PRIMO CONTATTO

Hyundai Nexo: il comfort dell’idrogeno

Spaziosa, comoda e briosa, la suv elettrica Hyundai Nexo cambia nello stile. La vera particolarità è il funzionamento a idrogeno: per farle un pieno bastano cinque minuti, ma i distributori in Italia sono ancora pochissimi. E il prezzo è alto.
Pubblicato 13 maggio 2026
  • Prezzo (al momento del test)

    € 80.500
  • Autonomia (dichiarata)

    751 km
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    -
  • Euro

    -
Hyundai Nexo
Hyundai Nexo FCEV XClass
Fare il pieno resta un problema

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Procede con (molta) fatica il percorso in Italia delle auto elettriche a idrogeno, che garantiscono la dote principale delle vetture a batteria (l’assenza di emissioni nocive allo scarico: in questo caso c’è un tubo dal quale esce solo innocuo vapore acqueo) senza le lunghe soste per la ricarica (un “pieno” di gas dura solo cinque minuti). Quest’ultimo pregio però assume via via meno importanza con i continui progressi delle elettriche a “pila” in termini di autonomia e velocità di ricarica (a patto di trovare una colonnina abbastanza potente) e restano una serie di problematiche che rendono i modelli a idrogeno utilizzabili solo da pochissimi (ed economicamente non convenienti, quanto meno per i privati). 

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Entro l’estate del 2026 è prevista l’apertura della stazione di rifornimento di Rho (a nord di Milano), ma in totale ce ne saranno comunque meno di dieci in Italia, e tutte al Nord (lungo le autostrade Modena-Brennero e Milano-Genova). Per il carburante si spende più o meno come per la benzina (1 kg costa circa 15 euro e basta per un centinaio di km) e le auto stesse sono care: la suv Hyundai Nexo appena rinnovata che abbiamo potuto guidare ha prezzi che partono da 72.600 euro (per la Business). La casa coreana e la giapponese Toyota con la Mirai sono le uniche a proporre in vendita vetture di questo tipo. 

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A otto anni dal debutto, la suv Hyundai Nexo si rivoluziona nello stile (più massiccio e squadrato) e cresce di otto centimetri in lunghezza. La coreana è mossa da un motore elettrico da 204 CV (41 in più di prima) alimentato da una pila a combustibile: un dispositivo elettrochimico miscela l’idrogeno contenuto nei serbatoi con l’ossigeno dell’aria per generare corrente. Secondo la casa, con un pieno  di 6,7 kg di idrogeno la Nexo del test percorre in media 751 km (826 km se si sceglie coi cerchi di 18” invece che di 19”); il vecchio modello si fermava a 666 km. 

Assai squadrata

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La Hyundai Nexo ora ha un look più “geometrico” e massiccio: nell’alto frontale sono posti i fari a matrice di led (di serie) rettangolari uniti da una sottile mascherina. Nelle fiancate ci sono profondi solchi che attraversano le portiere (con maniglie a scomparsa), vistosi passaruota in plastica e cerchi di 19” dal profilo aerodinamico (di serie nella XClass). L’auto del test ha delle telecamere al posto degli specchietti esterni (sono nel Tech Pack da 3.100)  per ridurre la resistenza (e i fruscii) aerodinamici. Dietro spiccano il lunotto abbastanza inclinato (con “tergi” nascosto sotto lo spoiler) e i fanali quadrati e compatti. Il portellone è motorizzato.

Dentro è luminosa e moderna

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Il curato abitacolo della Hyundai Nexo è luminoso, anche per via dell’ampio tetto in vetro apribile (sempre nel Tech Pack). Gradevole la pelle che ricopre i sedili (riscaldabili in tutte le versioni), mentre sui pannelli porta e nella parte alta della plancia si trova dell’ecopelle. Il tunnel centrale nella vecchia versione ospitava una miriade di tasti, fra cui quelli del selettore del senso di marcia (ora in una comoda leva collegata alla parte destra del piantone dello sterzo), quelli del “clima” e quelli per la gestione dell’impianto multimediale.

