Forse non tutti sanno che ormai da oltre cinque anni, per la precisione dal 1° gennaio 2021, le nuove auto immatricolate nell’Unione Europea devono essere equipaggiate con il sistema OBFCM (acronimo di On-Board Fuel Consumption Monitoring). L’obbligo è previsto dal Regolamento (UE) 2017/1151, che stabilisce che i veicoli di nuova immatricolazione siano in grado di registrare i dati relativi al consumo di carburante o di energia elettrica.
Più che di una scatola nera, si tratta di una funzione software e hardware integrata nei sistemi elettronici dell’auto che, utilizzando le informazioni provenienti dalle centraline, può determinare e memorizzare, tra le altre cose, il carburante consumato, l’energia elettrica utilizzata e la distanza percorsa. Nei veicoli ibridi plug-in rileva anche i dati relativi all’utilizzo della componente elettrica.
La funzione dell’OBFCM non serve a controllare quanto consuma il singolo automobilista, ma capire quanto le auto consumano davvero nella vita di tutti i giorni. I dati del dispositivo vengono infatti utilizzati per confrontare i consumi reali con quelli ufficiali ottenuti attraverso il ciclo di omologazione WLTP.
In questo modo le autorità europee possono calcolare la differenza tra il consumo dichiarato dalle case automobilistiche e quello effettivamente registrato su strada. I dati raccolti vengono trasmessi dai costruttori e dagli Stati membri a Bruxelles, che li utilizza in forma aggregata per verificare quanto siano ancora rappresentativi i valori di omologazione. Il sistema, quindi, permette di costruire una fotografia molto più realistica dell’efficienza delle auto circolanti.
È piuttosto semplice capire se la propria auto monta l’OBFCM. Se ti tratta di una vettura immatricolata dal 2021 in poi, alimentata a benzina, diesel o dotata di sistema ibrido plug-in, è quasi certo che disponga del dispositivo.
Per una verifica ancora più precisa si può controllare il libretto di circolazione, dove per le vetture interessate compare la dicitura di omologazione “Euro 6d-ISC-FCM” (sulle vetture più recenti sono presenti anche specifiche sigle relative alle successive evoluzioni della normativa). La sigla FCM sta proprio per Fuel Consumption Monitoring ed è l’indicazione che conferma la presenza del sistema.
Per sapere che cosa viene registrato non è necessario andare in officina: l’accesso ai dati OBFCM avviene attraverso la presa diagnostica dell’auto, utilizzando strumenti compatibili con i protocolli previsti dalla normativa. Il sistema conserva inoltre i cosiddetti contatori di vita, cioè valori cumulativi che, salvo specifiche eccezioni, devono rimanere memorizzati per tutta la vita del veicolo.























































