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Mitsubishi Space Star: tranquilla di carattere, migliora in sicurezza e infotainment

La Mitsubishi Space Star si rifà il “trucco”: frontale più personale, sistema multimediale al passo con i tempi e tanti aiuti alla guida. Buono lo spazio per le persone, meno per i bagagli. Il 1.2 spinge con regolarità ed è abbinato a un preciso cambio manuale.
Pubblicato 04 dicembre 2019
  • Prezzo (al momento del test)

    € 17.000*
  • Consumo medio (dichiarato)

    19,6 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    102*
  • Euro

    6d-TEMP
Mitsubishi Space Star
Mitsubishi Space Star 1.2 ClearTec Intense
Guadagna in personalità

Per la piccola Mitsubishi Space Star, nata nel 2013, si tratta del secondo restyling, che segue quello del 2016. Cambia radicalmente il frontale, ora ben più personale e sportiveggiante, oltreché allineato a quello delle più recenti Mitsubishi; e può essere impreziosito da brillanti fari full led opzionali (la stessa tecnologia è usata anche per i fanali). La sua lunghezza di 385 cm (5 più di prima) la colloca in un “limbo” fra citycar e utilitarie: dalle prime riprende le finiture, il bagagliaio e il prezzo (specialmente approfittando dei generosi sconti che tradizionalmente interessano questo modello), dalle seconde l’abitabilità, tanto che è omologata a cinque posti. Tutte possono essere guidate da neopatentati e, come per gli altri modelli della casa, la garanzia è di ben 5 anni (o 100.000 km).

È più sicura

Invariati i motori della Mitsubishi Space Star: 1.0 e 1.2 a benzina, entrambi a tre cilindri, abbinati a un cambio manuale a cinque marce che ora ha la quarta e la quinta più corte per rendere le riprese un po’ più vivaci. Il motore più grande può anche essere abbinato alla trasmissione automatica con variazione continua di rapporto. Debuttano, inoltre, nuovi sistemi di sicurezza, tutti di serie tranne che sulle versioni di accesso: frenata automatica con riconoscimento dei pedoni, avviso di superamento involontario della corsia (non sulla 1.0), abbaglianti automatici e retrocamera. Le consegne inizieranno a marzo, con prezzi indicativi da 12.500 euro (circa 11.000 sfruttando le promozioni). Ad aprile arriveranno le varianti a Gpl, per la prima volta anche sul motore più grande e pure col cambio automatico.

Display di 7’’

Dentro, spiccano i nuovi rivestimenti (anche parzialmente in finta pelle), estesi per la prima volta alle porte; e, per le 1.2 con cambio automatico, c’è il bracciolo centrale sollevabile. Ovunque, però, troviamo materiali rigidi, con plastiche lucide e dall’aspetto più robusto che gradevole; e non mancano viti a vista vicine alle maniglie. Scomodo il comando del computer di bordo, che si aziona premendo un pulsante sul vetro del cruscotto: costringe a mettere la mano fra le razze del volante. Pregevoli invece le cinture di sicurezza regolabili in altezza: una rarità su auto così piccole. Meno positivo il quadro dei sedili della Mitsubishi Space Star: hanno un’imbottitura rigida, ma non sono ben sagomati e presentano la regolazione in altezza che fa scendere solo la parte posteriore del cuscino e una registrazione dello schienale che avviene a scatti piuttosto distanziati. In compenso, le poltrone possono essere riscaldabili. Escluse le versioni “base”, tutte hanno di serie il sistema multimediale con schermo tattile di 7’’: è rapido nella risposta e supporta Android Auto e Apple CarPlay. Il baule rispecchia le dimensioni esterne compatte: fra le utilitarie è uno dei più piccoli (e anche fra le citycar c’è chi fa meglio...) e ha una bocca di carico che si stringe molto in basso.

