FRODI A VALANGA - Associazione a delinquere, truffa, falsa testimonianza e riciclaggio legati al settore Rc auto: sono i reati ipotizzati a vario titolo nei confronti di 49 indagati a Napoli, con 18 avvocati agli arresti domiciliari. Che, come riporta il Corriere della Sera, hanno inventato 2800 sinistri in un anno, per ottenere risarcimenti. Per avere il rimborso in fretta, le cause riguardavano solo danni ai veicoli, e non alle persone: rimborsi non di valore troppo alto, così che le compagnie (ignare della frode) fossero indotte a risarcire in fretta, pur di non sobbarcarsi i costi delle controversie legali. La banda criminale, per rendere i sinistri più credibili, coinvolgeva anche falsi testimoni: 100 euro per ogni “aiutino”.
LA QUESTIONE MERIDIONALE - La piaga delle truffe Rc auto al Sud (specie a Napoli e a Caserta), organizzate da pochissime persone, è da tempo denunciata dall’Ania (l’Associazione delle assicurazioni): frodi che sono gli automobilisti onesti a pagare, ossia la stragrande maggioranza dei cittadini. I costi per i risarcimenti vengono spalmati sulla collettività: chi è in prima classe di merito e non ha mai causato incidenti, comunque paga prezzi esorbitanti. Ecco perché il vicepremier Luigi Di Maio preme: vuole “Rc auto più eque al Sud”. AlVolante.it ne parla qui. Ma, se la manovra 2019 del governo imponesse Rc auto meno costose al Sud, le assicurazioni potrebbero alzare le tariffe al Nord. Così da riequilibrare i conti.










































