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I vari tipi di ibrido non sono tutti uguali

Pubblicato 11 ottobre 2022

Le auto ibride non si dividono solo in mild, full e plug-in: pesano anche la posizione e il tipo di motore elettrico.

I vari tipi di ibrido non sono tutti uguali

> Nell'immagine qui sopra la Ferrari SF90 è, di fatto, un’ibrida con doppia architettura: sia di tipo “P4” (ha motori elettrici [1] che agiscono sull’asse opposto a quello a cui è collegato il propusore termico [2] ) sia “P1” (presenta un’unità a corrente [3] montata fra il V8 e il cambio [4]).

NON C’È UN SOLO MODO PER CLASSIFICARLI

La ricerca sforna continuamente nuove soluzioni per aumentare l’efficienza e le prestazioni delle vetture. Negli ultimi anni i principali investimenti hanno riguardato l’ibridizzazione, ovvero l’accoppiamento dei propulsori termici a una o più unità a corrente. I vantaggi sono molteplici: il motore elettrico spinge già dai primi giri (quando quelli convenzionali sono più “pigri”) e in modo istantaneo. In più, se trascinato dalle ruote diventa un generatore: nei rallentamenti produce corrente (sfruttata poi in ripresa, riducendo i consumi di carburante). Numerose le soluzioni (a volte radicalmente diverse fra loro, a volte simili) ideate dai progettisti. Per identificare quella scelta per una certa automobile esistono svariate possibilità: ci si può riferire alla posizione occupata dalla “macchina elettrica” nel corpo vettura, a quale motore agisca effettivamente sulle ruote o alle prestazioni erogate dalle unità “a pila” (gli ultimi due casi sono trattati nella pagina seguente, in alto).

QUI CONTA SOLAMENTE DOV’È PIAZZATO IL MOTORE

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> Nel disegno qui sopra. Nel caso dei sistemi “P2” e “P3”, il motore elettrico (il rettangolo colorato) è in asse [1] con la meccanica o esterno, collegato alla trasmissione tramite catena o ingranaggi [2] . Nel “P4”, aziona direttamente le ruote e fa da 4x4.

Si può descrivere un sistema ibrido riferendosi alla posizione dell’unità elettrica. Chi produce questi sistemi parla di “P0” se quest’ultima è collegata con una cinghia all’albero motore: è la forma più semplice di mild hybrid. Nella sua evoluzione “P1” è fissata all’albero, nella “P2” ne è separata da una frizione (se è aperta e l’elettrico spinge, quest’ultimo non deve “trascinare” il propulsore termico inattivo). Nella “P2.5” la “macchina a corrente” è nel cambio, in asse con il motore, nella “P3” (più rara) a valle. Particolare la “PS” delle Toyota full hybrid, come Yaris e Rav4, che sta per “Power Split”: un motore e un generatore elettrici sono parte integrante della trasmissione.

UNO NON IMPLICA L’ALTRO

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> Nel disegno qui sopra. La trasmissione robotizzata a doppia frizione Magna 7HDT300 della Tonale ha un motore elettrico integrato (che agisce su marce pari e “retro”): è di tipo “P2.5”.

Il sistema “P4” prevede un motore a elettroni che aziona direttamente le ruote non collegate all’unità termica, realizzando una trazione 4x4: è il caso di Jeep Compass e Renegade 4Xe plug-in e delle Toyota. Queste sigle non sempre coincidono con le più conosciute definizioni mild, full o plug-in, spiegate in alto a destra: una “P2” può essere mild, come l’Alfa Tonale e le BMW e Volvo con lo stesso robotizzato a sette marce, o full (Kia e Hyundai). E una plug-in si può classificare come “P2”, “PS”,” P3” o “P4”. Inoltre, nelle auto complesse può capitare che convivano più tipi di “P”.

