Dopo la Golf e la T-Roc, il sistema full hybrid del Gruppo Volkswagen (qui per sapere come funziona) debutta su un modello non appartenente alla casa di Wolfsburg e lo fa su una delle vetture di maggior successo tra le flotte e le famiglie: la Skoda Octavia.
Sia la berlina sia la Wagon sono infatti disponibili anche con la tecnologia ibrida non ricaricabile nelle varianti da 136 e 170 CV, entrambe basate sul motore a benzina 1.5 TSI. Le nuove varianti saranno disponibili per l’ordine a partire da metà ottobre negli allestimenti Executive, Style e Sportline, con le prime consegne previste a partire da gennaio 2027.

Il motore a turbo a benzina delle Skoda Octavia full hybrid ha 130 CV o 150 CV, mentre i motori elettrici sono identici per entrambe le versioni. La batteria di trazione ha una capacità lorda di 1,6 kWh e mantiene automaticamente il livello di carica compreso tra il 40% e il 90%.
La “pila” è posizionata al di sotto del bagagliaio, sacrificando quindi la capacità complessiva del vano: sulla Octavia Wagon si arriva fino a 485 litri con tutti i sedili in posizione, che diventano 1.540 abbattendo il divano (sulle altre versioni i valori sono rispettivamente di 640 e 1.700 litri).

Il sistema full hybrid della Octavia combina due motori elettrici, il 1.5 TSI Evo2, un cambio automatico a rapporto fisso e una frizione che collega il motore termico alle ruote anteriori. Il motore elettrico ausiliario funge da generatore e avviatore, mentre quello principale gestisce la trazione e il recupero dell’energia.
Il sistema passa automaticamente tra marcia elettrica, ibrida in serie e ibrida parallela: per un massimo di 2 km può procedere solo a batteria, in serie il termico alimenta il generatore (soprattutto sotto i 60 km/h), mentre nel funzionamento in parallelo il motore a benzina muove direttamente le ruote con supporto elettrico, soluzione più efficiente al di sopra dei 60 km/h.




























