Aumentare il numero di auto vendute in Europa e Nord America, investendo su modelli più convenienti anche a costo di sacrificare i profitti: sarebbe questo l’obiettivo di Stellantis per il prossimo futuro, secondo quanto riporta la Reuters in base a fonti vicine all’azienda. Il nuovo ceo Antonio Filosa (nella foto sopra) avrebbe quindi completamente invertito la rotta rispetto al suo predecessore Carlos Tavares, che al contrario puntava a massimizzare i margini attraverso il taglio dei costi e l’aumento dei prezzi.
Filosa si sarebbe invece posto come obiettivo immediato quello di ottenere numeri e ricavi superiori alle basse aspettative degli analisti, che nel migliore dei casi prospettano risultati in linea con quelli del 2024. Una strategia che sembrerebbe dare i frutti sperati, visto che per la prima volta da otto trimestri, tra luglio e settembre le vendite di Stellantis sono aumentate del 6% in Nord America.
Filosa sta puntando molto alle vendite a società di noleggio, aziende ed enti governativi negli Stati Uniti: in questo modo è possibile smaltire le scorte (i piazzali pieni delle concessionarie sono stati uno dei punti critici dell’ultima parte della gestione Tavares) e rimpolpare i dati di vendita, pur se con un margine minore. Aumentare i volumi di vendita consentirebbe di mantenere in funzione gli impianti, mantenere la visibilità dei propri marchi e sostenere la produzione.
Il mercato statunitense è la priorità principale del gruppo, come dimostrano anche i recenti investimenti (qui la notizia) al di là dell’oceano: qui Stellantis abbandonerà gli ambiziosi obiettivi riguardanti i veicoli elettrici, forte anche dell’allentamento dei limiti sui consumi voluto dall’amministrazione Trump (qui per saperne di più).
Più in generale, l’azienda deve capire quali dei suoi 14 marchi abbia davvero futuro. Se le case automobilistiche nordamericane del gruppo (Ram, Dodge e Chrysler) hanno piuttosto diversificate tra loro, in Europa la fusione tra FCA e PSA ha di fatto sovrapposto le offerte, rendendo più difficile riconquistare le quote di mercato perse.
Il ceo Filosa starebbe valutando la possibilità di sopprimere alcuni dei marchi europei e i prossimi mesi sarebbero decisivi per alcune case. Le fonti non confermano quali di questi costruttori sarebbero maggiormente a rischio, ma è chiaro che sotto la lente d’ingrandimento possano finire quelli con i numeri più bassi come Lancia, DS e Abarth.





































































































































