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Hyundai Nexo: l’idrogeno le dà la “scossa”

Il motore elettrico da 163 CV alimentato da celle a combustibile fa della Hyundai Nexo una suv vivace e scattante. L’autonomia dichiarata non è male. In Italia, però, difficilmente la vedremo: fare il “pieno” di idrogeno è possibile solo a Bolzano.

21 febbraio 2018

Listino prezzi Hyundai Nexo non disponibile

  • Prezzo (al momento del test)

    Non in vendita
  • Consumo medio

    96,2 km/kg
  • Emissioni di CO2

    0 grammi/km
  • Euro

    -
Hyundai Nexo
Hyundai Nexo base
Energia dall’aria

La Hyundai non è nuova alla tecnologia delle celle a combustibile: il suo lavoro su questo sistema per trasformare, grazie a una reazione chimica, l’idrogeno contenuto in bombole e l’ossigeno dell’aria in elettricità è iniziato oltre 15 anni fa (già la ix35 ha avuto la sua versione di questo tipo). Con la Hyundai Nexo la casa coreana si è spinta oltre: la piattaforma è nuova e specifica per questo tipo di alimentazione e anche le linee sono uniche rispetto al resto della gamma. Lunga 467 cm (appena due meno della Santa Fe), dal vivo la Nexo sembra ben più compatta: il merito va alle forme arrotondate e al frontale con luci sottili. Le prime Nexo arriveranno nelle mani degli automobilisti nella seconda metà del 2018, ma ancora la casa non ha ufficializzato né come (al noleggio si potrebbe aggiungere anche la vendita) né su quali mercati. Difficile che l’Italia sia nel numero: al momento, l’unico impianto di rifornimento di idrogeno accessibile al pubblico è in provincia di Bolzano…

Garantita 10 anni

Alla Hyundai, credono che quella dell’auto a idrogeno sia, nel lungo periodo, la strategia vincente: dai loro calcoli, con i costi attuali già dopo 750 km di percorrenza il costo globale è inferiore a quello delle elettriche con batterie al litio. E, con l’abbassarsi dei prezzi, il conto è destinato a calare. La Hyundai Nexo, già oggi, dichiara 800 km di autonomia secondo i cicli di omologazione europei NEDC (ottimisti, proprio per questa ragione stanno per essere sostituiti dai più veritieri WLTP); la casa, tuttavia, parla di un’autonomia reale di circa 600 km. La Nexo, inoltre, si pone anche come una delle prime auto a idrogeno ad avere una “vita” comparabile con quella di vetture con motore a combustione interna: se sulla precedente ix35 le celle iniziavano a perdere efficienza dopo 5 anni, ora il degrado inizia non prima di un decennio (la garanzia, infatti, è di 10 anni o 160.000 km); e anche con un pacco di celle “vecchie”, a differenza delle auto a batteria, a ridursi non è l’autonomia (che dipende solo dai serbatoi di idrogeno), ma la potenza di picco erogata, e quindi le prestazioni.

Facile, ma le plastiche…

Per capire come si guida un’auto come la Hyundai Nexo, siamo volati fino in Corea. La prima impressione, una volta a bordo, è positiva: lo spazio abbonda anche dietro (i posti sono cinque, di cui quattro comodi), i comandi sono grandi e di immediata individuazione. Di qualità gli schermi del cruscotto digitale e del navigatore, che informano senza disorientare. Originali anche le forme della plancia, dai colori tenui e rivestita, come i pannelli delle porte, di uno spesso strato morbido. L’unico appunto riguarda le plastiche della plancia e delle maniglie, che imitano in maniera poco realistica il metallo e sembrano appartenere a una vettura economica di diversi anni fa. Se le tre ingombranti bombole non hanno ridotto lo spazio per le persone, certamente lo hanno fatto per i bagagli: 461 litri non sono granché (la Santa Fe ne offre 534) ed è quasi virtuale il doppiofondo. In compenso, lo schienale del divano è regolabile nell’inclinazione e si può così ricavare qualche centimetro “extra”.

Soprattutto comoda

Il test della Hyundai Nexo si è svolto su un percorso di circa 180 km di autostrada (limitata a 110 km/h), più una manciata in città. Alla fine, il computer di bordo segnava una media di 114 km/kg, migliore del dato omologato e pari a circa 720 km di autonomia. Chi ha provato un’auto elettrica saprà che cosa aspettarsi: uno scatto da fermo vivace (benché le auto che “incollano” al sedile siano altre…) e nessun rumore di meccanica o interruzioni nell’erogazione (il cambio, infatti, non c’è). Quello che, però, ha convinto di più è stata la sensazione di trovarsi a bordo di una vettura “matura”: lo sterzo ha un peso corretto e risponde con precisione, l’insonorizzazione (almeno fino ai 110 km/h) è molto curata e le asperità del fondo sono assorbite con efficacia. Cosa, quest’ultima, non scontata su auto pesanti (qui, benché un dato ufficiale non sia stato comunicato, occorre fare i conti con serbatoi e batterie) e non dotati (come in questo caso) di sospensioni ad aria. Semplice da usare il sistema di recupero di energia (che viene accumulata in una batteria agli ioni di litio capace anche di fornire corrente in maniera più rapida delle celle a combustibile quando viene richiesta istantaneamente la massima potenza), il cui intervento è regolabile su tre livelli agendo su “palette” dietro al volante.

