Renault Clio: parla chi l’ha disegnata

9 ottobre 2012

Laurens van den Acker, lo stilista che ha firmato la nuova Clio, svela i retroscena che hanno portato alla nascita della piccola Renault e parla dei piani futuri della casa francese.

Renault Clio: parla chi l’ha disegnata

All’incontro organizzato con i giornalisti italiani al Salone di Parigi, Laurens van den Acker (foto sopra insieme alla Clio wagon) si presenta con un completo grigio e un paio di squillanti scarpe rosse. L’accostamento è  sbarazzino e fuori dagli schemi, ma da uno stilista è normale aspettarsi un pizzico di originalità. L’olandese, infatti, è il numero uno dello stile di casa Renault; per la precisione, è vicepresidente del corporate design, e riferisce direttamente all’amministratore delegato, Carlos Tavares. Guardandoci intorno, poi, capiamo che quel tocco di rosso non è legato solo al gusto di van den Acker, ma vuole richiamare il colore di gran parte delle vetture che popolano lo stand del costruttore francese: sono esemplari della nuova Clio, la prima auto di serie che adotta in pieno il nuovo stile della Renault, sviluppato da van den Acker e dai suoi collaboratori e che era stato anticipato da prototipi come la DeZir e, in parte, dalla Twingo rinnovata (ne avevamo parlato qui). Ma lasciamo allo stilista olandese il compito di parlare della nuova “quattro metri”. 

Renault clio sportour parigi 2
Una famigliare dall'immagine sportiva: è la Clio Break.

Sentimento e ragione
“La Clio è stata sviluppata e nasce in un periodo non propriamente facile, di crisi economica generalizzata, e anche per questo motivo abbiamo cercato di creare una vettura che regali emozioni, che faccia sognare, pur mantenendo un’apprezzabile praticità. Per definire il concetto, potrei dire che la Clio è un’auto francese, e i francesi si pongono un po’ a metà tra la passionalità dei popoli del sud dell’Europa, come gli italiani, e la fredda razionalità tipica dei tedeschi. Ecco, in fase di progetto abbiamo voluto unire questi due mondi, che io sintetizzo con i termini bellezza e cervello. La bellezza si riferisce alle forme semplici e arrotondate, ma ravvivate da macchie di colore molto nette, come gli inserti alla base della fiancata o la mascherina; decisamente particolari sono anche i fari, che formano uno sguardo espressivo. Complessivamente, si tratta di forme che non esito a definire umane e sensuali, e che richiamano quelle del prototipo DeZir. Quanto al cervello, basta pensare ai motori tecnologicamente avanzati, come il tre cilindri turbo a benzina (vedi il primo contatto qui), e all’R-Link, un sistema radio-navigatore-Bluetooth con un grande schermo a sfioramento di 7” e comandabile anche a voce.”
 

Renault clio parigi 2
Una Clio nello stand della Renault al Salone di Parigi.
 

Al primo posto, la linea
Alla domanda se la nuova Clio non sia fin troppo giovanile per essere apprezzata dai clienti del precedente modello, molto più tradizionale, van den Acker risponde con i numeri. “Quando si disegna una nuova vettura, prima di dare il via definitivo al progetto vengono fatte delle verifiche, per capire se piace o meno. Ebbene, il 70% delle 300 persone che l’hanno vista in anteprima (150 proprietari di una Clio terza serie e 150 no) l’hanno apprezzata; si tratta di una percentuale elevata.” E cosa pensa van den Acker della Clio della serie precedente? “Era un’auto valida, che andava benissimo, ma non è stata apprezzata appieno. Pensiamo che all’origine di questo successo un po’ mancato ci sia proprio lo stile. L’auto era stata disegnata dall’interno verso l’esterno. Con questo, voglio dire che la linea e le sue proporzioni erano venute come conseguenza delle esigenze di spazio; piuttosto alta, la Clio dava anche l’idea di essere poco piantata per terra. Noi abbiamo scelto il percorso contrario: abbiamo cercato innanzitutto delle forme piacevoli, riducendo l’altezza, creando delle spalle più forti nella zona posteriore, posizionando le ruote a filo della carrozzeria invece che spostate verso l’interno. Così, la linea è sicuramente più fluida. Inoltre, grazie alla riprogettazione di tutta la vettura, non abbiamo dovuto rinunciare allo spazio.” A proposito, qui a Parigi c’è anche la versione wagon,  praticamente definitiva. Pare ben proporzionata, il che non accade spesso tra le famigiliari di queste dimensioni…  “Sì, siamo molto soddisfatti del risultato”, risponde compiaciuto van den Acker. “Forse siamo stati aiutati dalla scelta di fare una coda completamente diversa da quella della berlina.”
 

