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Trump: “farò chiudere l’industria dell’auto canadese”

Pubblicato 11 marzo 2025

Il presidente degli USA minaccia di imporre dazi del 50% su acciaio e alluminio e di aumentare sensibilmente quelli sulle auto prodotte in Canada.

Trump: “farò chiudere l’industria dell’auto canadese”

RISPOSTA E CONTRO-RISPOSTA - Continua e anzi si inasprisce la guerra commerciale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti del Canada, iniziata la scorsa settimana con l’imposizione di tariffe del 25%, poi sospesa per altri 30 giorni fino all'inizio di aprile (qui la notizia). Il presidente ha infatti minacciato di aumentare i dazi su tutti i prodotti in acciaio e alluminio che arrivano dal Paese nordamericano, dal precedente 25% fino al 50%. Il provvedimento sarebbe una ritorsione da parte degli USA dopo che la provincia canadese dell’Ontario ha aumentato del 25% il prezzo dell’elettricità diretta verso gli Stati americani del Minnesota, Michigan e New York. Trump ha fatto sapere in un post su Truth Social (il social network creato dallo stresso Trump) che i nuovi dazi entreranno in vigore da mercoledì mattina. 

NUOVI DAZI ANCHE AD APRILE - La mossa della Casa Bianca è solo l’ultima di un’escalation commerciale tra lo stesso Trump e il Canada, che si è riflessa sui mercati con forti perdite generalizzate per le azioni dei costruttori: queste ultime sono ulteriormente crollare dopo l’annuncio del raddoppio dei dazi. E per il mese di aprile ci si aspetta una nuova ondata di dazi: “Se il Canada non eliminerà le sue tariffe contro di noi, il 2 aprile aumenterò sostanzialmente i dazi sulle auto in arrivo negli Stati Uniti”, avverte il presidente che aggiunge, “Questo vorrebbe dire la chiusura delle fabbriche di auto in Canada”. Trump si riferisce anche alle aliquote sui vari prodotti caseari: “scandalosa e danneggia gli agricoltori americani”, ha sottolineato.  Infatti il governo canadese, in risposta ai dazi di Trump, ha alzato le tariffe anche su articoli come succo d’arancia, calzature e motociclette.

BRACCIO DI FERRO - Se ciò non bastasse, Trump ha anche rilanciato l’idea di annettere il Canada agli Stati Uniti, con l’idea che se il Canada diventasse il 51° Stato degli USA il problema delle tariffe sarebbe risolto per sempre. Di contro, il Canada non sembra disposto a fare marcia indietro sulle contromisure adottare, almeno fino a quando i dazi statunitensi non saranno spariti per sempre. “I mercati USA stanno crollando per colpa dei dazi di Trump, i prezzi stanno salendo per i lavoratori americani”, ha detto il premier dell’Ontario, Doug Ford.



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Ritratto di Solstice
11 marzo 2025 - 19:29
Questo si che è parlare da alleati. Comunque. Le compagnie americane o che operano anche in America potranno sempre ricevere una parte dei soldi che Musk ha sifonato da tutte le altre agenzie federali come contentino per tenere chiusa la bocca in attesa che il Canada abbassi la testa. Sono come dei pokeristi che giocano sempre all in su tutti i tavoli perchè hanno sempre un altro astuccio di fiches da mettere sul tavolo. In genere nei film di Hollywood il pokerista sfrontato è un gangster russo.
Ritratto di forfait
11 marzo 2025 - 19:41
Peccato, sempre stimato i marchi automobilistici canadesi...
Ritratto di Santhiago
11 marzo 2025 - 20:11
Potremmo efficacemente riassumere questi proclami in un concetto forse più facilmente comprensibile: pagliacciate.
Ritratto di Solstice
11 marzo 2025 - 20:30
Potrebbero essere bluff come anche giochi di forza. Scommettono sul fatto che gli "alleati" si piegheranno prima che gli americani si incazzino. In entrambi i casi basterà aspettare. Cosa che la Melona e Vermilinguo non farebbero.
