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Marchionne: per il settore auto è arrivata la resa dei conti

28 settembre 2010

In occasione dell'assemblea annuale dell'Anfia, l'amministratore delegato della Fiat ha ribadito che bisogna intervenire presto: la situazione è “estremamente seria”. In Italia il settore auto vede impiegate 1,2 milioni di persone.

UN MESSAGGIO CHIARO - “Per l'automobile, a livello mondiale, è arrivata la resa dei conti e la situazione in cui ci troviamo, in Italia, è estremamente seria”. Sono queste le parole  che ha usato Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, per iniziare il suo intervento durante l'assemblea generale dell'Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) che si è tenuta ieri.

NUMERI PREOCCUPANTI - Un messaggio forte, supportato dai dati riportati dall'Associazione: nei primi 8 mesi del 2010 il mercato auto si è contratto del 2,5% rispetto al 2009, con un crollo a "doppia cifra" dal mese di aprile, quando si è esaurito l'effetto degli incentivi 2009: c'era tempo fino a marzo per immatricolare le auto ordinate nel 2009. Nel solo mese di agosto le immatricolazioni sono scese del 19,3% (qui per saperne di più). E, secondo le previsioni, il 2010 si chiuderà con circa 1,9 milioni di auto immatricolate, molto sotto la media degli ultimi 10 anni di 2,25 milioni.
 

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TANTI POSTI DI LAVORO - Numeri preoccupanti se si considera che, come ricorda Eugenio Razelli, presidente dell'Anfia, il settore auto in Italia vede impegnate circa 3.500 aziende e 1,2 milioni di addetti: ovvero un lavoratore su 20. La settimana scorsa, anche la Federauto, associazione che rappresenta le 3800 concessionarie italiane,  aveva denunciato la difficoltà di oltre 1.000 aziende che entro la fine dell'anno potrebbero chiudere lasciando a piedi 45.000 lavoratori (leggi qui per saperne di più).

UNA PESANTE PASSATO - Come in precedenti occasioni, Marchionne ha voluto sottolineare che si è giunti a un punto di non ritorno, dove bisogna avere “l'onestà intellettuale per riconoscere quello che non funziona e trovare il coraggio di cambiarlo per andare avanti. Non possiamo nasconderci che il nostro Paese soffre, da molti anni, a causa della debolezza della sua struttura industriale”. Perché, a determinare questa situazione, secondo Marchionne sono proprio “la somma delle non-scelte del passato; la mancanza di condizioni di competitività minime, specialmente nel Mezzogiorno; un livello di investimenti esteri che è il più basso d'Europa; il numero crescente di imprese che chiude o abbandona l'Italia”.

UNA GRANDE OPPORTUNITÀ
- Un insieme di problemi, precisa Marchionne, che costringe a reagire prima che sia troppo tardi: “la scelta che si impone oggi è tra fingere che vada tutto bene oppure intervenire per assicurare al nostro Paese la capacità di competere in un mondo globale. Da ciò che decideremo dipende il nostro futuro”.