renault_clio_4_interni_1.jpg
Gli interni della nuova Clio.

Niente tre porte, grande risparmio
Per la prima volta, non ci sarà una Clio con tre sole porte. Perché? “Data la linea filante che abbiamo ottenuto, e grazie anche alle maniglie posteriori nascoste dietro il finestrino, non avrebbe avuto senso fare una versione con tre sportelli”, afferma convinto lo stilista. “Non saremmo riusciti a ottenere una maggiore sportività. Inoltre, così risparmiamo parecchio: lo sviluppo della tre porte, infatti, avrebbe comportato notevoli costi supplementari, per un’auto che comunque si sarebbe dovuta vendere a un prezzo inferiore.” 

Renault clio design bozzetti 13
Quattro generazioni della Clio a confronto.

Dacia e Renault: due strade ben distinte
Nello stand della Dacia, marchio low cost della Renault, debutta la Sandero profondamente rinnovata. Ne è altrettanto soddisfatto? “Sì, sono fiero del fatto che la Sandero e la Clio, auto delle stesse dimensioni e provenienti dallo stesso costruttore, siano completamente diverse l’una dall’altra”, risponde van den Acker. “Del resto, abbiamo prestato molta attenzione al proposito, e si tratta di un discorso che varrà anche per i modelli futuri. Le Dacia, vetture che puntano sulla sostanza, devono avere forme razionali, e dare un’idea immediata di robustezza; le Renault, invece, devono riuscire a regalare emozioni. Inoltre, i nostri piani per gli anni a venire prevedono una differenziazione ancora maggiore, perché con il marchio Renault svilupperemo una o due linee di prodotto che si posizioneranno sopra i modelli normali: quella del lusso, che è già una certezza, e quella della sportività.” Cosa significa nello specifico? Nasceranno nuovi modelli? “Per il lusso, continueremo a utilizzare il marchio Initiale (in questo momento riservato alla grossa monovolume Espace, ndr) per contraddistinguere allestimenti particolarmente curati e ben rifiniti, estendendolo anche ai modelli più piccoli; inizieremo nel 2013, proprio con la Clio. L’altro filone, quello della sportività, potrebbe vedere la rinascita del marchio Alpine; dico potrebbe, perché il programma non è ancora confermato (vedi anche qui). 

