Lavorare in Tesla (e per Elon Musk) in questo periodo è equiparabile ad andare sulle montagne russe. I cambiamenti di programma e i licenziamenti negli ultimi mesi sono infatti stati repentini e comunicati a stretto giro. L’ultimo episodio è piuttosto eloquente in tal senso. Secondo quanto trapelato da un rapporto condiviso da TheInformation, Elon Musk avrebbe licenziato in tronco tutti i dipendenti operativi alla divisione Supercharger della Tesla che si occupa del servizio e delle stazioni di ricarica veloce. Nello specifico, Rebecca Tinucci, direttore senior del settore Supercharger, e Daniel Ho, capo del programma per i nuovi veicoli, sarebbero stati licenziati a seguito di un'e-mail inviata dall'amministratore delegato Elon Musk lo scorso lunedì sera.
Insieme a loro sono stati messi alla porta altri 500 dipendenti. L’imprenditore americano avrebbe quindi “svuotato” la divisione Supercharger. Inoltre, secondo quanto riportato all’interno dello stesso rapporto di The Information, anche il team di politica pubblica della casa automobilistica verrà tagliato, aumentando così il numero delle “teste” saltate. "Speriamo che queste azioni rendano chiaro che dobbiamo essere assolutamente rigorosi nella riduzione degli organici e dei costi", avrebbe scritto Musk nell'e-mail.
A cosa sono dovuti questi licenziamenti? La Tesla all'inizio del mese ha comunicato che avrebbe tagliato la sua forza lavoro del 10% a seguito del calo avvenuto nell’ultima trimestrale. Quasi 2.700 dei circa 14.000 tagli di unità lavorative sarebbero avvenuti presso la sede centrale della Tesla, ad Austin (Texas). I licenziamenti afferenti alla divisione Supercharger molto probabilmente rientrano nel 10% comunicato dall’azienda americana. La casa automobilistica deve far fronte al rallentamento del mercato dei veicoli elettrici e all'aumento della concorrenza cinesi. I numeri parlano chiaro: la Casa americana ha consegnato 386.810 auto nel primo trimestre del 2024, con un calo dell'8,5% rispetto allo stesso periodo del 2023.