Ritratto di Santhiago
12 marzo 2025 - 14:18
Basterà aspettare per avere la conferma che erano , semplicemente, pagliacciate.
Ritratto di Lucawroom
11 marzo 2025 - 20:12
Mah non ho parole sempre peggio! Torniamo ai tempi del feudalesimo?
Ritratto di alex_rm
11 marzo 2025 - 22:58
Torniamo al medioevo
Ritratto di Anacleto verde
12 marzo 2025 - 08:33
Magari. Stop globalizzazione, stop mondialismo. VI FERMEREMO.
Ritratto di negidio
11 marzo 2025 - 20:32
.. non so dove si potrà arrivare.. ma a forza di tirare, anche la corda più forte cederà.. L'augurio è che la corda si rompa a danno degli americani...
Ritratto di giocchan
11 marzo 2025 - 20:58
Veramente incredibile. In queste settimane sta succedendo di tutto nel mondo (ovviamente non mi riferisco solo all'automotive).
Ritratto di Solstice
11 marzo 2025 - 21:14
In parte. Per l'altra parte, stanno 'solo' procedendo con la politica del disimpegno militare e dell'accentramento delle risorse che avevano cominciato già da un po'. Trump guadagna facilmente attenzioni perché è un narcisista e gli piace dare scandalo ma non cambia la sostanza. Anche la sua strategia comunicativa del continuo rilancio, il "flood the zone" di Bannoniana memoria, appunto non è nuova. Questa seconda legislatura è più isterica nelle modalità ma rientra nell'intorno di ciò che potevamo aspettarci. E' Musk il vero problema. Lui sì che è pericoloso.
Ritratto di Al Volant
12 marzo 2025 - 00:27
Questo valeva per Trump 1. Tutti spaventati e poi 4 anni tranquilli. Ma stavolta è diverso.. è più anziano, l'attentato lo ha traumatizzato ma nel senso che si crede davvero l'eletto, infatti lo ripete più volte. Ha i numeri al congresso. Non ha nessuno ostacolo. Ed attenzione perché la follia è contagiosa, la storia insegna. Infatti basti vedere le mosse europee di riarmi vari. Poi non dimentichiamo che siamo 8 miliardi e risorse limitate.
Ritratto di Ferrari4ever
11 marzo 2025 - 20:59
1
Questo è tutto fumato.
Ritratto di Rush
11 marzo 2025 - 21:13
E ancora non ha comprato la Groenlandia…-:)))
Ritratto di forfait
12 marzo 2025 - 06:02
Speriamo bene. Dopo quelli canadesi, perdere pure i marchi automobilistici groenlandesi non sarebbe sopportabile.
Ritratto di Tistiro
12 marzo 2025 - 12:32
Se mette 4 carriarmati in nordamerica e fa 6, la groenlandia è sua e può puntare alla kamchatka.
Ritratto di Rush
13 marzo 2025 - 00:23
-:))) Mitico risiko
Ritratto di lucaconcio
11 marzo 2025 - 21:17
2
È anche concorrenza sleale (quella che si diceva facesse Berlusconi ai tempi in cui era Presidente del Consiglio al confronto fa quasi ridere)
Ritratto di otttoz
11 marzo 2025 - 22:22
Inetto ti dimetto
Ritratto di alex_rm
11 marzo 2025 - 22:28
Sarebbe lui da rinchiudere,a tirar troppo la corda il Canada bloccherà tutti gli scambi e cooperazione con gli usa e si alleerà con la cina così gli usa avranno i cinesi cul confine
Ritratto di Vinbroken
12 marzo 2025 - 00:26
Intanto appena visto i segni meno in borsa ha rimandato i dazi... già da prima delle elezioni mi chiedevo: sono tanti gli americani, 2 meglio di questo o Kamala non dovrebbe essere difficile trovarli...non capisco anche all'interno dei loro partiti come li scelgano
Ritratto di Oxygenerator
12 marzo 2025 - 08:46
Li scelgono con i soldi
Ritratto di Mbutu
12 marzo 2025 - 11:58
E' che in questa epoca di arretramento culturale la gente ha scambiato la democrazia con il televoto di amici di Maria. Per cui si da per scontato che con la maggioranza si possa fare qualsiasi porcheria. E la politica si adegua. Il "ci hanno votato, lasciateci fare" ormai è un refrain continuo ad ogni latitudine.
