto è durata la “gestazione” della Range Rover elettrica che sbarcherà nelle concessionarie italiane entro la fine del 2026. La prima auto a “pile” della casa inglese promette doti di guida paragonabili a quelle dell’ibrida leggera con il V8 benzina. “Vista la direzione intrapresa dall’industria automobilistica, sapevano che prima o poi un’auto elettrica di grosse dimensioni la Land Rover avrebbe dovuto farla”, spiega in una nostra intervista esclusiva Lynfel Owen (nella foto qui sotto), responsabile dello sviluppo della Range Rover e della Range Rover Sport.
Una laurea in ingegneria meccanica all’Università di Nottingham e una passione per le auto d’epoca e il fuoristrada che lo accompagna tanto nel lavoro quanto nella vita, Owen è entrato alla Land Rover nel 2001, ma le 4x4 della casa di Gaydon le ha nel cuore sin da ragazzino. Questione di imprinting: “Sono cresciuto in una fattoria nelle campagne del Galles del nord e la mia prima auto è stata una Land Rover Series II”.

Oggi però l’azienda è cambiata molto. Le fuoristrada “dure e pure” sono sparite ormai da un pezzo e il focus è più che mai orientato al lusso.
“È vero, ma è anche vero che le Land Rover sono sempre state signorili e la Range Rover è la più signorile delle Land Rover. Sin dalla prima serie del 1970, è sempre stata uno status symbol. Un simbolo di benessere economico e di posizione sociale elevata, certo, ma anche un simbolo di robustezza concreta. Con l’elettrica non cambia nulla: il fatto che vada a corrente non deve fare pensare che non sia una Range Rover al 100%”.
La Range Rover è la prima Land Rover elettrica: siete partiti da un foglio bianco o avevate già un’idea di quali fossero i puntini da unire?
“Da zero non siamo partiti perché la Range Rover oggi in vendita ha una piattaforma “flessibile”. Quando abbiamo progettato l’auto, sapevamo che ne avremmo ricavato una versione a batteria. Se avessimo tentato di fare un’elettrica sulla base del modello precedente, per capirci, avremmo riscontrato difficoltà molto maggiori. Per arrivare preparati a questa nuova sfida, comunque, in questi anni ci siamo “allenati” con le varianti ibride ricaricabili della Range Rover e della Jaguar E-Pace (le due case fanno parte dello stesso gruppo, ndr). Inoltre, abbiamo riconvertito un capannone della fabbrica di Solihull per assemblare le batterie”.

Sarà proposta in versione elettrica anche la Range Rover Sport. Vent’anni fa era una baby Range Rover, mentre oggi è più corta di appena 10 cm rispetto alla “sorella” maggiore. Così non rischiano di “pestarsi i piedi”?
“Effettivamente, in proporzione, la Range Rover Sport è cresciuta molto di più nelle dimensioni rispetto alla Range Rover. Restano tuttavia due auto ben distinte e che si rivolgono ad automobilisti molto diversi. Il passo (la distanza tra i centri delle ruote, ndr) non cambia, ma la Sport ha una taratura delle sospensioni più sportiva ed è più agile in curva. La “sorella” maggiore, dal canto suo, offre più spazio per i passeggeri posteriori e accessori e finiture degne di una limousine”.
Il marketing promette un comfort da prima della classe sull’asfalto e faville nel fuori strada. Sarà così nonostante il peso extra dovuto al pacco batterie?
“Cercherò di dare un parere da ingegnere, e non da progettista della Land Rover. Va da sé che un V8 resta un V8, con la sua spinta e il suo sound possenti. Bisogna però considerare che il peso dell’elettrica in fin dei conti non sarà molto più elevato di quello delle ibride, senza contare che la maggior silenziosità si traduce in un comfort superiore sull’asfalto. Quanto al fuori strada, con le molle ad aria è possibile alzare l’auto a 26,2 cm da terra, più di tante fuoristrada tradizionali. I motori a corrente e la loro raffinata gestione elettronica, poi, semplificano parecchio la vita sui terreni difficili: senza cambio, riduttore e frizione, la risposta dell’auto è più rapida, e su fondi ad aderenza quasi nulla come il ghiaccio controllare eventuali sbandate è meno impegnativo”.

Seppur elettrica, insomma, sarà una Range Rover con tutti i crismi?
“Su questo non c’è alcun dubbio. Se così non fosse stato, d’altronde, non l’avremmo mai fatta. Ed è anche per questo che abbiamo deciso di non differenziarla più di tanto dalle versioni ibride. A guardarle, sono pressoché identiche: cambiano solo le feritoie più strette nella mascherina e i cerchi in lega, ridisegnati per ridurre la resistenza aerodinamica e, al contempo, consentire di rimuovere facilmente eventuali residui di fango dopo aver guidato in fuori strada”.


