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Opel Insignia Grand Sport: comoda e agile (ma non nel cambio)

La nuova Opel Insignia diventa Grand Sport: ha più personalità e convince per comfort ed ergonomia dei comandi. Preciso lo sterzo e vivace il 2 litri a gasolio. Ma il cambio manuale non brilla per manovrabilità.

30 marzo 2017
  • Prezzo (al momento del test)

    € 34.550
  • Consumo medio

    19,2 km/l
  • Emissioni di CO2

    136 grammi/km
  • Euro

    6
Opel Insignia Grand Sport
Opel Insignia Grand Sport 2.0 CDTI Innovation
Più grande e leggera

La nuova generazione della berlina tedesca cambia a fondo: al punto di meritarsi anche un nome più articolato, Opel Insignia Grand Sport. Del vecchio modello rimane l’impostazione generale (tre volumi con la coda appena accennata, un pratico portellone e trazione anteriore o integrale), ma la lunghezza cresce di 6 cm (490 in totale) mentre il peso cala, a seconda della versione, fino a 175 kg. I prezzi partono da 30.250 euro per la diesel 1.6 CDTI da 110 CV (€ 750 in più per la versione da 136 cavalli), ma si può scegliere fra motori a benzina e gasolio fino a 260 CV, trazione anteriore o integrale e cambio manuale a sei marce o automatico. Per il sempre “gettonato” 2.0 CDTI (per ora offerto solo con il cambio manuale, l'automatico a otto marce arriverà più avanti) servono almeno 32.500 euro, mentre per la famigliare, che conserva il nome di Sports Tourer e arriverà verso fine giugno, è richiesto un sovrapprezzo di 1.000 euro (la lunghezza è la stessa della berlina e il baule offre fino a 1640 litri, contro i 1530 dell’auto che rimpiazza). Più avanti non dovrebbe mancare una versione a Gpl. Solo due gli allestimenti (senza contare il Business, riservato alle flotte): Advance e, a 2.050 euro in più, il ricco Innovation (“clima” bizona anziché manuale, sensori di distanza davanti e dietro, navigatore).

Fari tecnologici

Senza allontanarsi molto dalle linee quasi da coupé dell’auto che manda in pensione, questa nuova Opel Insignia Grand Sport è più personale e “maschile”: merito della griglia più schiacciata, delle profonde nervature nella parte bassa delle porte e dei fari più sottili. Che, a richiesta, possono essere gli IntelliLux a matrice di led (€ 1.450): oltre ai moduli per anabbaglianti e abbaglianti principali, ciascun elemento ha 16 diodi extra, ognuno dei quali può essere acceso e spento singolarmente, illuminando così una diversa porzione della strada. A governarli provvede l’elettronica, che interpretando le immagini provenienti dalla telecamera dietro il parabrezza, li attiva e disattiva in sequenza, così da creare zone d’ombra attorno agli altri veicoli, per non abbagliarne i guidatori, pur sempre assicurando un’illuminazione piena tutto attorno. Il fascio di luce viene indirizzato anche all’interno delle curve, in accordo con i movimenti del volante.

Fantasia? non molta

Le linee esterne della Opel Insignia Grand Sport sono equilibrate, ma non certo innovative, e neppure l’abitacolo si concede “colpi di testa”: ben fatto, ma poco personale, vanta però comandi intuitivi e correttamente disposti sulla plancia a sviluppo orizzontale. Su quest’ultima c’è lo schermo a sfioramento del sistema multimediale, capace di dialogare con i moderni smartphone. Buoni i materiali e i montaggi: ci si può lamentare solo di un eccessivo uso di plastiche rigide sui pannelli delle porte e sul tunnel. Di serie per tutte le versioni il sistema di sicurezza OnStar: premendo il pulsante rosso (o automaticamente, in caso di urto grave) si viene messi in comunicazione con una centrale operativa che invia i soccorsi. Col tasto blu, invece, si possono chiedere informazioni su punti di interesse (ristoranti, luoghi ecc), farsi prenotare una camera d'albergo (novità appena introdotta) e farsi inviare il percorso sul navigatore. E non manca (sulle Innovation) il cruscotto parzialmente digitale, evoluzione di quello già visto sull’Insignia appena pensionata: fra i due elementi a lancetta c’è uno schermo di 8’’ in alta risoluzione che può mostrare il tachimetro come il navigatore, oltre a numerosissime altre informazioni. Optional l’hi-hi Bose (550 euro) e persino la radio digitale Dab (100 euro).