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Ritratto di carlo1967
28 settembre 2010 - 12:00
il mercato e' ormai saturo. Occorre prenderne atto. Nuovi possibili crescite in Asia , Cina , Brasile. In Europa non credo , meno che mai in Italia a fronte del sempre piu risicato valore d'acquisto delle retribuzioni. Saluti.
Ritratto di Gipo
28 settembre 2010 - 14:56
Avendo a che fare con un paese nel quale spadroneggiano ottusi integralisti politici, pelosi integralisti religiosi, mafiosi, massoni, lobbisti, corporativisti, castari, criccari, traffichini, furbetti del quartierino, un paese che ha un debito pubblico per il 50% in mano a creditori esteri, che da anni ha raggiunto cifre iperboliche e che da anni continua ad aumentare vertiginosamente; ecco, avendo a che fare con un paese con questo profilo, senza nemmeno conoscerne il nome, fossi un investitore, lo lascerei immediatamente perdere.
Ritratto di money82
28 settembre 2010 - 13:51
1
Cose che si sapevano già dall' anno scorso quando lo stato (noi) aveva rilasciato gli econincentivi alle case automobilistiche...Se la fiat non sta dentro ai costi non è un problema della gente, perchè ammette pubblicamente questa cosa? Io non ho nessuna intenzione di mantenere i 10 milioni di euro all' anno allo stipendio di Marchionne...facciamo una cosa? Abbassiamo il tuo stipendio da 10 Milioni a 50 mila euro, abbiamo già recuperato 9 Milioni e 950 mila euro...poi si vedrà. E come secondo consiglio rivedete l' intera gamma, oltre alla 500 e alla panda (dai 60 anni in su) gli altri modelli non si salvano, molto meglio la concorrenza.
Ritratto di liinkss
28 settembre 2010 - 16:59
9
alziamo lo stipendio della gente a 50 mila euro, e vedrete che risolviamo i problemi di consumo ^_^
Ritratto di Gipo
28 settembre 2010 - 19:16
...infatti un aiuto lo stato lo dà sempre, basta saperlo accettare. Ne sono fulgido esempio le migliaia di padri di famiglia chiusi negli ipermercati, faticosamente piegati su tavolini, seggiole, panche, portavasi, appoggi improvvisati, a grattare forsennatamente. A terra decine e decine di cartoncini a celebrare un tragico carnevale senza stagione, né scopo. Più che coriandoli, quei cartoncini mi sembrano fazzoletti d’un funerale; quello della ragione, dello stato sociale, della democrazia.
Ritratto di marcopera
28 settembre 2010 - 13:52
tra la crisi e la sovraproduzzione ( nel mondo si costruiscono 90 mln di auto quando il mercato ne richiede 60) non mi stupisce che tutto il sistema sta andando a scatafascio
Ritratto di Chicolatino
28 settembre 2010 - 14:52
che puoi finire come Profumo; le auto non sono baguette e non la si compra tutti i giorni, il problema non é la quantita ma la qualità....ma di questo non parli mai!!!!!!!
Ritratto di wiliams
28 settembre 2010 - 18:25
Questa non è una crisi della FIAT,questa è una crisi che riguarda tutto il settore auto a livello mondiale!!!!!!!Gli puoi dare anche una G.PUNTO con finiture MERCEDES e affidabilità TOYOTA ma se le persone non hanno soldi non comprano un bel nulla!!!!!!!!!Viviamo in un clima di grande incertezza economica,prima di cambiare auto uno ci pensa bene,è inutile cambiare auto se poi magari ti mettono in cassa integrazione o peggio perdi il tuo posto di lavoro,chi la paga poi la macchina nuova?Berlusconi?Senza contare poi che in ITALIA ci sono gli stipendi quasi più bassi d EUROPA!!!!Altro che qualità.................!!!!
Ritratto di money82
28 settembre 2010 - 20:01
1
Diciamo che certi marchi sentono molto di più la crisi e fiat è uno di questi...credo che l' amico chicolatino intendesse dire questo. Evidentemente se il popolo preferisce acquistare altre auto un motivo di fondo ci sarà, diamo atto a marchionne che ha rilanciato la fiat con la 500 e la panda? Bene ma il resto della gamma ? La croma, la qubo, la sedici, l' idea, la multipla...no comment
Ritratto di maverick1980
28 settembre 2010 - 17:29
Si può anche parlare di qualità dell'auto ecc , ma il vero problema a mio parere sta nel mondo del lavoro che non cresce!è inutile stare a discutere di Fiat Renault e tutte le altre case quando poi al momneto dell'acquisto non si dispone della liquidità necessaria !ci sono troppi precari , stipendi da fame , chi ha una famiglia prima di investire minimo 20000 euro per l'acquisto di un auto ci pensa su un paio di volte!che inizino ad abbassare i prezzi , e cambiamo la politica del lavoro: se una persona sul lavoro si fa valere , va premiata con uno stipendio adeguato e un contratto a tempo indeterminato!la flessibilità sul lavoro è una grandissima cavolata!
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