Dopo Mobilize, il cui termine delle attività è stato annunciato alla fine dello scorso anno (qui la notizia), la Renault cancellerà a luglio 2026 anche Ampere, la divisione dedicata esclusivamente ai veicoli elettrici e allo sviluppo dei loro software. Che sarà riportata all'interno del Gruppo. Lo affermano fonti giornalistiche e sindacali, che sottolineano come il nuovo ceo François Provost, entrato in carica in estate dopo l’addio a sorpresa di Luca de Meo, stia cercando di semplificare le attività della casa automobilistica.
Il nuovo amministratore delegato avrebbe presentato ieri un piano di consolidamento ai sindacati, che non prevede la perdita di posti di lavoro per gli attuali 11.000 dipendenti di Ampere. Secondo il quotidiano economico francese Les Echos, qualsiasi impatto sul numero dei dipendenti sarà attenuato da un piano di pensionamento anticipato che il gruppo ha annunciato alla fine del 2025.

Quando Luca de Meo aveva annunciato la nascita di Ampere nel novembre del 2023 (qui la notizia) aveva promesso che l’unità avrebbe reso più democratiche le auto elettriche in Europa, nell’ottica di arrivare a vetture a batteria che avessero lo stesso prezzo di quelle con motori a combustione.
Il gruppo Renault fissava per Ampere obiettivi finanziari ambiziosi, tra cui oltre 10 miliardi di euro di fatturato entro il 2025 e il pareggio di bilancio nel 2026, per arrivare nel 2031 a un fatturato di 25 miliardi e un margine operativo superiore al 10% a partire dal 2030.
Nel 2024 Ampere avrebbe dovuto diventare un’azienda quotata, tuttavia la Renault decise di rimandare lo sbarco in Borsa, in quanto le condizioni di mercato non erano in quel momento soddisfatte. Con l’abbandono della quotazione, secondo quanto riferito dalle fonti alla Reuters e a Les Echos, la struttura parallela è diventata superflua all’interno del gruppo.























































