UN’INCREDIBILE ASCESA - Si avvicina il momento del lancio della Tesla Model 3, vettura elettrica come le altre della Tesla ma con ambizioni di vendite ben superiori (la casa ha raccolto già 400.000 ordini). Con essa molti prevedono che per la società californiana di Elon Musk ci saranno profitti in grande quantità. Di conseguenza sono molti gli investitori che vogliono avere azioni della Tesla, convinti che saranno vere e proprie galline dalle uova d’oro. Lo testimonia la crescita delle quotazioni di Borsa registrato dai titoli Tesla: ieri hanno raggiunto il valore di 313 dollari, guadagnando un ulteriore 3,4%. Gli analisti finanziari hanno così potuto registrare che la capitalizzazione della Tesla (il numero delle azioni della società moltiplicato per il valore di una azione) risulta essere più alta di quella della General Motors. 51 miliardi di dollari è il valore dell’intero pacchetto azionario della Tesla e 50,89 miliardi è quello della GM. quanto a quello della Ford è di 46 miliardi, valore che la Tesla aveva superato la settimana scorso. Per la cronaca, le azioni del gruppo FCA Fiat Chrysler costituiscono un valore di 15,5 miliardi di dollari.
ELETTRICA PER TUTTI - Le cronache borsistiche registrano dunque un formidabile trend di crescita per le azioni della Tesla: oltre il 70% nel giro di appena quattro mesi. Alla base del fenomeno c’è appunto la prospettiva del lancio della nuova vettura della casa, la Tesla Model 3, che al contrario dei modelli prodotti e venduti fino ad oggi dalla casa californiana, ha dimensioni, e caratteristiche da vettura di massa, con un prezzo di acquisto ben più abbordabile (a partire da 35 mila dollari), e quindi prospettive di vendita molto importanti, con relativi guadagni.
LE PERPLESSITÀ NON MANCANO - Detto così il fenomeno finanziario Tesla parrebbe nient’altro che il frutto di un successo industriale, ma in realtà le cose non sono proprio così. Per essere precisi bisognerebbe dire il boom delle azioni Tesla è frutto di una previsione di successo industriale, ancora da avvenire e che stando alle vicende della casa è ancora da dimostrare. Pochi numeri lo evidenziano: nel 2016 la Tesla ha prodotto circa 84 mila vetture (nella foto sopra la Model S), chiudendo il bilancio con una perdita di circa 700 milioni di dollari. Non solo: gli specialisti del settore giudicano gli impianti della Tesla tra i meno efficienti dell’intera industria automobilistica. Una realtà dunque che non sembrerebbe in grado di arrivare a produrre senza problemi le centinaia di migliaia di veicoli in programma, forieri degli utili sperati. Eppure chi opera in Borsa ci crede, senza esitazioni e senza distinzioni di categoria, come dimostra che la settimana scorsa anche un colosso come il gruppo cinese Tencent (attività internet) ha voluto far parte della partita acquistando il 5% del pacchetto azionario della Tesla. Non solo: il successo in Borsa della Tesla è sicuramente tra i motivi della accelerazione che l’auto elettrica ha avuto nei programmi delle case automobilistiche più blasonate. Insomma, tutti vedono elettrico, anche se c’è chi non esita a parlare di rischio “bolla”, che significa che crede che da un giorno all’altro possa esserci un crollo delle quotazioni con conseguente… “scossa elettrica” per gli investitori.










