Spinge quanto serve

Leggera com’è (non arriva ai 900 kg, le nuove dotazioni le hanno fatto guadagnare solo 15 kg), la Mitsubishi Space Star si muove con agilità. Il 1.2 ha la coppia che serve per riprendere velocità senza dover ricorrere spesso al cambio, che ha innesti precisi, ma la frizione non sempre ben modulabile: c’è la spinta che serve per muoversi senza affanno anche a pieno carico, pur senza pretese di sportività. Ridotte, ma non assenti, le vibrazioni, che emergono principalmente da fermi quando lo Stop&Start non lavora. Lo sterzo non è né particolarmente leggero né preciso, almeno se comparato a quello delle più recenti utilitarie, ma il raggio di sterzata è contenuto; solo discreto l’assorbimento delle asperità, anche a causa dei cerchi di 15’’ montati sull’auto provata. E non ci ha convinto neppure il “clima”: durante il test, se impostato in modalità automatica lasciava continuamente appannare parabrezza e vetri laterali, non facendo uscire aria dalle bocchette dedicate.

Secondo noi

PREGI
> Abitabilità. In relazione alle misure esterne, i centimetri a bordo sono parecchi, anche sul divano.
> Garanzia. La copertura è maxi: 5 anni o 100.000 km.
> Sistema multimediale. Reattivo e dotato di Apple CarPlay e Android auto, è di serie per tutte le versioni, tranne la “base”.

DIFETTI
> Baule. La capacità è da citycar: le migliori rivali fra le utilitarie offrono più di 350 litri; e anche fra le auto da città c’è chi offre una ventina di litri in più.
> Computer di bordo. Si passa da un’indicazione all’altra premendo un pulsante sul cruscotto, che richiede di mettere le mani fra le razze del volante: non il massimo per la sicurezza in marcia.
> Sedili. Gli scatti di registrazione dello schienale sono piuttosto distanziati, la seduta ha un’imbottitura rigida e un po’ “bombata”, mentre la regolazione in altezza avviene solo su una parte della seduta.

*Valori provvisori

SCHEDA TECNICA

Carburante benzina
Cilindrata cm3 1193
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 59 (80)/6000 giri
Coppia max Nm/giri 106/4000
Emissione di CO2 grammi/km 105*
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 (manuale) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori tamburi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 180
Accelerazione 0-100 km/h (s) 12,8
Consumo medio (km/l, ciclo WLTP) 20*
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 385/167/151
Passo cm 245
Peso in ordine di marcia kg 875
Capacità bagagliaio litri 235/912
Pneumatici (di serie) 165/65 R14
Mitsubishi Space Star
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Ritratto di manuel1975
4 dicembre 2019 - 13:07
venderebbe di piu con un 1.0 turbo
Ritratto di otttoz
4 dicembre 2019 - 13:21
finalmente e benvenuti ADAS...l'avrebbero potuto fare anche sulla Punto e tenerla in vita con un buon prezzo d'attacco!
Ritratto di Sepp0
4 dicembre 2019 - 15:54
In diretta dagli anni 90. Mammamia che orrore.
Ritratto di sergioxxyy
5 dicembre 2019 - 11:24
concordo...e pure bruttina negli stessi anni 90!!
Ritratto di Magnificus
4 dicembre 2019 - 17:59
17000€ mi sembrano tanti....o no?
Ritratto di Giuliopedrali
4 dicembre 2019 - 18:52
Esistono ancora ste robe qua...
Ritratto di treassi
4 dicembre 2019 - 20:15
Povera Mitsubishi... Come ti hanno ridotta... tante volte è meglio chiudere bottega...
Ritratto di Road Runner Superbird
4 dicembre 2019 - 20:27
Ma chi compra un'auto del genere? A quel prezzo si prende una segmento B seria nuova, km0 top di gamma. Il costo giusto per questo modello è 10k euro.
Ritratto di elakos
4 dicembre 2019 - 21:31
In pratica con 17.000 euro porti a casa: viti a vista, look anni 90, clima appannante, impreciso, bagagliaio minuscolo e un'auto che ti costringe ad infilare un braccio tra le razze del volante per consultare il computer di bordo. Direi niente male
Ritratto di Illuca
5 dicembre 2019 - 05:16
Omammamia!
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