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BMW Serie 4 Coupé: sportiva con gentilezza

La nuova edizione della BMW Serie 4 Coupé è più vistosa e, soprattutto con il 6 cilindri da 374 CV, si conferma una veloce e confortevole gran turismo. Migliorabile la strumentazione.
Pubblicato 05 novembre 2020
  • Prezzo (al momento del test)

    € 77.000
  • Consumo medio (dichiarato)

    14,7 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    155 grammi/km
  • Euro

    6d
BMW Serie 4 Coupé
BMW Serie 4 Coupé M440i xDrive
Si fa notare

L’ultima generazione della classica sportiva BMW derivata dalla berlina Serie 3 si distingue per la mascherina a doppio rene ingigantita che domina prepotentemente il frontale, aggiungendo una cattiveria assente nella precedente BMW Serie 4 Coupé. Per dare a questa due porte più carattere, però, è stata mandata in pensione una consolidata sobrietà. Una scelta confermata dal trattamento delle fiancate che, abbandonate la tradizionali nervature delle BMW, presenta superfici lisce, con la parte posteriore e i paraurti muscolosi. Un look vistoso, dunque che, sottolineano alla BMW, in alcuni dettagli si riallaccia al passato. E’ proprio il caso della mascherina, il cui generoso sviluppo verticale s’ispira a quella della celebre BMW 328 degli anni 30 e a un’altra coupé degli anni 60: la 2000 CS. Cambiano anche le dimensioni: la nuova BMW Serie 4 Coupé è più lunga di 13 cm della precedente, per un totale di 477 cm.

Ampia scelta

La nuova BMW Serie 4 Coupé è già in vendita con prezzi a partire da 50.750 euro per la 420i con il 2.0 turbo a benzina da 184 CV. Lo stesso motore è disponibile anche con 258 CV mentre l’unica unità a gasolio e ibrida leggera è il 2.0 con 190 CV. La M440i xDrive del test ha un 3.0 turbo a 6 cilindri collegato tramite cinghia a una piccola unità elettrica da 11 CV, che fa di questa coupé una “mild hybrid”. Con 374 CV la sua potenza è seconda solo alla più sportiva M4 da 480 o 510 cavalli. La BMW M440i Coupé xDrive che abbiamo guidato costa 77.000 euro, che includono il kit estetico firmato dal reparto sportivo della casa, con paraurti specifici, e una messa punto più orientata al divertimento nella guida: comprende l’assetto ribassato di 1 cm con cerchi di 18”, i freni maggiorati, una quarta modalità di guida (la Sport+) che lascia più libertà al guidatore limitando l’intervento degli aiuti elettronici (come l’Esp) e lo sterzo a demoltiplicazione variabile: superati i primi gradi di rotazione del volante il comando si fa più diretto e nelle curve strette o in manovra, si lavora meno con le braccia. Viceversa, piccoli movimenti del volante quando questo è al centro, per esempio viaggiando in autostrada, non determinano repentini cambi di direzione, con vantaggi in fatto comfort e sicurezza. Sono di serie anche il climatizzatore trizona, i fari full led e il navigatore ma aiuti alla guida, come il cruise control adattativo e il montaggio dell’angolo cieco dei retrovisori, si pagano 2.360 euro (nel pacchetto Driving Assistant Professional).

Interni accoglienti

Per una sportiva l’abitacolo della BMW Serie 4 Coupé è spazioso e, dietro, può accogliere bene due adulti non più alti di 170 cm. Rifinito con materiali di qualità, ma con qualche mancanza come il rivestimento morbido per le tasche nelle porte, l’interno miscela efficacemente sportività ad eleganza. La posizione di guida bassa e distesa è confortevole e il sedile avvolgente con i fianchetti regolabili in larghezza è di serie. Come da tradizione, le versioni M dispongono del volante con la corona più spessa, che offre un’impugnatura non congeniale a tutti. Considerato il prezzo dell’auto, ci saremmo aspettati di serie il Live Cockpit Professional: per 1.600 euro include lo schermo di 10,3” (8,8” quello di serie) per l’impianto multimediale e il cruscotto digitale di 12,3” (analogico quello di serie) che, però, non è d’immediata lettura e poco personalizzabile: per esempio, la grafica che riproduce il tachimetro e il contagiri di grande formato ai lati del monitor non si può cambiare. Più convincente l’impianto d’infotainment con svariate funzionalità, gestibili anche da remoto, e finalmente dotato di Android Auto (oltre che di Apple CarPlay). Fra l’altro, mette a disposizione un operatore per l’assistenza a distanza 24 ore su 24. Per una coupé il baule è grande: 440 litri a divano in uso (si può ripiegare per ampliare la capacità di carico), appena 40 litri in meno della berlina BMW Serie 3.

Veloce senza strafare

Alla guida della BMW M440i Coupé xDrive si apprezza la morbidezza e la rotondità di funzionamento del 3.0 turbo a 6 cilindri. I 374 CV sono pronti e spingono con veemenza, ma in modo vellutato, a ogni regime. La trazione integrale, poi, garantisce sempre il grip necessario: anche sui fondi viscidi su cui si è svolto parte del test, l’auto è rimasta stabile. Bene l’agilità, nonostante il peso non proprio contenuto della vettura (1740 kg). All’altezza della situazione il cambio automatico a otto marce, completo di levette dietro il volante e della nuova funzione Sprint: premendo per circa un secondo la levetta a sinistra del volante scala più rapporti per volta e viene innestata la marcia più bassa possibile per avere uno scatto ancora più pronto agevolando, così, i sorpassi. 