Ritratto di PONKIO 78
12 marzo 2025 - 02:02
Trump, vuole fare la guerra commerciale, ok... Se la Germania vendesse il suo acciaio (che tra l’altro è tra i migliori del mondo) ai canadesi non avremmo più problemi a trovare gli un po’ di miliardi di euro per il riarmo… Trump, potrà mettere i dazi a tutto il mondo, solo che poi tutto il mondo non si inculerebbe l’America.
Ritratto di Kappa18
12 marzo 2025 - 05:18
Il mondo e' diventato troppo grande da controllare anche per l'America, con la nascita di nuove superpotenze (Cina in primis). A me sembra che l'America voglia tornare a incentivare la produzione in patria (che da anni aveva "delegato" fuori confine) per mantenere un certo benessere che ora dipende quasi esclusivamente dall'egemonia sul resto del mondo.
Ritratto di Anacleto verde
12 marzo 2025 - 08:34
Ottimo, era ora. Metter un freno, netto. Ben fatto.
Ritratto di Oxygenerator
12 marzo 2025 - 08:53
Trump minaccia d poi posticipa, per vedere che effetto fa. Intanto le borse americane crollano e i contro dazi arrivano da tutte le parti. Questo gioca a poker e bleffa o è veramente un koglionee alla Salvini e allora ci porterà alla rovina. Tra lui , musk e il vice non saprei chi eliminare prima dal panorama politico, ma non sono di certo gli unici che eliminerei. Putin e portavoce, dittatori vari, santoni in genere al potere etc etc etc. Insomma mettiamo gente che sappia fare politica veramente e non berciare tutto il giorno minacciando.
Ritratto di Flynn
12 marzo 2025 - 17:27
3
X-)))) Oggi si è pure comprato una Tesla ...
Ritratto di Oxygenerator
13 marzo 2025 - 08:00
:-)))))
Ritratto di Lorenz99
12 marzo 2025 - 09:20
QUESTA VICENDA DIVENTA SEMPRE PIÙ GROTTESCA E PARADOSSALE,SI È ARRIVATI AL PUNTO CHE IL PRESIDENTE DEGLI USA FA GUERRA AI MARCHI AUTOMOBILISTICI USA. DOPO I PRIMI 25 ANNI DEL SECOLO RELATIVAMENTE BUONI, I PROSSIMI SARANNO MOLTO NEGATIVI. LOBBY (FARMACI,BANCHE E GUERRA) SEMPRE PIÙ POTENTI, DIVARI SOCIALI SEMPRE MAGGIORI, DITTATURE SEMPRE PIÙ RESTRITTIVE , POPOLAZIONI SEMPRE PIÙ SUPERFICIALI E DROGATE DA NARCISISMO DIGITALE. E INFINE LA TECNOLOGIA CHE PRIMA ERA AL SERVIZIO DELLA REALTÀ (POTEVI CONTROLLARE QUALSIASI INFORMAZIONE SU INTERNET) ORA AL SERVIZIO DELLA FALSITÀ (AI SEMPRE PIÙ EVOLUTE RENDERANNO QUASI IMPOSSIBILE CAPIRE L'AUTENTICITÀ DI UNA FOTO O UN VIDEO).
Ritratto di wuzepeng
12 marzo 2025 - 09:42
D'accordo,le fabbriche di automobili in Canada sono in realtà investite e controllate dai marchi automobilistici americani....
Ritratto di Mbutu
12 marzo 2025 - 11:52
Le guerre dei dazi son così: alla fine poi uno dei due cede ma nel frattempo le bastonate le ha prese la gente su entrambi i fronti.