Più spaziosa

Rispetto all’Insignia appena uscita di scena, la posizione di guida della Opel Insignia Grand Sport è più bassa (di 3 cm) e distesa; davvero comodo il sedile di guida ergonomico, fornito di certificazione AGR (un’ente tedesco che promuove la corretta ergonomia delle poltrone), regolabile anche nella lunghezza della seduta (la ventilazione e la funzione massaggio, a € 500, non costano una follia, ma la seconda è vincolata all’acquisto degli interni in pelle, 1.900 euro). Grazie anche al passo allungato di 9 cm, l’abitabilità è migliorata, specie dietro: il taglio delle porte permette di accedere piegando meno la testa rispetto a prima. Sul divano, inoltre, solamente chi è più alto di 190 cm rischia di “toccare” (la casa parla di 8 mm in più di spazio utile, nonostante l’auto sia più bassa di 4 cm). Davanti, invece, c’è un paio di dita di spazio in più per le ginocchia del guidatore. Se gli occupanti hanno più agio, il baule è leggermente più piccolo: 490/1450 litri, contro i 530/1470 del vecchio modello. Inoltre, il pavimento presenta rigonfiamenti all’altezza dei passaruota posteriori. In compenso, vi si accede attraverso un ampio portellone, e non manca lo schienale del divano frazionato in tre parti e abbassabile (95 euro, ma il piano che ne risulta non è piatto).

Per la sicurezza non manca nulla

Molti i sistemi di sicurezza della Opel Insignia Grand Sport. Di serie ci sono l’Opel Eye (avviso di cambio involontario corsia con mantenimento della traiettoria), la frenata automatica d'emergenza con riconoscimento dei pedoni e la riproduzione nel cruscotto dei cartelli stradali. Il cruise control adattativo è invece optional (750 euro) anche sulla più costosa Innovation (e non lo si può avere sulla versione base). Il sistema di controllo dell’angolo cieco è incluso nei pacchetti Park & Go (750 euro o 1.400, con visione a 360° dell’auto dall’esterno).

Spinge subito

Il 2.0 CDTI a gasolio della Opel Insignia Grand Sport è una “vecchia conoscenza”: ha un tiro vigoroso fin dai bassi giri (difficile dubitare degli 8,7 secondi dichiarati per passare da 0 a 100 km/h, così come dei 226 km/h promessi come punta massima), anche se è meglio cambiare marcia prima dei 4000 giri (oltre, la spinta diminuisce). Proprio ai bassi giri però, come in piena accelerazione, emerge qualche vibrazione di troppo. Peccato poi che (al pari del 1.6 CDTI da 110 CV) questo motore non possa essere abbinato al cambio automatico (arriverà, ma ancora non si sa quando): la trasmissione manuale è correttamente spaziata, ma la leva ha una corsa leggermente lunga, i movimenti nel selettore sono “gommosi” e gli innesti risultano contrastati. Difficile, invece, trovare difetti allo sterzo: è preciso senza essere troppo pesante o “nervoso” in velocità e, complice la riduzione di peso generale, anche forzando l'andatura l’auto risulta agile e poco incline ad allargare la traiettoria. La Insignia Grand Tourer è promossa anche in comfort: curata (benché senza lode) l'insonorizzazione e buono (almeno con le gomme di serie dell'auto guidata, 245/45 R 18) l'assorbimento delle sospensioni, persino in modalità Sport, quando gli ammortizzatori a controllo elettronico (sistema FlexRide, a 850 euro) si irrigidiscono.

Secondo noi

Pregi
> Ergonomia. La plancia mostra poca fantasia, ma i suoi comandi sono grandi, semplici da usare e individuare.
> Guida. Sterzo e sospensioni sono a punto. Il primo risponde con prontezza senza costringere a continue correzioni in rettilineo e ha il giusto peso; le seconde contengono bene il rollio in curva pur assorbendo con efficacia le asperità del fondo, regalando una buona agilità a questa grande berlina.
> Onstar. Nessuna rivale offre un servizio di assistenza vocale che arriva fino a impostare il navigatore a distanza.

Difetti
> Baule. È più piccolo di quello dell’auto che sostituisce e ci sono rivali (anche più corte) che offrono più spazio. Inoltre, il fondo non è piatto e il divano frazionato in tre parti si paga.
> Cambio. Quello manuale ha innesti contrastati e una corsa poco scorrevole; l'automatico non è ancora disponibile con questo motore.
> Dotazione. Anche sulla versione più ricca si paga per avere la radio digitale Dab, il cruise control adattativo e i sedili posteriori abbassabili in tre parti.

