Il segmento delle suv di medie dimensioni è da anni uno dei più combattuti dell’intero mercato automobilistico europeo: vetture spaziose, versatili, adatte tanto ai tragitti quotidiani quanto ai lunghi viaggi in famiglia, capaci di mettere d’accordo chi cerca piacere di guida e chi invece privilegia il comfort e la praticità.
In questo scenario, la Volkswagen Tiguan rappresenta una garanzia consolidata: completamente rinnovata nel 2024 con la terza generazione, mantiene la rotta già tracciata ma affina ogni dettaglio con una tecnologia sempre più sofisticata.
Dall’altra parte la nuova Jeep Compass, giunta anch’essa alla terza serie, è convinta di poter dire la sua, portando in dote uno stile completamente inedito e un’offerta di propulsori che abbraccia con decisione la transizione energetica, inclusa una variante completamente elettrica sconosciuta dalla rivale di Wolfsburg.
Chi avrà la meglio tra la consolidata affidabilità tedesca e la nuova intraprendenza americana?

La Volkswagen Tiguan di terza generazione non ha tradito le attese di chi cercava continuità stilistica, ma ha saputo rinnovarsi con misura. Le forme sono più morbide rispetto al passato, con una silhouette che si allontana dagli spigoli netti della serie precedente per avvicinarsi a linee più fluide e contemporanee.
Il frontale è dominato da gruppi ottici sottili e affilati, collegati nelle versioni più ricche da una firma luminosa orizzontale che percorre tutta la larghezza del muso, mentre il posteriore propone un effetto visivo pulito con una fascia luminosa a unire le luci in un’unica striscia a led. Il risultato è un’auto riconoscibile senza essere provocatoria: la Tiguan resta una suv dalla vocazione generalista, visivamente gradevole ma attenta a non scontentare nessuno.

La nuova Jeep Compass gioca invece una partita diversa, compiendo un salto netto rispetto al modello precedente: più moderna, più squadrata nei volumi ma con dettagli che tradiscono una certa cura estetica. I fari anteriori hanno una forma più decisa, con firme luminose a led che rimandano al carattere avventuroso del marchio, mentre il profilo laterale è pulito e senza particolari orpelli. La nuova generazione non rinuncia all’identità della Jeep, ma la reinterpreta per un pubblico europeo abituato a scegliere suv con una forte personalità visiva.

Sul fronte delle misure, le due auto si collocano in segmenti leggermente diversi, con la Volkswagen Tiguan che propone numeri più generosi. La suv tedesca misura 454 cm in lunghezza, 184 cm in larghezza e 166 cm in altezza, con un passo di 268 cm che garantisce un abitacolo interno particolarmente spazioso. Il bagagliaio è uno dei punti di forza della Tiguan: con il divano in posizione normale offre 530 litri, salendo a 652 litri spostando i sedili in avanti, fino a un massimo di 1.650 litri con i sedili abbattuti. Sulle plug-in, però, bisogna sacrificare un po’ di volume: la batteria posizionata sotto ai sedili posteriori ha reso necessario lo spostamento del serbatoio della benzina al di sotto del piano di carico, eliminando il doppio fondo.

La nuova Jeep Compass è cresciuta rispetto al modello precedente, ottenendo misure in linea con quelle della rivale tedesca, che supera per lunghezza (455 cm) e altezza di un solo centimetro. Decisamente superiore è invece la larghezza, di 190 cm sul modello americano, e soprattutto il passo, di 280 cm. Bene anche il bagagliaio, anch’esso cresciuto parecchio rispetto al passato, arrivato ora a 550 litri con il divano posteriore in posizione.

All’interno, la plancia della Volkswagen Tiguan è dominata da un grande display di 12,9 o 15 pollici (in base alle versioni), affiancato da un cruscotto digitale da 10,2 pollici completamente configurabile. I materiali sono curati, con inserti retroilluminati nelle porte e nella plancia disponibili in trenta colorazioni diverse, a seconda dell’allestimento. Il clima è trizona, anche se i comandi touch alla base del display sono tra i pochi elementi critici di un abitacolo per il resto ben organizzato.

La nuova Jeep Compass non è da meno sul fronte tecnologico: al centro della plancia c’è un ampio display di 16 pollici, tra i più grandi della categoria, affiancato da un quadro strumenti digitale di 10,25 pollici. Lo schermo centrale è reattivo e di facile utilizzo, ma va usato per troppe operazioni, come la selezione della temperatura del “clima” e gestire il riscaldamento o la ventilazione delle poltrone: sono utili in compenso le scorciatoie sotto al monitor, che gestiscono gli aiuti alla guida, il ricircolo dell’aria e lo sbrinamento rapido. La qualità percepita è buona, anche se alcuni dettagli sarebbero migliorabili, come i pannelli porta posteriori in plastica nera rigida.

La Volkswagen Tiguan si presenta sul mercato con una gamma motori strutturata, con unità ibride a benzina e a gasolio. Il turbobenzina 1.5 eTSI, disponibile da 130 o 150 CV, è un quattro cilindri con sistema mild hybrid a 48 volt e disattivazione automatica di due cilindri in fase di rilascio, sempre abbinato al cambio DSG a doppia frizione. Lo stesso propulsore viene proposto anche in versione ibrida plug-in con una potenza di sistema di 204 CV o 272 CV, grazie all’aiuto di un’unità elettrica da 116 CV integrata nella scatola del cambio automatico: la batteria di trazione di 19,7 kWh consente sulla carta di viaggiare per oltre 100 km a zero emissioni. Completa la gamma il turbodiesel 2.0 TDI da 150 o 193 CV (la più potente con la trazione integrale di serie), una soluzione che fa felice chi percorre tanta strada e che non ritroviamo sulla Jeep Compass.

La Jeep Compass punta invece sull’elettrificazione, proponendosi anche in versione completamente elettrica da 213 CV: una batteria di 74 kWh per un’autonomia dichiarata di 500 km. La gamma a combustione interna, sempre elettrificata, si articola in due versioni: alla base troviamo il 3 cilindri 1.2 turbo benzina abbinato a un sistema ibrido a 48V per 145 CV complessivi, con cambio eDCT a 6 rapporti. A seguire la plug-in, che monta un 1.6 turbo a quattro cilindri abbinato a un’unità elettrica per un totale di 225 CV: la batteria di 17,9 kWh consente un’autonomia dichiarata di 92 km. Tutte le versioni attualmente in commercio adottano la trazione anteriore: la 4xe a trazione integrale elettrica da 375 CV, che potrà davvero rimettere la Compass nel territorio off-road che il marchio Jeep suggerisce, è attesa nei prossimi mesi.

Sul fronte del listino, le due suv si sfidano su cifre d’attacco molto vicine, ma si differenziano notevolmente nelle altre versioni. La Volkswagen Tiguan parte da 40.800 euro con il mild hybrid 1.5 eTSI da 131 CV in allestimento Life, Jeep Compass 1.2 ibrida leggera in versione Altitude, che apre a 40.900 euro.

La Tiguan ibrida ricaricabile da 204 CV viene invece offerta a partire da 49.850 euro, praticamente 4.000 euro in più rispetto alla phev della Jeep Compass, che invece ha un listino che parte da 45.900 euro, nonostante abbia una ventina di CV in più. Fanno storia a sé le versioni non direttamente comparabili tra i due modelli, come la gamma diesel della Tiguan che parte da 44.450 euro e la Full Electric della Compass a partire da 47.900 euro.





































































