Stellantis chiude l’esercizio 2025 con un bilancio che segna uno spartiacque nella storia del gruppo. I risultati annunciati oggi delineano il profilo di una "tempesta perfetta": l'azienda ha registrato una perdita netta di 22,3 miliardi di euro. Sul fronte dei ricavi, il gruppo ha generato 153,5 miliardi di euro, segnando una flessione del 2% rispetto al 2024.
A pesare sui conti sono state soprattutto le maxi-svalutazioni, che nell'intero 2025 hanno raggiunto quota 25,4 miliardi di euro. Come ha spiegato chiaramente il ceo Antonio Filosa (nella foto qui sotto), questi numeri "riflettono il costo di aver sovrastimato il ritmo della transizione energetica". La maggior parte del risultato negativo è legata al mercato nordamericano, dove le perdite hanno toccato i 941 milioni di euro. Anche in Europa la situazione si è rivelata complessa: la società ha registrato una perdita operativa rettificata di 660 milioni di euro (contro l'utile di 359 milioni dell'anno precedente), su cui hanno inciso pesantemente anche i costi della campagna di richiamo degli airbag Takata.
Dietro le svalutazioni non c'è solo il passo falso sull'elettrico. Filosa si trova a dover gestire un'eredità complessa lasciata dal suo predecessore, Carlos Tavares. L'ossessiva ricerca dell'efficienza e i drastici tagli ai costi del passato hanno infatti generato lacune nella gamma, veicoli con prezzi fuori mercato e, soprattutto, problemi di qualità. Per sanare queste criticità, Stellantis ha previsto circa 6,5 miliardi di euro di pagamenti in contanti, che saranno distribuiti nell'arco di quattro anni a partire dal 2026.

Per recuperare le quote di mercato perdute sotto la precedente gestione, l'azienda ha avviato un'aggressiva politica di taglio dei prezzi, unita a un monitoraggio attento dell'esposizione ai dazi per le migliaia di componenti della sua catena di fornitura. Una mossa strategica che sta già dando i primi frutti: in Nord America le consegne sono cresciute del 39%, raggiungendo gli 825.000 veicoli. In Europa, invece, le vendite di marchi storici come Peugeot, Fiat e Opel si sono stabilizzate a quota 1,2 milioni di unità. In un mercato statunitense dove l'usato domina il 76% delle immatricolazioni, riposizionare il nuovo a prezzi accessibili è diventato vitale.
Nonostante la tempesta perfetta del 2025, Stellantis ha registrato una solida performance nella seconda metà del 2025, con consegne consolidate che hanno raggiunto i 2,8 milioni di unità, con un incremento di 277.000 veicoli, pari a +11% rispetto all’anno precedente. La crescita è stata ampia, con tutte le regioni che hanno registrato un aumento dei volumi. Filosa ha ribadito l'intenzione di mantenere intatta la struttura globale dell'azienda e il suo portafoglio di 14 marchi.
Sul fronte finanziario, Stellantis ha confermato che per quest'anno non distribuirà dividendi e che bisognerà attendere il 2027 per rivedere flussi di cassa industriali positivi. Tuttavia, le previsioni per il 2026 restano caute ma fiduciose, puntando a un aumento dei ricavi netti tra il 4% e il 6% e a un margine operativo rettificato a singola cifra bassa (1-3%).
Il mercato ora attende il prossimo 21 maggio, quando Antonio Filosa presenterà i dettagli completi di questo profondo piano di revisione durante il Capital Markets Day negli Stati Uniti, delineando definitivamente il futuro di Stellantis.













































