Aggiungi un commento
Ritratto di manof71
9 ottobre 2012 - 15:50
Chi l'ha disegnata ha avuto solo un icubo la notte tutto qui. Quando gli hanno detto il giorno prima devi disegnare la nuova clio ha avuto un incubo ed ecco il risultato.
Ritratto di ralcoralco
12 ottobre 2012 - 23:59
sono belle entrambi .Bisognerebbe capire solo se c,è un,auto che non produce incubi. o magari l'incubo sei tu
Ritratto di giuggio
9 ottobre 2012 - 16:13
a me piace... più la break a essere sincero
Ritratto di sadilore
10 ottobre 2012 - 16:16
Sono d'accordo, ma vorrei chiedere allo staff di Al Volante se è in programma una versione turbo con alimentazione a metano. Grazie, Santino.
Ritratto di tony74
9 ottobre 2012 - 16:32
Mi sembra ben riuscita come linea...interessante
Ritratto di francesco alfista
9 ottobre 2012 - 17:29
della Dezir...allora si che era "emozionale"!!
Ritratto di MatteFonta92
9 ottobre 2012 - 17:50
3
L'auto mi convince, dietro forse è un po' anonima, ma davanti è molto grintosa e gli interni hanno fatto un grosso passo avanti rispetto alla Clio III. Complimenti a van den Acker.
Ritratto di nello13
12 ottobre 2012 - 14:55
7
invece...da possessore FIERO della Clio III dico che questa è si bellissima esteticamente (ma nemmeno la mia è da buttare) però gli interni,seppur con forme moderne sono degni di una Dacia!!! Plastiche pessime,rigide,sbavature evidenti nelle plastiche (e non guardando con attenzione,proprio evidenti!!!)... La mia Clio III era un passo avanti nei materiali e negli accoppiamenti,anche se secondo molti aveva delle forme ''dimesse'' era qualitativamente superiore... E poi i motori (1.5 dCi e 1.2 16V) e gran parte della piattaforma e molti dettagli e comandi interni sono ripresi pari pari dalla mia... P.s. parlo perchè ho fatto il test drive (un pò di km con la nuova) e invece la Clio III la guido da Giugno 2011,acquistata nuova e ci ho fatto 31.000km... (entrambe con il motore 1.5 dCi)
Ritratto di MatteFonta92
13 ottobre 2012 - 12:25
3
Davvero gli interni sarebbero così scadenti, qualitativamente? Io per la verità non l'ho mai vista dal vivo, ma rimedierò appena possibile. Esteticamente sono più belli della Clio III, ma se davvero sono fatti così male, allora...
Ritratto di nello13
13 ottobre 2012 - 16:54
7
sempre da che Clio III valuti...a me i miei piacciono...la Clio III ha mille facce negli interni,tantissimi colori per console/bocchette (azzurro,argento satinato,grigio antracite,beige,ecc...) e poi dipende se è molto ricca o no...per esempio la mia è davvero ricca,ci ho messo tutto quello che potevo mettere come optional apparte sensori di parcheggio (inutili a mio avviso in un'utilitaria) e il doppio tetto apribile in cristallo,bellissimo ma iper caro! (880€ se non sbaglio!) La Clio IV è d'impatto solo se colorata (rosso,blu) negli interni,ma quella in nero è di una tristezza e poi la mia aveva le plastiche soft touch (slush) ed era una delle migliori della categoria all'epoca per le plastiche,questa è poco meglio della Dacia Sandero... ma più che le plastiche rigide ormai presenti su molte utilitarie recenti (Ford Fiesta,Seat Ibiza,Opel Corsa,Chevrolet Aveo,Toyota Yaris) mi ha fatto rimanere di stucco la presenza di sbavature sulla plancia EVIDENTI stando seduti al posto guida!!! Vabbè che è una delle prime prodotte quella che ho provato io,però... Io della Clio III sono più che soddisfatto perchè pur avendo 21 anni ho guardato alla sostanza e non solo all'apparenza,anche se pure quella nel mio esemplare non manca! :D La Clio III era migliore oltre che negli interni,nella soglia di carico del baule,nella visibilità,nello spazio in altezza ai posti posteriori,nella dotazione di serie,nel prezzo... Che dire la linea della nuova è bella,ma io mi tengo stretta la mia che tra l'altro rimane in produzione come la nuova Clio Storia e la chiameranno Clio Collection! P.s. ecco gli interni della mia: http://www.auto-sep.com/Renault-Clio-20th_6.jpg e ti metto anche gli esterni: la mia è identica: stesso colore e stessi cerchi in lega! http://documents.secondamano.it/imgauto/20120717/au/1/54a339de-c60a-4850-829c-fee02d2e31d8_det.jpg
Pagine