SI DIVIDONO IN TRE GRANDI CATEGORIE

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Due le macro-categorie di ibrido: “in serie” e “in parallelo”. La prima indica che la trazione è affidata sia al motore a benzina (o diesel) sia all’elettrico; nell’altra, ad agire sulle ruote è solo l’unità a pila, mentre il propulsore termico si limita ad azionare un generatore che ricarica le batterie (come nella Nissan Qashqai E-Power). Più comuni i termini mild hybrid, full hybrid e plug-in: si riferiscono alle prestazioni del motore elettrico e della batteria. In un’ibrida leggera, di solito, la potenza elettrica non supera i 20 kW (27 CV) e la tensione i 60 volt (spesso sono 48): l’elettrico aiuta quello termico in partenza o poco più. Nelle full, l’apporto a corrente è maggiore (la Yaris eroga ben 79 CV “elettrici”) e le plug-in hanno una capiente batteria ricaricabile anche da una presa, che consente almeno 50 km a emissioni zero.

E NON È FINITA QUI…

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La configurazione “P5” è l’unica ancora non usata nelle vetture di serie: il motore elettrico è integrato nella ruota. Così, si libera molto spazio a bordo e, muovendo in avanti le ruote di un lato e all’indietro quelle dell’altro (come con i cingoli dei carri armati), l’auto può letteralmente girare su se stessa. Se ne parla da vent’anni, ma nessuno ha ancora risolto problemi come il surriscaldamento (i motori sono quasi a contatto con i freni), l’aggravio di peso nelle ruote e la protezione dei cavi ad alta tensione.



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Ritratto di enrico_63
11 ottobre 2022 - 12:27
Alle categorie aggiungerei le EREV (ibrido con range extender), che inizialmente sembravano una soluzione promettente e dopo qualche esempio (tipo bmw i3) sono sparite. Personalmente la ritenevo una soluzione intelligente, almeno finchè la rete elettrica non è adeguata alle nuove esigenze.
Ritratto di Oxygenerator
11 ottobre 2022 - 14:41
Quando ho comprato la i3 non davano più l’opzione del range extender, perchè tendenzialmente la gente usava male l’automobile. Riempivano il piccolo serbatoio, invece di caricare l’auto. Per abitudine o come al solito, per fregare il sistema, col solo fatto di rovinare in anticipo le batterie. Si facevano comunque pochi kilometri. Mi sembra un centinaio.
Ritratto di giulio 2021
11 ottobre 2022 - 17:12
Mi sembra che la LI Auto One di cui si parla tanto sia una EREV. ha una specie di record di autonomia per le elettriche quasi 1200 km, ha un range extender.
Ritratto di TheViking
11 ottobre 2022 - 18:03
Peccato per la i3... la BMW era anche partita davanti a tutti gli altri (come Nissan con la Leaf) e poi sono rimasti li, fermi...
Ritratto di Freedom7
12 ottobre 2022 - 09:02
- ad agire sulle ruote è solo l’unità a pila, mentre il propulsore termico si limita ad azionare un generatore che ricarica le batterie (come nella Nissan Qashqai E-Power) - Ed è proprio questo sistema che ti permette di avere un' auto elettrica ma senza caricare la batteria con tutti i lati negativi conseguenti. Fai il (poco capiente) pieno di benzina per il motore che ricarica le batterie e sei a posto. È un sistema ibrido ma a Audi è valsa (impropriamente) come la prima partecipazione alla Dakar con un' auto elettrica anche se non ci fosse stato il motore a benzina che ricaricava la batteria, oltre qualche duna, non sarebbe andata.
Ritratto di Maximilian-92
11 ottobre 2022 - 12:55
2
L’Auto elettrica non potrà mai sostituire il motore Endotermico. Sicuramente avrà degli aggiornamenti strutturali interessanti, ma rimarrà sempre il nostro caro ICE.
Ritratto di Alvolantino
11 ottobre 2022 - 13:07
Sbagliato! Le elettriche hanno già superato in tutto e per tutto le pessime auto termiche inquinanti, é da una vita che guido elettrico ed é solo un vantaggio ⚡
Ritratto di alvola2023
11 ottobre 2022 - 13:36
Su questo arrivi secondo: qui oramai quasi tutti, a leggere, guidano da una vita elettrico, e chinese... :)
Ritratto di giulio 2021
11 ottobre 2022 - 17:13
Il problema è che elettrico e cinese vanno a braccetto.
Ritratto di Meandro78
11 ottobre 2022 - 20:53
Per l'ultima volta Al Covidino, le macchine a scontro del luna park non fanno parte delle auto a guida elettrica.

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