PRIMO CONTATTO

Hyundai Santa Fe: spaziosa, intuitiva, un po’ “secca” sulle buche

La quarta generazione della Hyundai Santa Fe migliora nelle finiture. Ben insonorizzata, con i cerchi di 19’’ non assorbe sempre al meglio le asperità. Grintoso il 2 litri a gasolio da 182 CV e vellutato il cambio automatico.

1 marzo 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 49.000*
  • Consumo medio

    n.d.
  • Emissioni di CO2

    n.d. grammi/km
  • Euro

    6
Hyundai Santa Fe
Hyundai Santa Fe 2.0 CRDi Style Automatica 4WD

*prezzo indicativo

La riconosci subito

Impossibile scambiare la nuova Hyundai Santa Fe con il modello in via di pensionamento: le luci diurne sono sottili e appuntite, unite da un fregio color metallo e montate molto più in alto dei fari (anche di tipo full led e raggruppati, assieme ai fendinebbia, sotto due vetri a cinque lati). La fiancata è muscolosa, i vetri posteriori più ampi e i fanali a sviluppo orizzontale si allungano sopra i passaruota. Costruita in Corea, è anche più lunga di 7 cm (477 in totale. Due i motori, a gasolio e ripresi dalla Santa Fe oggi in listino, ma aggiornati: un 2 litri da 150 o 182 CV (entrambi con 397 Nm di coppia) e un 2.2 da 197 CV e ben 436 Nm. Ancora da confermare l’arrivo in Italia del 2.4 a benzina da 185 CV e 241 Nm. A scelta, la trazione è anteriore o integrale, con bloccaggio del differenziale centrale, e il cambio può essere manuale o automatico a otto rapporti. Quest’ultimo è una nuova unità con convertitore di coppia, sviluppata dalla stessa Hyundai.

Spaziosa e ben fatta

In attesa di guidare un esemplare in specifiche europee (le prime consegne inizieranno dopo l’estate e, secondo la casa, le differenze riguarderanno solo sospensioni e sterzo un po’ più rigidi), siamo volati in Corea per  metterci alla guida di una Hyundai Santa Fe per il mercato locale: una 2.0 a gasolio da 182 CV, full optional, con trazione integrale e cambio automatico. A bordo, il passo avanti per quanto riguarda le finiture e la praticità dei comandi è evidente: uno spesso strato morbido con inserti in pelle e impunture a contrasto riveste la plancia e i pannelli delle porte. Senza essere di lusso o stupire con soluzioni azzardate, questa Hyundai non delude né per materiali né per montaggi. Viste le dimensioni della vettura, pare scontato dire che l’abitabilità è elevata; nella terza fila, opzionale, gli adulti potrebbero invece desiderare qualche centimetro in più per le ginocchia (in compenso, ci sono pratici appigli che facilitano l’accesso e la discesa). Con la lunghezza della vettura è cresciuto anche il baule che, nella versione a 5 posti, tocca i 625 litri.

“Facile” ma non connessa

Promossi senza riserve i comandi della Hyundai Santa Fe: tasti e rotelle di grandi dimensioni, ben collocati, permettono di gestire facilmente qualunque funzione. Convincente anche il sistema multimediale: con schermo di 7 o 8 pollici, è un’evoluzione di quello usato da tutte le Hyundai più recenti. Risponde con rapidità, è dotato di navigatore, Android Auto e Apple CarPlay e presenta le informazioni con chiarezza. In Europa, però, non è previsto l’arrivo dei servizi online Blue Link, già disponibili da anni in Asia e Nord America, che permettono di gestire la vettura da un’app del cellulare e di ricevere assistenza a distanza. Sulle Santa Fe più ricche il cruscotto è parzialmente digitale: fra i tre elementi a lancette c’è uno schermo a colori di 7’’, che presenta i dati in maniera chiara ma non è personalizzabile. Optional, infine, l’head-up display, che proietta molti dati sul parabrezza: non lo fa limitandosi a numeri e pochi pittogrammi, ma è un vero e proprio schermo a colori in alta definizione che copre una superficie pari a 8 pollici.

Sicura anche da ferma

Completa l’offerta sulla sicurezza benché, finché non saranno ufficializzati i listini, non si possa dire che cosa è di serie e che cosa a pagamento. Sulla Hyundai Santa Fe non mancano, comunque, il cruise control adattativo che lavora in combinazione con il sistema di mantenimento attivo della corsia: funzionano in maniera fluida ma nel nostro test l’auto aveva la tendenza a stare troppo sulla destra. Più di una volta ci siamo trovati a pochi centimetri da altri veicoli che marciavano nella corsia più a destra della nostra... Poco comuni ma “furbi” il Safety Exit Assist e il Rear Occupant Alert: il primo ritarda l’apertura delle porte quando, da fermi, si sta per scendere ma l’elettronica rileva un veicolo in avvicinamento da dietro, che potrebbe colpirci. Il secondo, invece, sfrutta sensori di movimento posti sopra la seconda fila di sedili per avvisare (con colpi di clacson e l’accensione intermittente delle luci) della presenza di bambini o animali rimasti a bordo dopo che ci siamo allontanati dalla vettura. 