La risposta dello sterzo è progressiva e diretta quel tanto che basta da non renderla nervosa. Anche nelle modalità di guida più sportive la “pesantezza” non è troppo consistente, avvantaggiando il comfort senza limitare la precisione del comando. A proposito del comfort, l’auto è ben insonorizzata e, complici le sospensioni a controllo elettronico (620 euro), le sconnessioni dell’asfalto sono ben assorbite. Quanto al consumo della BMW M440i, nel corso del test su tortuose strade collinari il computer di bordo ha indicato circa 11 km/l.

Secondo noi

Pregi
> Comfort. L’auto è silenziosa, con le sospensioni elettroniche incassa bene le buche e, per una coupé, l’abitacolo è ampio.
> Impianto multimediale. Finalmente dotato di Android Auto, offre parecchie funzionalità.
> Motore. Pastoso e senza vibrazioni nell’erogazione, ha una risposta corposa a tutti i regimi.

Difetti
> Cruscotto. Oltre che venduto a caro prezzo, quello digitale non è d’immediata lettura e offre limitate possibilità di personalizzazione.
> Sicurezza. Anche se costosa, l’auto non ha di serie aiuti alla guida come il cruise control adattativo e il montaggio dell’angolo cieco dei retrovisori.
> Volante. In questo allestimento griffato M ha la corona più spessa, che può non piacere a tutti.

SCHEDA TECNICA

Motore termico  
Carburante benzina
Cilindrata cm3 2998
No cilindri e disposizione 6 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 275 (374)/5000 giri
Coppia max Nm/giri 500/1900-5000
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri 8 (11)/n.d.
Coppia max Nm/giri n.d.
   
Emissione di CO2 grammi/km 155
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 250
Accelerazione 0-100 km/h (s) 4,5
Consumo medio (km/l) 14,7*
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 477/185/138
Passo cm 285
Peso in ordine di marcia kg 1740
Capacità bagagliaio litri 500/n.d.
Pneumatici (di serie) 225/45 R18 ant. - 255/40 R18 post.


*In base al ciclo WLTP

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Ritratto di Quello la
5 novembre 2020 - 19:02
A me il muso maiale/castoro piace da morire. E anche il profilo. E la coda. Il cruscotto meno.
Ritratto di katayama
5 novembre 2020 - 20:57
È un single frame Audi sdoppiato. Vedilo così. Che è poi come lo vedrebbe chi non ha mai visto una BMW prima di questa. Secondo me una scelta indovinata, pur capendo le perplessità dei "tradizionalisti".
Ritratto di Quello la
5 novembre 2020 - 21:25
A me pare tradizionalista. Ha un che di modernariato!
Ritratto di katayama
5 novembre 2020 - 21:48
Se pensi al frontale della 2000 CS. In effetti ne è la trasposizione nell'oggi.
Ritratto di Quello la
5 novembre 2020 - 22:59
Esatto. Riprende stilemi storici.
Ritratto di katayama
7 novembre 2020 - 09:08
Per coerenza. Più sotto mi sono "costituito", anzi, sono proprio passato dall'altra parte. No, la 2000 CS è altra cosa, ormai me ne sono convinto. Ho cercato di "capire", ma non ce l'ho fatta. Come già con le tozze GT hatchback, che infatti non hanno avuto successo.
Ritratto di katayama
7 novembre 2020 - 20:13
Quando uscirono le BMW di Chris Bangle i "consumatori" si sollevarono e dissero la loro in maniera accesa. Oggi tutti proni di fronte a uno stravolgimento di questo genere. Segno dei tempi. Il sistema iperconsumista funziona. Non si mette più in discussione niente. Il feticcio di turno non si tocca. Sarebbe sacrilego.
Ritratto di Quello la
7 novembre 2020 - 20:47
Le BNW di Bangle erano bellissime!
Ritratto di Flynn
7 novembre 2020 - 20:53
6
Tuttavia, all’epoca, ha diviso parecchio l’opinione. Salvo poi che quando I clienti più tradizionalisti si sono abituati ne hanno esaltato le qualità’
Ritratto di katayama
7 novembre 2020 - 21:25
Sì, ma Bangle è andato di cesello, e la 5er e la 6er erano e restano bellissime. Questi hanno proprio impugnato l'ascia... Di lavoro di squadra sicuramente trattasi, tipo arancia meccanica però. Del resto, la Giulia l'abbiamo massacrata per via d'un frontale sicuramente non dei più riusciti, ma che comunque rimanda abbastanza fedelmente (e in maniera forse troppo "dotta") a quello della Giulietta '55 (si veda in merito la splendida 55 Giulietta Project 2014). Questa, se vuole rimandare alla 2000 CS non ci riesce affatto. Non per stile, non per eleganza, non per sportiva sobrietà e classe, ecc. Come dico più sopra, è altra cosa proprio. Per vendere, venderà perché il brand, come fai ben intendere, convince anche i "tradizionalisti". Ma se noti, a questo termine s'attribuisce un'implicita connotazione negativa. Anche questo un segno dei tempi. Il nuovo per il nuovo, come fosse una droga.
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