Ritratto di Byron59
12 marzo 2025 - 16:11
La politica americana è sempre stata discriminante ed egemonica. L'unica differenza è che adesso gli americani hanno gettato via la maschera della democrazia e dei diritti civili, della libertà, e appaiono per quel che sono: un impero che governa con polso fermo e con durezza e che tratta tutti i non americani da clienti, vassalli, sottoposti o nemici e sempre con ferocia, sicuro che il proprio apparato teconologico industrial militare lo tenga al riparo da qualsiasi pericolo e da qualsiasi scontro armato. Non che gli inglesi dell'Impero fossero migliori, d'altra parte quasi mai i figli sono megliori dei genitori. Tra il famigerato Alien and Sediction Act della presidenza Adams del 1795 e l'Illegal Immigration Reform and Immigrant Responsability Act della presidenza Clinton del 1996 non vi è molta differenza anzi, si va di male in peggio. Per coloro che sono inorriditi davanti alle immagini di immigrati in catene deportati dagli USA nei loro paesi, sappiate che la norma che lo consente è stata varata dal progressista e globalista Bill Clinton e consente di espellere immigrati anche regolari e dotati della famosa Green Card e colpevoli di qualsiasi reato anche se genitori di cittadini americani o sposati con cittadini americani. Non è certo una riforma del terribile Trump, ma del mite Clinton e che il nero democratico di sinistra Obama ha applicato con larghezza e per decine di migliaia di condannati anche in primo grado. Come dicevo, l'egemonia americana sembra si sia tolta la maschera con la presidenza Trump, ma è sempre uguale a se stessa. Pugno di ferro, soprattutto in casa. Cosa abbiano davvero in testa, ad esempio col Canada, ci è dato soltanto immaginare. Non esistono case automobilistiche canadesi, ma americane che hanno delocalizzato verosimilmente per risparmiare e far fare utili agli azionisti. In primis Stellantis ex Chrysler. Da Detroit, che si trova proprio al confine con la provincia canadese dell'Ontario, molti stabilimenti sono passati semplicemente all'altra sponda del lago. Certo per ridurre i costi, verrebbe da pensare (anche se in Canada la TVA esiste mentre negli USA no), ma probabilmente perché negli Ottanta Detroit e le città della Rust Belt erano diventate invivibili e ingestibili per la criminalità e soprattutto per i danni causati dall'inquinamento che decenni di industrializzazione folle e senza freni avevano causato. A Cleveland gli abitanti la notte dovevano stare attenti a che l'acqua del fiume, diventata infiammabile per gli scarichi incontrollati delle industrie chimiche, non predesse fuoco e con essa l'intera città. E non andava meglio altrove, nessuna normativa ambientale avevano portato il totale inquinamento delle acque di laghi e fiumi e delle falde, ucciso milioni di persone per malattia dovute alle emissioni. Quando le case automobilistiche andarono via la criminalità divenne incotrollata, ed era difficile uscire la notte a Detroit senza correre il rischio di venire ammazzati. Detroit e New York negli anni Ottanta come la Gotham dei fumetti che leggevo da bambino. Molti americani sono diventati sempre più poveri, lo racconta bene J.D. Vance nel suo Elegia americana, peccato che sembra esserselo scordato il suo capolavoro e ora va a braccetto con quelle persone che hanno causato disastri sociali in tutto il paese e consentito disuguaglianze e discriminazioni di ogni tipo legati alla razza, alla nazionalità, al colore della pelle, della religione, del sesso e chi più ne ha più ne metta. Gli Stati Uniti vivono in un permanente stato di conflitto sociale interno, alimentato dalle diseguaglianze e dalle discriminazioni. Quando i conflitti sembrano divampare o divampano in rivolte o persino in guerre civili, le elites additano un nemico e indirizzano l'odio e il risentimento verso l'esterno. Hanno sempre fatto in questo modo. Sin dal secondo giorno del Ringraziamento, nel 1637, quando massacrarono 600 indiani pehote pacifici, per il sol fatto che