Non gioca a ping-pong

Un’altra freccia all’arco di questa Hyundai Nexo sono i sistemi di sicurezza: molte auto hanno il cruise control adattativo che mantiene la distanza dai veicoli che la precedono e lavora insieme all’assistente di mantenimento di corsia, ma poche da noi provate seguono da sole le corsie in maniera così progressiva, senza “rimbalzare” da una linea di demarcazione all’altra. Inoltre, la Nexo monta anche un monitoraggio dell’angolo cieco evoluto: quando si aziona un indicatore di direzione, una delle telecamere posteriori mostra nel cruscotto le immagini di cosa avviene dietro di noi dal lato dove siamo per curvare: una soluzione semplice che integra il cicalino che si attiva in caso di presenza di un altro veicolo nell’angolo cieco.

Secondo noi

PREGI
> Abitabilità. Lo spazio per quattro abbonda, ma neppure il quinto è sacrificato.
> Comfort. Insonorizzazione e molleggio sono di qualità.
> Sistemi di sicurezza. Non saranno “rivoluzionari”, ma sono ben calibrati. “Furbe” le telecamere che controllano l’angolo cieco.
    
DIFETTI
> Plastiche. Quelle che imitano il metallo satinato hanno un aspetto molto economico.
> Baule. Non è piccolo in assoluto, ma le rivali con motore termico offrono qualche litro in più.
> Difficoltà di rifornimento. In Italia abbiamo un solo distributore. Ma anche nel resto dell’Europa non stanno molto meglio…

SCHEDA TECNICA
Motore elettrico trifase
Potenza massima kW (CV)/giri 120 (163)/n.d. giri
Coppia max Nm/giri 395/n.d.
Emissione di CO2 grammi/km 0
Tipo celle a combustibile con elettrolita polimerico
Tipo di batteria ioni di litio
Autonomia 800 km
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 179
Accelerazione 0-100 km/h (s) 9,2
Consumo medio (km/l) 96,2
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 467/186/163
Passo cm 279
Peso in ordine di marcia kg n.d.
Capacità bagagliaio litri 461/n.d.
Hyundai Nexo
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Ritratto di GranNational87
21 febbraio 2018 - 14:50
3
Una nazione, un distributore, non serve aggiungere altro.
Ritratto di maximepierre077
22 febbraio 2018 - 17:35
3
Quoto...se vai in giro e fai un buco in una città ti puoi imbattere in un cavo elettrico per fare una colonnina di carica....difficilmente in un tubo dell'idrogeno: basta dire questo (-: Autoveicoli con l'idrogeno come vettore di energia: una follia pura!
Ritratto di luclaz
12 agosto 2018 - 10:20
L'idrogeno fa paura... ai petrolieri! E a tutta la filiera del petrolio e collegati, imperi economici! Per questo lo frenano anziché incentivarlo come unica forma di energia veramente pulita, e salvifica per il pianeta!
Ritratto di Thresher3253
21 febbraio 2018 - 18:09
"i posti sono cinque, di cui quattro comodi" Che sorpresa per un suv.
Ritratto di grande_punto
21 febbraio 2018 - 18:22
3
Non mi piace molto quel muso che si ispira fin troppo alle ultime Citroen. Dentro invece la trovo molto bella e ben fatta, un buon lavoro.
Ritratto di Magnificus
21 febbraio 2018 - 18:29
L'auto non mi attira ma la tecnologia a emissioni 0 si...la direzione sarebbe quella
Ritratto di AMG
21 febbraio 2018 - 19:50
CONCRETA. Credo che lo sforzo per il terzo modello di grande diffusione della tecnologia ad idrogeno sia encomiabile da parte del costruttore coreano. Dopo le berline Toyota e Honda arriva il suv, da parte di un'altra casa costruttrice. Forse adeguarsi al passo ed iniziare investimenti intelligenti per una rete di rifornimento dovrebbe essere l'obbiettivo di alcuni stati. I costruttori ci stanno mettendo la loro, per trovare nuove tecnologie più green all'auto convenzionale. La ricerca per il ricavo dell'idrogeno in forma pura promette risultati entusiasmanti, ben di più dell'elettrico. Capisco poi che Mercedes non lanci il suo modello ibrido! Gli stati non prevedono di adeguarsi con una soddisfacente rete di distribuzione.
Ritratto di maximepierre077
22 febbraio 2018 - 17:42
3
@AMG: ma rifletti quando fai questi commenti: sai quanto è efficiente l'idrogeno come vettore di energia e per accumulare l'energia comparato ad un sistema di accumulo a batteria includendo l'energia per produrre le batterie ed il loro ciclo di vita: meno di un quarto, ciò vuol dire che un veicolo ad idrogeno ha un'efficienza del 25% rispetto ad un veicolo a batterie: e questo lo dicono tutti gli studi persino quelli di parte della Shell... Per non parlare dei metalli rari e del costo di smaltimento delle celle a combustibile che è esorbitante rispetto alle batterie. L'idrogeno è solo utile alle compagnie petrolifere che devono sostituire il petrolio con un altro "liquido" (si l'idrogeno si stocca a 700bar) da vendere. Il loro scopo cessa praticamente con la dismissione del petrolio come combustibile. E poi lo stoccaggio di kg.1 di idrogeno a 700 bar richiede già di per se 15 kWh di energia: bene hai idea con 15kWh di energia quanti km percorri con una Zoe: circa 100km....ma fatemi il piacere l'idrogeno lasciatelo ai missili per andare in orbita!
Ritratto di emergency
22 febbraio 2018 - 12:33
Molto innovativa e irragiungibile nella vecchia Europa se la sognano
Ritratto di FRANCESCO31
22 febbraio 2018 - 17:01
senza nucleare , non si può produrre idrogeno in quantità industriale a prezzi minimamente competitivi. Per cui in Italia ,dopo i 2 referendum contro il nucleare; GAME OVER
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