Tutt’altro che “molle”

Il percorso alle porte di Seoul, sul quale abbiamo potuto guidare la nuova Hyundai Santa Fe, prevedeva traffico intenso, scorrevoli strade extraurbane e tratti autostradali: per quanto riguarda questi ultimi, dato il limite coreano di soli 110 km/h, sospendiamo il giudizio sulla qualità dell’insonorizzazione (benché le prime impressioni siano positive). I 182 cavalli del turbodiesel a quattro cilindri muovono con un certo brio la pesante suv, benché la spinta “vera” arrivi solo a ridosso dei 2000 giri. Specialmente da fermi, quando lo Stop&Start non lavora, arrivano però un po’ troppe vibrazioni su volante e pedali. Il nuovo cambio automatico a otto marce è una piacevole scoperta: i passaggi di marcia sono veloci quanto serve (in modalità Sport “tiene” più a lungo il rapporto) e inavvertibili, mentre l’elettronica seleziona sempre la marcia più appropriata. La Hyundai Santa Fe del test non era dotata di palette al volante che, però, saranno proposte almeno come optional in Europa. A dispetto della mole, la Santa Fe si è dimostrata sufficientemente agile: lo sterzo è abbastanza preciso e ha un corretto peso, mentre l’avantreno non ha la tendenza ad allargare la traiettoria. Per quest’ultimo punto, il merito va in parte alle gomme 235/55 su cerchi di 19’’ dell’auto guidata: queste ultime, però, di contro non permettono un ottimale assorbimento delle asperità più marcate del fondo, e la Hyundai non propone neppure a pagamento sospensioni elettroniche che possano migliorare il comfort. L'auto non è ancora stata omologata per l’Europa e, quindi, non esistono valori ufficiali su emissioni e consumi; alla fine del nostro giro, però, il computer di bordo indicava poco più di 13 km/l.

Secondo noi

PREGI
> Cambio automatico. Progettato e costruito dalla stessa Hyundai, innesta sempre con dolcezza il rapporto corretto; e può essere dotato di palette al volante.
> Comandi. Convincono per grandezza e disposizione: si trovano al primo colpo.
> Sistemi di sicurezza. In aggiunta a quelli più conosciuti, ci sono quello che ritarda l’apertura delle porte per evitare di colpire altri veicoli in transito e quello che avvisa se abbiamo dimenticato bambini o animali a bordo.

DIFETTI
> Assorbimento. Almeno con i cerchi di 19’’, che montano gomme dalla spalla più bassa, le asperità più marcate vengono mal “digerite”.
> Mantenimento di corsia. Si apprezza la dolcezza delle manovre con cui l’auto rimane in corsia da sola, però il sistema la fa stare un po’ troppo a destra.
> Vibrazioni. Quando non viene spento dallo Stop&Start, il 2.0 trasmette distintamente vibrazioni a pedali e volante.

SCHEDA TECNICA
Carburante gasolio
Cilindrata cm3 1995
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 134 (182)/4000
Coppia max Nm/giri 397/1750
Emissione di CO2 grammi/km n.d.
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 201
Accelerazione 0-100 km/h (s) 10
Consumo medio (km/l) n.d.
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 477/189/168
Passo cm 277
Posti 5
Peso in ordine di marcia kg n.d.
Capacità bagagliaio litri n.d.-625/n.d.
Pneumatici (di serie) n.d.
Hyundai Santa Fe
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13
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Ritratto di Moreno1999
1 marzo 2018 - 17:20
4
Ho sempre amato le precedenti Santa Fe. E guarda caso, questa già la odio. Mi basta vedere il fanale sdoppiato per farlo
Ritratto di marcoveneto
1 marzo 2018 - 19:21
Assolutamente d'accordo.
Ritratto di lucios
1 marzo 2018 - 20:54
4
D'accordo, la ricerca di questo nuovo stile non la concepisco proprio. Se da un lato danno un tocco di originalità, dall'altro stravolge completamente gli equilibri dei frontali. E se i tedeschi non lo stanno adottando, ci sarà un motivo.
Ritratto di grande_punto
1 marzo 2018 - 17:37
3
Linea veramente brutta. Rispetto alle precedenti questa è almeno 4 gradini sotto (esteticamente parlando).
Ritratto di 1951
1 marzo 2018 - 17:48
1
Sono tutte uguali senza personalità disegnate ai computer. Si deve guardare il marchio della casa per riconoscere una dall'altra.
Ritratto di dreamerofcars
1 marzo 2018 - 17:53
auto di sostanza, a me piace. La preferisco a Skoda/Seat. Curioso di vederla dal vivo.
Ritratto di bridge
1 marzo 2018 - 19:17
1
Non mi convince... Preferivo il modello precedente. Comunque, guardando meglio le foto, gli interni non sono male per me.
Ritratto di Ercole1994
1 marzo 2018 - 19:49
Mi accodo ai commenti precedenti al mio: trovo anche io la serie del 2012, la migliore di tutte le Santa Fe. Questa, non sarebbe nemmeno male, però il frontale con fari a 3 livelli, rovina l'insieme.
Ritratto di Fr4ncesco
1 marzo 2018 - 20:05
A me piace, soprattutto nei 3/4 del posteriore. L'unica sono gli interni che mi ricordano la Tipo a non convincermi, hanno un aspetto, perlomeno visivo, un po' troppo da utilitaria.
Ritratto di AMG
1 marzo 2018 - 20:14
Ahah, non avrà mercato. Capisco i contenuti ma il prezzo è folle... Il frontale comunque è l'unica cosa che mi piace, pur senza convincermi. Il resto è tutto un NO.
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