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Renault: nel 2020 perdite per 8 miliardi

Pubblicato 19 febbraio 2021

Nel 2020 il Gruppo Renault ha registrato un passivo record, con un crollo delle consegne del 21,3% a quota 2,95 milioni. Ora bisogna invertire la tendenza.

Renault: nel 2020 perdite per 8 miliardi

IN SOFFERENZA - La crisi economica, conseguenza della pandemia, ha colpito fortemente l’Europa e il Gruppo Renault (che comprende i marchi Renault, Dacia, Lada, Alpine e Renault Samsung) è uno di quelli che ha sofferto di più vista la sua dipendenza dal Vecchio Continente: ecco perché ha registrato forti riduzioni di vendite e fatturato con conseguenti perdite record. Contingenze che sono leggermente migliorate nel secondo semestre del 2020, grazie alla ripresa del mercato.

QUANTO PESA LA NISSAN - Nello specifico, nel 2020 il Gruppo Renault ha consegnato 2,95 milioni di veicoli, in diminuzione del 21,3% (perdita contenuta al -6,8% nel secondo semestre), con un calo del fatturato del 21,7%, pari a 43,5 miliardi di euro (nel secondo semestre, la perdita si è fermata all’8,9%). A seguito di questi risultati le perdite complessive nel 2020 sono state di 8 miliardi di euro (660 milioni nel secondo semestre), un risultato addirittura peggiore rispetto a quello previsto dagli analisti, che si erano “fermati” a 7,85 miliardi di euro (141 milioni le perdite del 2019). In questo contesto hanno inciso molto i risultati della Nissan, di cui Renault detiene il 44,3%, che ha rappresentato quasi 5 miliardi di euro delle perdite complessive, la maggior parte delle quali accumulate durante il primo semestre. Fattori contingenti che hanno portato la Renault a bruciare cassa per 4,55 miliardi. 

ORA LA RICOSTRUZIONE - Al nuovo amministratore delegato Luca de Meo, che recentemente ha presentato il nuovo piano industriale Renaulution (qui e qui per saperne di più), spetterà quindi l’arduo compito di tirar fuori il Gruppo Renault da questa situazione, facendo fronte, oltre all’incognito della pandemia, anche alla carenza di fornitura delle componenti elettroniche. Il piano punta a garantire un margine operativo di oltre il 3% entro il 2023, in grado di arrivare al 5% entro il 2025. La “ricetta” di de Meo prevede di puntare sui modelli in grado di generare maggiori profitti, e di ripristinare una migliore collaborazione con Nissan. Il manager italiano dovrà inoltre far per forza i conti con la prevista razionalizzazione, che inciderà anche sugli impianti produttivi. E congiuntamente deve rassicurare lo Stato francese, maggior azionista di Renault, sul mantenimento dei posti di lavoro.

IL PROBLEMA DEI CHIP - Il Gruppo Renault ha già raggiunto il 60% dei 2 miliardi di euro previsti per il taglio dei costi. Mentre la società ha sottolineato che il problema di approvvigionamento chip (qui per saperne di più) potrebbe tagliare la sua produzione di auto di circa 100.000 veicoli quest'anno.





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Ritratto di Giuliopedrali
19 febbraio 2021 - 19:01
Io farei tabula rasa dei modelli Renault attuali, cioè a parte Clio (forse) e Captur + Zoe toglierei per il momento tutto il resto: zavorra e inizierei al più presto con le R4 R5 elettriche ed altri modelli totalmente nuovi che di Renault degli ultimi anni non abbiano più niente, tanto cos'hanno da perdere se stanno perdendo 8 miliardi, ottime prospettive vedo per Dacia e Lada, la Dacia ha la Sandero che senza dire niente a nessuno è diventata l'esempio per tutte le utilitarie di oggi.
Ritratto di desmo3
19 febbraio 2021 - 19:12
6
per fortuna che non è lei a decidere
Ritratto di Giuliopedrali
19 febbraio 2021 - 19:24
Ho semplicemente riportato quello che farà De Meo forse esagerando solo sull'eliminiazione di quasi tutti i modelli zavorra di gamma alta Renault, il suo piano mi trova d'accordo al 100% e mi entusiasma, vedrete Dacia e Lada che gatte da pelare per Jeep (che poi Jeep in Europa è già pochissimo venduta).
Ritratto di Vincenzo1973
19 febbraio 2021 - 20:50
Mi stavo preoccupando della mancanza nomina di jeep che infatti è terrorizzata dall'offensiva Renault. Jeep fa utili e aumenta le vendite, Renault il contrario ma per poco... Ormai i giorni sono contati per la povera Américana. Socccombera sotto i colpi della captur e quelli infernali di Dacia e Lada chr gli ruberanno clienti in modo inesorabile
Ritratto di Vincenzo1973
19 febbraio 2021 - 20:52
Vorrei tanto conoscere uno che prende in considerazione Lada, Dacia e Jeep contemporaneamente. Sembra la pubblicità del detersivo di qualche anno fa: signora se mi da la sia Jeep le do due Lada o due Dacia. E la signora rispondeva: no grazie mi tengo il mio. La signora era sveglia infatti
Ritratto di Giuliopedrali
19 febbraio 2021 - 21:40
Vincenzo mi pare che lei se ne intenda ben poco di auto in generale, scusi ma Jeep a parte in Italia manco è mai arrivata in Europa, guardi Dacia solo 15 anni fa una stra perdente marca romena solo per i romeni meno abbienti cosa ha combinato in Europa, e il SUV Dacia è già uno straordinario successo europeo, Lada costruisce già oggi un 4x4 migliore di tutte le Jeep della categoria, solo che ha 40 anni... Lo sa immaginare il futuro.
Ritratto di Voltaren
20 febbraio 2021 - 01:04
@Pedrali: lei risponde ai blogger sul design che non si intendono didesignm sulle analisi di mercato che non si intendono di mercato, sulle macchine che non si intendono di macchine, frattempo è preso in guro da tutti. Questi i dati di fatto Mi domando: si rende conto della sua scempiaggine?
Ritratto di Vincenzo1973
20 febbraio 2021 - 07:50
Pedrali Lada è pratriamente inesistente come marchio. Vende solo in Russia e ip fantomatico 4x4 non regge il confronto con una panda 4x4 prima serie, che ho avuto e di cui conosco le doti. Dacia vende solo in Europa e vende la metà di quello che Jeep vende nel mondo, circa 2 milioni di auto e con un margine su ogni auto notevole e non è una low cost. Una Renegade costa il doppio di una duster e nessuno acquirente prenderebbe in considerazione entrambe le auto o l'una o l'altra senza togliere nulla alla Dacia. Il suo non è futuro è solo una serie di commenti senza filo logico
Ritratto di zioesse
20 febbraio 2021 - 08:13
Scritto sotto. il margine è del tutto differente ed prorpio quello che cercano tutti i costruttori oggi perchè fare volumi a vuoto si sono accorti che non rnde
Ritratto di Giuliopedrali
20 febbraio 2021 - 09:40
Ma non capite che il programma è proprio disintegrare Jeep con Dacia e soprattutto Lada, bene Lada ha solo la Niva (hai detto niente) di 44 anni fa che non è venduta in Europa, ma anche Dacia pochi anni fa non era venduta in Europa occidentale, oggi fa piangere tutto il settore economico... Che poi manco servirebbe affrontare Jeep in Europa che in Europa le Jeep sono rare.
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