Il full hybrid della Volkswagen: ecco come funziona

Motori
Pubblicato 01 luglio 2026

Anche il Gruppo Volkswagen ha il suo ibrido full, il tipo più efficiente fra i non ricaricabili da una spina. È in arrivo per molti modelli.

golf t roc full hybrid 1

CI SONO ARRIVATI 30 ANNI DOPO

Ci sono diversi tipi di auto ibrida, come spieghiamo approfonditamente qui. Le uniche in cui la capiente batteria si ricarica anche via cavo sono le plug-in. Nelle altre la corrente è fornita solo da un generatore, azionato durante i rallentamenti (“trascinato” dalle ruote”) o dal motore a benzina.

Le full hybrid hanno una batteria ad alta tensione che alimenta una (o più) unità elettriche da molte decine di cavalli; inventata dalla Toyota trent’anni fa, questa tecnologia è stata a lungo trascurata dalle case europee, che hanno puntato sulle mild hybrid (a 12 o 48 volt e con unità a corrente poco potenti) o sulle elettriche.

Ma le cose cambiano: il Gruppo Volkswagen ora presenta un suo full hybrid che sarà utilizzato in molti modelli (a differenza di quello studiato per la suv Touareg nel 2010: una 3.0 V6 da 379 CV).

SCHEMA COLLAUDATO

Il sistema è simile a quello di alcune giapponesi, che però utilizzano un motore a benzina di grande cilindrata anziché un’unità più piccola e rinvigorita dal turbo. L’ibrido della casa tedesca arriverà su molte auto medio-grandi con motore trasversale del gruppo: parliamo di quasi 30 modelli, alcuni molto venduti anche in Italia, come la Golf.

DUE UNITÀ ELETTRICHE E NESSUN CAMBIO

sistema full hybrid volkswagen 1

Nel disegno qui sopra, il motore elettrico [A]; una seconda unità [B] permette di generare corrente e riavvia il 1.5. Entrambe sono alloggiate nel carter [C] sul quale è montata l’elettronica di controllo [D] . Non c’è il cambio: al suo posto, un riduttore [E] che integra una frizione per collegare il quattro cilindri direttamente alle ruote quando viene richiesto dal software.

BATTERIA “AL FRESCO”

sistema full hybrid volkswagen

Nel disegno qui sopra, il 1.5 [1] è davanti. La “pila” [2] da 1,6 kWh (0,64 utilizzabili) pesa 48 kg, è raffreddata a liquido ed è sotto il divano; sotto il baule il serbatoio della benzina [3] (40 litri).

A ZERO EMISSIONI FINO A 55 KM/H

sistema full hybrid volkswagen 1

Il 1.5 ha 150 CV (o 131, nella versione con 136 CV combinati). Già montato in molti modelli, il quattro cilindri con turbo a geometria variabile lavora anche col ciclo Miller: le valvole di aspirazione vengono chiuse in anticipo, per introdurre meno aria e sprecare meno energia nel pomparla. Sparisce la disattivazione automatica della metà dei cilindri, presente sui 1.5 non full hybrid.

sistema full hybrid volkswagen 2

Si marcia in elettrico col 1.5 spento fino a 55 km/h e se sono richiesti meno di 20 CV. Quando la batteria è scarica o serve più potenza, il 1.5 aziona il generatore di corrente, che alimenta il motore elettrico (funzionamento “in serie”). Oltre questa velocità, in base ai cavalli richiesti, una frizione può connettere alle ruote anteriori il quattro cilindri, che lavora da solo o affianca l’ elettrico nella spinta (“in parallelo”): cresce l’efficienza complessiva.

SI INIZIA DA DUE MODELLI

golf t roc full hybrid

Due le versioni del full hybrid, diverse solo per il software della centralina e per i dati combinati: 136 CV e 288 Nm di coppia motrice o 170 CV e 310 Nm. La più potente debutta già a fine 2026 nelle Volkswagen T-Roc e Golf. Tutte le auto costruite sulla piattaforma MQB-Evo possono ospitare questa meccanica: dalla Tiguan alla Seat Leon, passando per la Cupra Formentor e le Skoda Octavia e Kodiaq. Per loro, l’arrivo è atteso nel corso del 2027.

QUALCUNO CI AVEVA GIÀ PENSATO

Il sistema riprende la disposizione degli organi meccanici adottata nelle più recenti plug-in mediograndi come la Tiguan. L’idea di connettere direttamente il motore termico alle ruote per migliorare il rendimento complessivo in certe condizioni, come quando si marcia a velocità costante, non è però nuova. Fanno così anche le full hybrid della Honda (come la CR-V) e le plug-in della Mitsubishi quali la Eclipse Cross (non più in vendita in Italia) e la Outlander.



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Ritratto di Alexspc79
1 luglio 2026 - 17:27
14
Non doveva fallire?
Ritratto di Demetrio_
1 luglio 2026 - 18:00
non oggi, diciamo tra qualche anno se non si danno una svegliata. questo motore già riconosce quale deve essere il trend attuale e lo insegue. Dovranno però tornare leader tecnologici, come gli altri marchi europei. Altrimenti sempre meno persone compreranno auto "vecchie" a costi maggiori delle cinesi. In Europa (e in Italia nello specifico) non abbiamo grandi risorse se non i cervelli, vediamo di non perdere il primato almeno in quello.
Ritratto di RaptorF22Stradalee
2 luglio 2026 - 07:30
Peccato che non hanno piu il cambio DSG , adesso guidarle per lunghi tratti potrebbe risultare noioso :(
Ritratto di Flynn
1 luglio 2026 - 17:29
3
Sulla carta non sembra affatto male, quanto meno la complicanza non è cosi esasperata . Aspettiamo la resa,
Ritratto di ALBARCA
1 luglio 2026 - 17:35
1
Troppo tardi. Honda e Toyota hanno secoli di esperienza ed affidabilità assoluta.
Ritratto di FG
1 luglio 2026 - 17:36
Quindi hanno copiato quanto fatto da HOnda e Mitsubishi, solo con un motore termico diverso. Mi aspettavo molto di meglio...
Ritratto di Ale94
1 luglio 2026 - 17:39
Hanno dormito in Volkswagen ma buongiorno!
Ritratto di Volpe bianca
1 luglio 2026 - 17:45
In grandissimo ritardo
Ritratto di Demetrio_
1 luglio 2026 - 17:57
a me pare identico al superhybrid di BYD o di Omoda/Jaecoo (gruppo Chery). L'unica differenza è l'utilizzo del turbo che aiuta a mitigare alcuni limiti del ciclo Miller come il fatto che l'aspirazione duri meno, ripristinando una maggiore quantità di aria grazie all'aumento di pressione. L'espansione rallentata del ciclo Miller (per "raccogliere" più energia) invece favorisce un raffreddamento dei gas agevolando il turbo stesso e quindi l'uso di pressioni maggiori, è un win-win. L'adozione del turbo cmq comporta dei costi aggiuntivi, giustamente bilanciati dalla mancanza di un cambio vero e proprio. Speriamo introduca una nuova tendenza, perché su strada poi l'idea di BYD e Chery non si traduce in consumi migliori nettamente rispetto alle concorrenti nonostante l'efficienza della parte termica (agevolata dal regime di rotazione costante e ottimale).
Ritratto di giocchan
1 luglio 2026 - 18:28
Il grosso vantaggio di BYD è la maggiore semplicità costruttiva... segare un cambio doppia frizione è una bella differenza (sia al momento dell'acquisto dell'auto, che di affidabilità / manutenzione straordinaria)

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