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La maggior parte di questi comandi sono stati spostati in un sottile pannello “touch”, difficile da raggiungere e durante la guida è facile distrarsi. Cruscotto digitale e impianto multimediale contano su due validi schermi entrambi di 12,3” (prima erano rispettivamente di 7” e di 10,25”). I display hanno un’ottima risoluzione ed è semplice navigare fra i diversi menù, attraverso icone grandi e abbastanza intuitive. Per abituarsi a utilizzare gli schermi degli “specchietti” (riportano quanto ripreso dalle telecamere esterne) serve invece un po’ di abitudine.

Cresce il bagagliaio

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Le ampie e soffici poltrone (regolabili elettricamente) ospitano con grande agio anche due persone di corporatura robusta. Il divano è adeguato anche per tre adulti e il pavimento è praticamente piatto. Nel retro del mobiletto posto fra i sedili anteriori, oltre alle bocchette del “clima” (automatico bizona) ci sono quattro prese: due Usb-C e due a 250 V (delle quali una ad alta potenza: oltre 3,5 kW, utile anche per caricare in fretta batterie di bici o monopattini). Il bagagliaio ha un’imboccatura molto ampia e il vano ha una forma regolare: la casa dichiara 510 litri di capacità viaggiando in cinque, che diventano 1.630 reclinando lo schienale del divano. Nella versione precedente la capienza del bagaglio andava da 461 a 1.466 litri.

Corrente dall’idrogeno

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Il motore elettrico da 204 CV che muove le ruote anteriori è alimentato dalla corrente generata dalla pila a combustibile grazie alla reazione fra l’ossigeno dell’aria esterna e l’idrogeno (stoccato a 700 bar in tre serbatoi). La Hyundai Nexo dispone pure di una batteria al litio da 2,64 kWh, che funge da “tampone”: permette di recuperare l’energia durante i rallentamenti, sfruttandola poi nella accelerate (anche per compensare quel lieve ritardo tipico delle celle a combustibile nel fornire la potenza). 

Comoda

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Le sensazioni trasmesse dalla Hyundai Nexo sono simili a quelle di una normale auto elettrica, con un’erogazione della potenza piuttosto dolce. Utili palette dietro al volante consentono di variare la frenata rigenerativa: alla massima intensità si può inserire anche la guida monopedale (sollevando il piede dall’acceleratore, l’auto rallenta fino al completo arresto), che può essere comoda nel traffico. In generale, l’auto è molto silenziosa, scorre morbida sulle buche e acquista velocità con un certo brio (per la casa, lo 0-100 km/h viene coperto in 8,1 secondi). L’auto è grande, ma si guida con piacere: tiene bene la strada, ha uno sterzo abbastanza diretto, corica poco nelle curve prese in velocità e ha le telecamere a 360° per parcheggiare facilmente. 

Dotazione ok

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La versione XClass di questa prova è “ricca” e dispone di serie della guida semiautonoma, delle poltrone climatizzate, delle sedute nei lati del divano riscaldabili e dei vetri posteriori scuri. A 7.900 euro meno c’è la Business che ha gli stessi sistemi di assistenza alla guida e gli efficaci fari a matrice di led della XClass, ma rinuncia al comodo head-up display, all’hi-fi della Bang & Olufsen e ai sedili in pelle.

SECONDO NOI

PERCHÉ SÌ
  • Comfort
    L’abitacolo è ben insonorizzato e l’auto scorre morbida sulle buche.
  • Guida
    È un’auto briosa, stabile e con uno sterzo valido.
  • Sistema multimediale
    Elevata la risoluzione e intuitive da usare le icone dei menù del display.
PERCHÉ NO
  • Comandi “touch”
    Quelli al centro della consolle sono difficili da raggiungere e distraggono.
  • Difficoltà di rifornimento
    In Italia le stazioni dell’idrogeno sono poche, se ne contano meno di una decina.
  • Prezzo
    In genere, un’elettrica di pari prestazioni costa molto meno.

