La superstrada Firenze-Pisa-Livorno (Fi-Pi-Li), tra le più trafficate del Centro Italia, è stata scelta per il debutto di una tecnologia che promette di rivoluzionare i controlli stradali. Si chiama SafeDrive ed è un sistema sviluppato dall’italiana Sodi Scientifica: attraverso telecamere ad alta risoluzione e led infrarossi, controlla contemporaneamente entrambe le direzioni di marcia, garantendo immagini nitide giorno e notte. Non si tratta del classico autovelox fisso che legge solo la targa: qui l’occhio elettronico è in grado di scrutare dentro l’abitacolo per scovare le distrazioni dei conducenti.

Grazie ad algoritmi di visione artificiale, SafeDrive va a caccia delle infrazioni più pericolose e diffuse. In particolare, individua se il guidatore utilizza lo smartphone manualmente per telefonare senza vivavoce, scambiarsi messaggi o scorrere i social. Inoltre, l’intelligenza artificiale “vede” se il conducente (o il passeggero anteriore) viaggia senza la cintura di sicurezza.
Ma le sue potenzialità non finiscono qui: con la lettura automatica delle targhe, il sistema è in grado di verificare se il veicolo è in regola con l’assicurazione RC Auto e la revisione. La tecnologia è in grado di monitorare più corsie in parallelo e la sua efficacia è garantita fino a una velocità di 150 km/h.

Una tecnologia così invasiva ha già acceso il dibattito sulla riservatezza a bordo. Gli esperti però rassicurano: la tutela della privacy è garantita dal pieno rispetto delle normative vigenti. Prima di salvare le immagini, SafeDrive applica una procedura automatica che provvede a oscurare e sfocare i volti di tutti gli occupanti del veicolo.
Inoltre, l’aspetto più confortante per gli automobilisti è che, in questa fase di sperimentazione, il dispositivo non fa multe: i dati servono per il momento solo a testare sul campo l’efficacia degli algoritmi. A frenare le sanzioni c’è anche il quadro normativo italiano, che per l’uso del cellulare o il mancato uso delle cinture prevede la contestazione immediata. In futuro, SafeDrive potrebbe segnalare l’infrazione a una pattuglia vicina, pronta a fermare il trasgressore.











































