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1956
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 125 (170)/3750 giri
Coppia max Nm/giri 400/1750-2500
Emissione di CO2 grammi/km 136
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 226
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,7
Consumo medio (km/l) 19,2
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 490/186/146
Passo cm 283
Peso in ordine di marcia kg 1507
Capacità bagagliaio litri 490/1450
Pneumatici (di serie) 245/45 R18
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Ritratto di IloveDR
30 marzo 2017 - 12:49
4
in Italia questo modello di auto lo ritengo, ormai, fuori mercato, la corrispondenti versioni SW reggono a fatica la opprimente concorrenza delle Suv, la berline sono una partita quasi persa a tavolino...a me piace questa Insignia, al pari della Mondeo e della Superb. La Talisman è quasi sconosciuta sulle nostre strade, Passat e 508 lo trovo molto datate...la C5 è archeologia automobilistica, si dice abbia ancora le sospensioni idropneumatiche...Mazda, Toyota, Hyundai, Kia avrebbero qualcosa in listino...peccato che ci abbiano ridotto così per una stupida moda, quella debolezza di seguire la moda facendoci perdere di vista la bellezza e l'eleganza...
Ritratto di MAXTONE
30 marzo 2017 - 13:56
Guarda, per me rinunciare ad un auto che mi piace solo perché è fuori moda Non esiste proprio. Come se dovessi rinunciare ai miei amati Baggy Jeans perché oggi va di moda l'uomo in calzamaglia. E allora? Io sono libero di fare qualunque cosa desideri, non vado a mangiare a casa degli altri, non sono gli altri che mo pagano le tasse. E poi tieni sempre a mente una cosa: Se dobbiamo aspettare che una cosa che ci piace torni di moda per essere sfoggiata(perché lo sappiamo, la moda è ciclista) siamo proprio sicuri che vivremo abbastanza da poter vivere il ritorno in auge di una tipologia di auto o un capo di vestiario? Io ragiono sempre così quando penso che non posso aspettare la fine degli skinny jeans per mettere su i miei Baggy. Potrebbero volerci 20 o 30 anni. Tornando alle auto, come facciamo a rinunciare ad una berlina che ci piace pensando che magari la compreremo quando usciranno di moda i SUV? Visto l'andazzo questo trend sarà in giro per altri 20 anni minimo, le monovolume sono andate avanti per oltre 25anni e peraltro ancor oggi non sono esattamente scomparse. Dovrei aspettare 30 anni per farmi la berlina sportiva? Sarò forse già morto.
Ritratto di MAXTONE
30 marzo 2017 - 13:57
*CICLICA
Ritratto di troy bayliss
31 marzo 2017 - 09:09
1
Ciao Maxtone. In linea di massima sono d'accordo con te al 100% ovvero "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace".Rapportato al settore auto ancora di più l'unico cosa che si differenzia è che i prezzi da pagare cambiano ovvero ciò che piace "a prescindere" potrebbe essere una cosa vecchia o demodè ma te lo fanno pagare cara lo stesso.Un esempio: a me piace la punto ma se la voglio adesso mi chiedono 15K euro mentre una audi A1 la pago 20K...uno poi valuta tra piacere e convenienza
Ritratto di car_expert
30 marzo 2017 - 16:26
però negli ultimi anni la berlina sta tornando una tendenza, grazie anche all prima a5 sportback, CLA e a3 sedan, seguite da serie 4 grancoupe, le rinnovate jaguar, giulia, tipo e le nuovissime kia stinger e vw arteon, ma anche panamera e la futura amg gt...insomma non si può dire che sia un segmento morto
Ritratto di IloveDR
30 marzo 2017 - 16:48
4
nel resto del mondo no, in Italia, tranne la Giulia (mi riferivo al Segmento D), io direi di si...
Ritratto di aquilone
31 marzo 2017 - 16:59
Nooo, come osi? :-) Io sono un felicissimo possessore di una archeologica C5 berlina e potrei cambiarla sono per una mercedes E o per una BMW 5 Tutto il resto non è paragonabile in termini di confort. E ti dirò, sono ancora innamorato della sua linea. Ciaooo
Ritratto di neuro
2 aprile 2017 - 08:32
aquilone tienila finchè campa, perché la c5 per me è ancora la migliore sul mercato! al massimo la cambi con la c5 tourer.
Ritratto di Lo Stregone
4 aprile 2017 - 18:07
La C5 Tourer è un'altra meraviglia (a mio parere) e sono curioso di vedere cosa si inventeranno per il prossimo modello.
Ritratto di neuro
2 aprile 2017 - 08:36
se un giorno sarò obbligato a prendermi una berlina o meglio ancora una SW, di sicuro sarà una C5... anche usata.
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