SCHEDA TECNICA

Motore elettrico trifase
Potenza massima kW (CV) 150 (204)
Coppia max Nm 350
Emissione di CO2 grammi/km 0
Tipo celle a combustibile con elettrolita polimerico
Tipo di batteria ioni di litio
Autonomia 751 km
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 173
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,1
Consumo medio (km/kg di H2) 123,5
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 475/187/168
Passo cm 279
Peso in ordine di marcia kg 1880
Capacità bagagliaio litri 510/1630
Hyundai Nexo
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Ritratto di Alexspc79
13 maggio 2026 - 19:59
13
La linea non è tanto bella, però (tranne l'idrogeno) il resto è ottimo
Ritratto di AZ
13 maggio 2026 - 20:09
L'idrogeno la rende inutile, purtroppo.
Ritratto di giocchan
13 maggio 2026 - 20:32
Il posteriore, dal vero, può essere solo migliore di così.
Ritratto di Quello la
13 maggio 2026 - 20:34
Come si chiamava, quella Pontiac? Egizzzianik? Atzirik? Babilonetzik?
Ritratto di Gordo88
14 maggio 2026 - 11:19
1
Az.. il 3/4 posteriore ci somiglia abbastanza ma non è il suo peggior difetto
Ritratto di jons73
14 maggio 2026 - 13:54
Esatto , è proprio lei l Pontiac Aztek
Ritratto di Gordo88
13 maggio 2026 - 20:56
1
Purtroppo le celle a combustibile di H2 è una tecnologia che procede troppo lentamente rispetto alle batterie ed il gap in termini di costi aumenta..
Ritratto di BZ808
13 maggio 2026 - 21:43
Pure fosse pieno di distributori, non credo la comprerei...
Ritratto di TheMatt1976
13 maggio 2026 - 21:46
Dovrebbero rottamare questo scempio non appena uscita dalla fabbrica.
Ritratto di Duke of Hazzard
14 maggio 2026 - 08:02
Mi piace un sacco il design futur - retro che sta adottando la Hyundai, però 80.000 euro sono assurdi
Ritratto di shpartalloj harabela
14 maggio 2026 - 08:28
1
bella come una spruzzata di idrogeno a 300bar negli occhi
Ritratto di Kriss Parker
17 maggio 2026 - 11:03
700
Ritratto di NITRO75
14 maggio 2026 - 09:43
E be considerando l'investimento iniziale, ed il fatto che i distributori di idrogeno sono rari come gli orsi polari nel Sahara, alla fine ho una vettura elettrica, ma in conclusione.....PERCHE' UNO LA DOVREBBE ACQUISTARE?????
Ritratto di ziobell0
14 maggio 2026 - 10:22
disegnata sotto effetto di fentanil
Ritratto di Clovis
14 maggio 2026 - 10:28
Ecco quando non ci sono incentivi e straincentivi il tanto voluto green quanto costa. Tutti a lamentarsi del prezzo, ma gli amanti del green elettrico dovrebbero farsi due domande e ringraziare i contribuenti se, nonostante sborsano già il doppio per un tecnologia inutile, riescono comunque a portarla a casa.
Ritratto di Ultimojedi
14 maggio 2026 - 11:26
Tu la guardi e immediatamente capisci che è un oggetto di lusso, del resto 80k... e poi devi farti una preghiera ogni volta che vai a fare rifornimento, che nella stazione di servizio non ci sia nemmeno un guarnizioncina un po' usurata, altrimenti si porrà qualche problema per riconoscere il cada-vere.
Ritratto di 02-0xygenerator
14 maggio 2026 - 12:59
Bruttina. Auguri
Ritratto di alvolanaftonee
14 maggio 2026 - 18:50
4
Meglio dei due cessi che guidi sicuramente questa è meglio.
Ritratto di markb
14 maggio 2026 - 15:12