il raccolto era andato male. La colpa era loro. Non vorrei, ma ne sono quasi certo, che questa ondata di dazi non abbia tanto un significato economico (che non ha) quanto sociale. Le cose vanno male, la colpa è degli stranieri. I canadesi che fabbricano auto (che le case americane hanno messo lì), i messicani uguale e in più fanno passare droga e immigrati, mentre gli europei che non spendono un centesimo in difesa (perché gli americani così hanno voluto) e quindi non hanno oneri, ci vendono merci senza acquistare le nostre, e infine i cinesi che vogliono comandare al posto nostro e costruire un'egemonia alternativa alla nostra, dove chi non è d'accordo non viene disintegrato da una qualche Desert Storm, ma soltanto si smette di fare affari con lui. Benvenuti nel secolo americano. Da nessun nemico a una pletora di nemici contro cui indirizzare il malcontento di una popolazione impoverita, indurita, vessata, sfruttata, che è costretta a pagare per tutto, dalla sanità alla scuola e che rischia di essere sparata a ogni angolo di strada, o nelle scuole come negli asili, come in casa propria. Disguguaglianze alle stelle con l'aliquota media per chi guadagna più di 400.000 dollari l'anno che è al 25% mentre per chi guadagna dieci volte meno è al 28%. Dove i profitti di borsa non vengono tassati, dove non si paga IVA e se non hai un impiego non hai coperture sanitarie e se hai un impiego minimo la copertura è farlocca. Il paese dove le 400 famiglie più ricche posseggono il 35% del patrimonio immobiliare e dove l'un per cento della popolazione controlla l'ottanta per cento del reddito. Se le cose vanno male basta trovare un nemico. Se adesso tocca al Canada non è certo la prima volta, anzi i tentativi di annettere il Canada sono stati almeno una decina, comprese quattro guerre franco indiane con cui le milizie coloniali buttarano fuori i francesi prima dall'Acadia (e quanti rimasero fuggirono in Louisiana) e poi dalla Nuova Francia.
Ritratto di sergioxxyy
12 marzo 2025 - 16:43
Contro/Dazi dal resto del mondo ai prodotti americani
Ritratto di probus78
12 marzo 2025 - 19:47
È chiaro che Trump vuole imporre ai car makers americani (e non solo) di tornare sul suolo Usa. Sta cercando di farlo in tutti i settori ci mancherebbe che non ci provasse nell automobile. Sta cercando anche con i dazi di ridurre il deficit della bilancia commerciale che sconta verso i Paesi stranieri. Usa importano tanto ma esportano solo armi e servizi. Prima o poi però capiranno che anche noi possiamo, all occorrenza, tassare i loro servizi (netflix amazon meta microsoft etc etc etc..) e per loro sarebbero dolori..
Ritratto di Solstice
12 marzo 2025 - 20:20
Per spostare la produzione ci vorrebbero soldi e tempo, e fra il passaggio all'elettrico e i mercati occidentali in contrazione/ristagno le case automobilistiche hanno già le loro belle gatte da pelare. Mi incuriosisce non aver ancora sentito nessun produttore commentare l'operato di Trump. Che sappiano qualcosa che noi non sappiamo? Certo la situazione è sottoposta ad un tale stress che non potrà trascinarsi a lungo. Qualcosa si muoverà in una direzione o nell'altra molto velocemente.
Ritratto di probus78
13 marzo 2025 - 13:27
Credo che lui voglia anche spaventare chi si sta determinando a delocalizzare dagli Usa verso Canada o Messico. Nella paura di venire tassati coi dazi restano in Usa. L' operato di Trump è un disastro per i Paesi occidentali che rischiano di chiudere i mercati e piombare nella recessione. È ovvio ma hanno tutti paura a dirglielo mettendosi apertamente contro il presidente Usa.
Ritratto di probus78
13 marzo 2025 - 13:29
I dazi sarebbero comprensibili verso la Cina che aiuta in modo sleale le proprie aziende (il cd Dumping di Stato) ma verso gli altri Paesi occidentali che senso ha ? Solo quello di impoverirci tutti e accelerare declino.
Ritratto di AZ
13 marzo 2025 - 14:01
Speriamo che la storia finisca molto male. Per Trump.

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