questa specificatamente non è un esempio di bellezza, ma in generale è un peccato che si sviluppi questo tipo di alimentazione.
Ritratto di markb
14 maggio 2026 - 15:12
che NON si sviluppi*
Ritratto di NITRO75
14 maggio 2026 - 15:34
Be ma in ogni caso ha un costo non indifferente produrre l'idrogeno da autotrazione....quindi non so dove va l'ago della bilancia.
Ritratto di markb
14 maggio 2026 - 16:44
però come tante cose, se ci si investe poi negli anni si sviluppano modalità più economicamente sostenibili
Ritratto di Tistiro
14 maggio 2026 - 17:08
Io con l impianto a elettrolisi viaggio aggratis
Ritratto di Mucho
14 maggio 2026 - 19:13
Penso che hiunday lo faccia apposta per non venderle. Quanto mi piacerebbe una versione normalizzata della Kona con dei fanali decenti
Ritratto di pikkoz
15 maggio 2026 - 10:30
Mah , guardate che l'idrogeno sia a livello di autotrazione che di produzione, sono decadi che si sono spesi miliardi e miliardi per lo sviluppo e per la costruzione della filiera idrogeno , grazie al lobbying dell' industria petrolchimica i fondi per l'idrogeno sono mica più bassi di quelli per l elettrifocazione, anzi .
Ritratto di Lomax
15 maggio 2026 - 13:14
Qui s'arriva all'acme: "Difficoltà di rifornimento - In Italia le stazioni dell’idrogeno sono poche, se ne contano meno di una decina." Ah, e questa si chiamerebbe "difficoltà". Ma anche a prescindere, quanto costerebbe al litro ci fosse pure una stazione ogni chilometro? Con che energia si produrrebbe, comprimerebbe, stoccherebbe e quindi distribuirebbe? Vedasi, quando la realtà mediatica si stacca dalla realtà reale, poi non ci si deve lamentare, dico in generale, vale per tutti e per tutto. La gente vive, esperisce direttamente, ma soprattutto ragiona, o almeno dovrebbe farlo.
Ritratto di Kriss Parker
17 maggio 2026 - 11:11
Se prendiamo100kWh di energia pulita generata da fotovoltaico o eolico:In un'auto elettrica a batteria BEV tra ricarica, gestione della batteria e motore elettrico, circa l'85% di quell'energia iniziale arriva effettivamente alle ruote.In un'auto a idrogeno FCEV dopo elettrolisi, compressione, trasporto e riconversione nella fuel cell, alle ruote arriva spesso solo il 25% dell'energia iniziale. Significa che per fare gli stessi chilometri serve circa il quadruplo, dell'energia da fonti rinnovabili. e ti ritrovi in ogni caso con una batteria da gestire, anche se più piccola e un serbatoio a 700bar nel baule. masochismo puro.
Ritratto di theuncleBoardGames
22 maggio 2026 - 14:05
A parte la bruttezza (il gusto è personale, ma è obiettivamente brutta), il fatto che sia ad idrogeno la fa diventare automaticamente inutile. La tecnologia ad idrogeno va a rilento semplicemente perchè produrre l'idrogeno per le auto oggi è una follia a livello economico e di dispendio di energie. Oltre a quello ci sarà tutto il lavoro per l'eventuale conversione dei vecchi distributori... insomma, un lavoraccio. Tra la nuove tecnologie, quella elettrica al momento è l'unica che ha senso (l'energia elettrica già esiste...) in attesa che magari qualcosa cambi. Ma al netto di tutto, è un'auto brutta, molto brutta.
Ritratto di maximax
24 maggio 2026 - 22:02
ma come fanno a progettare un auto cosi brutta

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